La conquista dell’America, chi e come arrivò prima di Colombo (parte 2)

Attualità

Eravamo rimasti alle mummie peruviane contaminate da materiali dell’Oceania e alle canoe delle Hawaii.

Ma restando più “vicini” all’Europa, le Azzorre, isole portoghesi, molto al largo nell’Oceano Atlantico, erano già state colonizzate dai Cartaginesi, dei quali sono state rinvenute alcune monete del 300 a.c. per poi essere annesse nel 1400 al Portogallo.

L’ammiraglio Zheng-He

Cosa dire invece dei Cinesi che fra il 1421 e il 1434, quando la Cina vantava l’ingegneria navale più avanzata del pianeta, una grande flotta di giunche al comando dell’ammiraglio Zheng He navigò attraverso aree del mondo ancora sconosciuto, lungo il Pacifico, toccando le coste orientali degli odierni Stati Uniti.

Ma anche prima, nel 1200, sono stati ipotizzati contatti tra la Cina e la cultura Olmeca del Messico a causa delle somiglianze tra l’arte delle due culture e il ritrovamento sempre di monete cinesi in Messico.

Infatti, l’arte della civiltà Olmeca, una popolazione preesistente ai Maya e agli Aztechi, potrebbe avere avuto inizio in Cina o con l’apporto di gruppi profughi cinesi.

E che la parola cinese Fusang stesse a significare il Nord America. Mentre il ritrovamento di pietre millenarie rotonde e bucate in centro nei fondali di fronte alla California, altro non fossero che ancore tipicamente utilizzate dalle navi cinesi.

Anche la zona dell’Equador avrebbe avuto contatti con l’Asia orientale. Dato che in Equador sono stati ritrovati resti di oggetti fatti in ossidiana proveniente dall’estrema Russia del nord.

La stele B di Copan in Honduras

Ancora. Una popolazione amerinda del Nuovo Messico, gli Zuni, presenterebbero numerose affinità con la cultura giapponese a livello di dna, lingua e cultura e di sicuro già utilizzavano simboli come i numeri romani per contare.

Poteva mancare l’India? In India sono state trovati resti di una pianta, l’Annona originaria delle Americhe tropicali.

Nella stele B di Copan in Honduras, appaiono quelli che potrebbero essere scambiati per elefanti o per tapiri.

Controversa invece la raffigurazione in un tempio dell’India del Sud di statue che reggono in mano una pannocchia, risalenti all’anno Mille.

E gli antichi Romani ?

Come non ricordare la storia della comunità di Liqian in Cina.

Secondo ricerche storiche, una comunità di antichi legionari romani agli ordini di Crasso, nel 53 a.c., (circa 150 uomini) sfuggiti ad una cruenta battaglia in Turchia, si spinsero fino all’estremo interno della Cina. Arrivarono nei pressi del Deserto dei Gobi, dove si stanziarono e mescolarono con gli abitanti. Questo prima di Marco Polo.

Derubricata da molti studiosi come “mito rurale”. In realtà, ritrovamenti di abitazioni in stile romano, vasi con raffigurazioni romane e discendenti cinesi odierni con occhi azzurri e capelli castani ricci renderebbero plausibile questa storia. Per altro suffragata dagli studi sul dna.

Questo per confermare che le popolazioni si spostavano anche nell’antichità.

Mosaico della Casa dell’Efebo a Pompei con l’ananas nel cesto

Per non dire della famosa testa di Tecaxic-Calixtlahuaca, un artefatto di origine romana, trovata in una valle del Messico Centrale. La fattura è indubitabilmente romana.

Mentre un mosaico della Casa dell’Efebo a Pompei, ora al Museo Nazionale Romano a Roma raffigura un ananas in un cesto di frutta.

Potevano mancare gli antichi Egizi?

Sono state trovate tracce di tabacco e cocaina nelle mummie come prova di contatti tra gli Egizi e le civiltà pre-Colombo. Anche in alcune mummie del Sudan sono stati trovati tabacco e cocaina. Questa versione è stata più volte contestata e derubricata come una contaminazione avvenuta post-ritrovamento. Ma l’alto numero delle mummie che presentano questa caratteristica sembrerebbe ritenerla veritiera.

E poi come non menzionare il Manz.. no, lui qui per una volta non c’entra.

A quanto pare, prima di Colombo, sembra che letteralmente mezzo mondo sapesse dell’esistenza delle Americhe e persino Colombo stesso non si sarebbe mosso se non al corrente delle rotte vichinghe e avesse tentato egli stesso dei viaggi preparatori.

(Fine parte 2)

Eleonora Prina

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