# La situazione attuale: Pronto Soccorso spesso sotto pressione e farmacie limitate ai servizi di base

A Milano i Pronto Soccorso registrano da anni livelli di affollamento strutturale, con tempi di attesa elevati anche per codici a bassa complessità. Gran parte degli accessi riguarda prestazioni di primo livello: piccole ferite, malori lievi, traumi minori, misurazioni e valutazioni preliminari. Parallelamente la città conta circa 350 farmacie, distribuite in modo uniforme sul territorio urbano. Oggi queste strutture svolgono principalmente funzioni di dispensazione, consulenza di base e alcuni servizi diagnostici semplici. Il loro ruolo resta però marginale nella gestione delle urgenze minori, che continuano a convergere sugli ospedali.
# Un precedente già sperimentato: le funzioni sanitarie aggiuntive durante il Covid
Un precedente operativo è rappresentato dall’estensione delle funzioni assegnate alle farmacie durante l’emergenza Covid. In quella fase sono state abilitate all’esecuzione dei tamponi, alla somministrazione dei vaccini anti-Covid e, successivamente, dei vaccini antinfluenzali. Le farmacie hanno inoltre svolto attività di monitoraggio dei parametri clinici e di orientamento sanitario della popolazione. L’esperienza ha dimostrato la capacità della rete farmaceutica di assorbire nuovi compiti sanitari in tempi rapidi, con protocolli standardizzati e coordinamento pubblico. Milano potrebbe partire da questo modello già sperimentato per testare un’estensione analoga alle urgenze minori, senza creare nuove strutture dedicate.
# Estendere il ruolo delle farmacie al primo soccorso di base

Le farmacie potrebbero quindi essere abilitate a gestire interventi di primo soccorso non critico, con personale formato e protocolli standardizzati. Medicazioni semplici, valutazione iniziale di traumi lievi, gestione di piccole emorragie, misurazione dei parametri vitali e primo inquadramento dei sintomi potrebbero essere svolti in sede. Questo permetterebbe di intercettare una quota rilevante di accessi impropri ai Pronto Soccorso. L’abilitazione richiederebbe spazi dedicati, dotazioni minime e un coordinamento diretto con il sistema di emergenza territoriale. La farmacia diventerebbe così un filtro sanitario di prossimità, integrato ma distinto dall’ospedale.
# I benefici per il sistema sanitario e per la città
L’abilitazione delle farmacie al primo soccorso produrrebbe effetti immediati sulla decongestione degli ospedali. Ridurrebbe gli accessi non urgenti, migliorando i tempi di risposta per i casi gravi. Rafforzerebbe la sanità territoriale senza la costruzione di nuove strutture. Migliorerebbe l’accessibilità ai servizi sanitari, soprattutto nelle fasce orarie e nei quartieri più distanti dagli ospedali. Dal punto di vista economico limiterebbe i costi legati agli accessi impropri e all’uso inefficiente delle risorse ospedaliere. Dal punto di vista organizzativo favorirebbe una distribuzione più razionale delle funzioni sanitarie. Le farmacie diventerebbero così un’estensione operativa del sistema di emergenza, alleggerendo i nodi critici senza interventi infrastrutturali pesanti.
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