Teatro Menotti in Sormani – Sesta Edizione

Cultura e spettacolo

Ci sono luoghi che custodiscono il respiro delle storie, e momenti in cui quelle storie tornano a cercarci, all’imbrunire, quando il giorno si ritira piano lasciando spazio alla voce e all’ascolto.

La rassegna Teatro Menotti in Sormani è nata così, come un gesto semplice e necessario. Una soglia aperta nel cuore dell’estate milanese, un teatro essenziale, senza sipari né orpelli, dove le parole e la musica si incontrano nella luce calda del tramonto.

Siamo alla sesta edizione di un viaggio cominciato nei giorni incerti della prima riapertura, quando la vita aveva ancora paura di uscire. Da allora, con ostinazione e fiducia, abbiamo continuato a seminare bellezza in uno dei cortili più suggestivi della città, accogliendo artisti e spettatori in un abbraccio di vicinanza e verità.

Oggi quel gesto iniziale è diventato rito, appuntamento atteso, simbolo di una città che non si arrende alla sospensione, ma rilancia, ogni estate, la sua voglia di cultura e di incontro.

 Un cartellone non cartellone, una festa teatrale senza barriere tra palco e platea, per raccontare il presente attraverso linguaggi diversi, per ritrovare insieme, sotto il cielo di luglio, la meraviglia di stare insieme.

Teatro Menotti in Sormani è questo: un piccolo miracolo urbano che si rinnova. E ogni volta, succede ancora. E in questa edizione 2025, che – come ogni anno – si articolerà lungo l’intero mese di luglio, succedono e si succedono voci, pensieri, riflessioni. Una ricognizione appassionata tra linguaggi e memorie, tra visioni del presente e omaggi ai grandi autori che hanno attraversato e illuminato il nostro tempo.

Dalle parole taglienti di Giorgio Gaber ai versi visionari di Bertolt Brecht, dalle melodie indimenticabili di Fabrizio De André e Lucio Dalla ai versi di Antonia Pozzi nell’anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai, fino alle ricorrenze “forti” che questo 2025 ci consegna con delicatezza e intensità: i cento anni dalla nascita di Andrea Camilleri e, a un anno della stessa ricorrenza, il grande Dario Fo, una sorta di avvio delle grandi celebrazioni per il suo centenario che Milano e il Teatro Menotti non mancherà di ricordare.

Tre sguardi diversi ma complementari, tre modi irripetibili di dare voce al mondo: il teatro come gioco e denuncia, la scrittura come affabulazione popolare, la poesia come ferita luminosa. A loro, e a tutto ciò che continua a farci vivere e pensare, è dedicata questa nuova edizione. Perché ogni sera, in quel cortile, è una possibilità. E ogni storia, se trova chi l’ascolta, torna a respirare.

Emilio Russo

È un brusio la vita

Uno spazio speciale sarà dedicato ai grandi autori del 900, con omaggi a Dario Fo, Andrea Camilleri e ai versi di Antonia Pozzi dedicati alle amate montagne. Tre voci uniche della scena, della parola, della poesia, che continueranno a parlarci attraverso una serie di letture quotidiane affidate ai giovani attori, anche in collaborazione con le accademie teatrali di Milano. Prima di ogni spettacolo, nel silenzio prezioso del tramonto, risuoneranno parole scelte dalle loro opere: ironiche, struggenti, popolari, necessarie.
A questi omaggi si unirà anche una lettura speciale da Laudato si’, l’enciclica con cui Papa Francesco ci ha richiamati al rispetto della Terra e del vivente. Un piccolo rito quotidiano, pensato come un ponte tra memoria e futuro, dove la forza della parola trova nuova vita attraverso lo sguardo e la voce delle nuove generazioni.

 

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