Capitan U rogo fabbrica Triangle

I racconti di Capitan U 1947: 8 marzo, festa discutibile e per me classista … una donna si ama e si rispetta sempre!

I racconti di Capitan U 1947 Società Video

Le immagini in alto dovrebbero raccontare l’incendio avvenuto l’8 marzo 1908 nella fabbrica tessile Cotton di New York, e quindi, tale data, scelta per dedicare una festa in ricordo delle 123 lavoratrici donne, sfruttate con turni di lavoro massacranti, lasciate bruciare vive insieme a 23 lavoratori uomini, dopo aver sbarrato loro ogni via di fuga. In realtà siamo di fronte ad una fake news dell’epoca, perché la fabbrica Cotton in realtà non è mai esistita e le immagini che girano si dice che appartengano alle foto del rogo della fabbrica tessile Triangle, avvenuto realmente a New York il 25 marzo 1911. Quell’incendio fu devastante e alcune scene ricorderanno tragicamente quanto accadrà poi l’11 settembre del 2001.  I motivi per cui fu scelto l’8 marzo come data per la Festa della Donna sono molteplici e molti se ne sono attribuiti il merito. In Italia la prima Festa della Donna si celebrò nel 1922, ma il 12 marzo. L’ufficializzazione dell’8 marzo arrivò nel 1977 con una risoluzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che istituì la Giornata Internazionale Dei Diritti Della Donna.

Perché, secondo un mio personale pensiero, considero l’8 marzo una festa discutibile e classista?

MilanoPost Men's international day

Perché, quando nel 1999 un numero ristretto di Paesi decise di dedicare una festa anche all’uomo, sancendo la Giornata Internazionale Dell’Uomo da festeggiarsi ogni 11 novembre, l’Organizzazione delle Nazioni Unite si rifiutò di riconoscerla, unitamente ad altre organizzazioni e istituzioni internazionali. Perché? … Ad ognuno di voi la risposta! Potrebbe sembrare una discriminazione della figura dell’uomo, ma io la interpreto in senso opposto. L’uomo non ha bisogno di una sua festal’uomo è sempre uomo ogni giorno all’anno. E la donna? … anche la donna, come essere vivente, e dobbiamo asserirlo convinti, non ha bisogno di privilegi che la distinguano o etichettino: ha eguali diritti e non le serve un giorno, ma amore e rispetto sempre, come per l’uomo.

Voglio salutarvi dedicando alla donna, oggi 8 marzo,  una delle canzoni che ritengo tra le più belle della nostra musica leggera italiana con il nome di una donna: Lisa dagli Occhi Blu , interpretata dal grande Mario Tessuto. Un salto indietro nel tempo, quando la scuola era ancora il tempio dove nascevano i primi amori e tutti noi, anche se attenti alle problematiche del mondo, le affrontavamo con emozioni e decisioni solo nostre e non, come accade spesso ora, contaminate da ideologie suggerite, per non dire imposte.

20 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: 8 marzo, festa discutibile e per me classista … una donna si ama e si rispetta sempre!

  1. Condivido il tuo pensiero.
    Anche se faccio gli auguri a tutte le donne, per me la festa della donna non è solo oggi, ma tutti i giorni, ogni secondo perché la donna si deve sempre rispettare tutto l’anno.
    Oggi per me, al di là degli auguri, è la giornata del ricordo di quello storico fatto accaduto affinché i fatto che sentiamo o leggiamo, a prescindere quale sia, non accadano più.

    1. I fatti gravi sono sempre accaduti, nelle fabbriche tessili come nelle miniere. Ne ho parlato solo per fare un po’ di ordine sulle varie teorie relative alle origini di questa festa. Quello che ho voluto evidenziare, però, è che spesso offrire dei privilegi nasconde la possibilità di una etichetta appiccicata e di un ulteriore emarginazione sottintesa.

    1. Viva la donna, viva l’uomo … viva ogni essere vivente, sempre! L’universo non ammette divisioni o favoritismi, ma solo armoniosa convivenza.

  2. Accetto sempre gli auguri, ma nn ho mai festeggiato,;se volessi farlo sicuramente nn andrei ad uno spogliarello maschile, che trovo un modo ridicolo a prescindere da qualsiasi origine abbia questa festa.

  3. Cara Ira, come condivido il tuo rifiuto a non mischiarsi nel “bordello” di quei locali dove molte donne credono di oggettivare l’uomo alla loro mercé mentre si spoglia, … in realtà per loro non cambia nulla , sono sempre protagoniste illuse, donne ancora una volta oggettivamente e portate, pagando, ad “imbruttirsi” con comportamenti che poco sanno di libertà e tanto di volgarità repressa. Quello a cui ho assistito come artista scritturato ad una festa dell’ 8 marzo di circa 40 anni fa mi è bastato per non accettarne più per il resto della mia vita, non per pudica riluttanza ma per rispetto di quelle donne, tantissime, sempre se’ stesse e non strumentabili nemmeno per un giorno all’anno.

    1. Giusto Virginio, ed io aggiungo come ogni essere vivente … però hai ragione quando specifichi ” donne di ogni religione”, perché è qui che viene rappresentata la più grande vessazione sulle donne assoggettate ad usi ed abusi religiosi: un argomento però sul quale sorvolano proprio quelli che tanto parlano, urlano, di diritti delle donne e di patriarcato maschile.

  4. Condivido in pieno ,il tuo pensiero Umbi.
    Va bene festeggiare la donna, ma andrebbe festeggiata tutto l’anno, non solo un giorno, bisogna rispettarla e amarla, io penso a quelle poverine che vengano picchiate, che tante perdano la vita per colpa di certi uomini, per fortuna non tutti, penso a quelle povera donne in certi nazioni ‘,che non hanno nessun diritto come hanno gli uomini, non possono andare a scuola, non possono guidare un auto, non possono vestire come vorrebbero, quelle sono schiave degli uomini, per loro sono solo un oggetto di desiderio, a fargli fare i figli, penso a quelle poverine ancora ragazzine che vengano costrette dai genitori a sposare un uomo, che non scelgono o amano. Tutto questo è una vera ingiustizia,
    Noi non possiamo fare molto per aiutare queste povere ragazze, possiamo fare come avevi detto tu.
    Pregare tutti insieme,che questa crudeltà cessà, e che tutte possono avere gli stessi diritti come hanno gli uomini.
    Auguri a tutte le donne del mondo.

    1. Sì Bruno, dobbiamo pregare perché apriamo tutti gli occhi e cominciano a vedere la realtà per quella che è e non per quella che viene
      rappresentata, narraia e mistificata. Dobbiamo. pregare ma metterci anche del nostro: continuando così non abbiamo futuro. Per evitare che ragazzine non vengano più costrette a sposarsi e schiavizzate e considerate solo macchine produttrici di figli, pretendiamo dalle bostre istituzioni che almeno in Italia ciò venga evitato imponendo le leggi italiane, leggi che se valgono per noi devono valere per tutti. Denunciamo chi predica in un modo e razzola al contrario, smontiamo ogni ideologia farlocca e, collegandoci tutti in un onda comune, auguriamo con tutta la nostra forza mentale l’estinzione definitiva di ogni falso profeta… che sia maledetto! …. come cantava Bob Dylan nel suo Masters of war.

      1. Grazie mille Umbi, bellissimo il tuo commento, ottima canzone, un capolavoro di Bob Dylan
        Masters of war , questo brano mi era sfuggito, certo che in questo brano Bob Dylan mette in evidenza tutto il marcio di chi comanda , come dice tu, ci comandano come dei soldatini ,
        Condivido in pieno che le leggi devono essere uguale, e essere rispettate da tutti in questo paese, non solo per noi Italiani . Buona giornata e buon inizio settimana Umbi e grazie per i tuoi articoli e argomenti sempre attuali e mai banali .

        1. Sono io che ti tingrazio perché mi segui e mi permetti con i tuoi commenti di completare il contenuto dei miei racconti, senza dimenticare la tua grande competenza musicale che apporta conoscenza ulteriore alla mia. Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo collaborare e interagire… uniti siamo più forti, ci completiamo.

  5. Caro Capitan U,tu sai quanto mi appartenga “Lisa”come donna,sia nella canzone che nella realtà.Ogni volta, però, riesci a sorprendermi per quanto sai scrivere e trasmettere grazie a te per me e Mario mio grande amore da “sempre e per sempre”è stato un 8 marzo speciale,ci siamo ritrovati a cantare la insieme la nostra canzone e a ringraziare il Signore per averci regalato una cosa molto importante… Ogni giorno di vita insieme,con tanto amore per tutti questi anni..

  6. Donatella dolcissima, mi gratifichi sempre e, con la tua perenne positività, mi stimoli a non arrendermi nel impegnarmi a comunicare rivolgendomi alla parte dell’umanità sana, oltre il 99%, per dimostrare anche ai più scettici o timorosi che il peggio nidifica nella minoranza aggressiva perché povera di argomenti. Una minoranza molto pericolosa, però, capace con la sua prepotenza e aggressività, di dettare regole assurde e indicare percorsi tortuosi e impraticabili solo ai più deboli , ma facilmente evitabili da chiunque sia cosciente e consapevole delle proprie potenzialità non ancora contaminate. Come ho proposto nel mio ultimo messaggio, eleviamoci moralmente e con le nostre preghiere e la nostra determinazione creiamo quell’onda comune, spontanea e travolgente capace di spazzare via definitivamente il male alle radici e chiunque lo generi.

  7. Il nome “donna” viene usato e abusato da sempre. Non serve una festa … occorrono fatti e non parole!
    Cristina

    1. Sempre concisa Cristina, ma diretta ed efficace nel centrare il cuore dell’argomento. Sì, troppe parole enunciate con enfasi a cui corrispondono fatti opposti e comportamenti classista e dividivi. Ciò che vale per certe donne non vale per altre e qui una certa ipocrisia viene elevata all’ennesima potenza. L’umanità sana non può più sopportare tanto scempio e prega fiduciosa collegata nell’ universo in un unico desiderio … pentitevi o sparite!

  8. Luce sia!8 marzo Giorno delle donne.
    “Niente mimose ,oggi vorrei regalare un mazzo di sorrisi a tutte le donne perche’ le donne non dovrebbero essere tristi mai.
    ….Le donne le trovi ovunque,sono sempre un passo avanti col cuore che ti aspettano”.
    Cosi ha parlato Rosanna Mascolo delle donne alle donne!
    Oggi ,assistiamo ,caro Capitan U,a una forte strumentalizzazione dell’8 marzo,festa commerciale ma ambivalente: da una parte inneggia una donna icona di bellezza,dall’altra ricorda la memoria di virtu’ eroiche di un gruppo di donne .
    Nonostante una tradizionale festa diventata icona della donna una volta all’anno,non si placano le violenze contro le donne ,per non parlare di tutti i diritti ancora negati ( rispetto,sensibilita’,buone maniere,).
    Credo,caro Umberto , che parlare oggi della donna e’ una grande sfida.
    La sua immagine donna legata alla bellezza fa a pugni con la donna intelligente se consideriamo che le donne che hanno cambiato il mondi,non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla,se non la loro intelligenza!
    Qualche nome: Anna Magnani Rita l
    Levi Montalcini,Margherita Hach,etc.
    La canzone scelta da te “Lisa dagli occhi blu” di Mario Tessuto credo che sia il modo piu’ bello per celebrare la donna in un tempo in cui l’amore spesso e volentieri e’ sostituito da surrogati di attaccamento e subordinato a valori ben piu’ immediati e vantaggiosi .
    Grazie Umberto per le tue sollecitazioni mentali ed emotive che ci offri di settimana in settimana .

    1. Grazie Maria Rosaria, hai ampliato il mio racconto ricordando donne che hanno rappresentato esempi importanti della nostra storia. Anche molti uomini sono stati esempi essenziali, però dobbiamo rendere un merito in più alla donna, che non è solo il fatto che tutti noi entriamo a far parte della vita formandoci nel loro grembo: le donne sono spesso un passo avanti col cuore, e … non solo!

  9. Ciao Umberto!
    Io per 41 anni ho lavorato in Ufficio nel Sindacato International Ladies Garment Workers Union, cioe’ il Sindacato di abbigliamento femminile, per moltissimi anni ho partecipato ogni anno nel mese di Marzo alla Giornata della Donna dove ci riunivamo davanti al palazzo dove morirono tantissime donne la maggior parte emigranti Italiane ed Ebrei per un’incendio scoppiato nella loro fattoria. IL padrone aveva bloccato le uscite e rimasero intrappolate.
    Moltissime Donne si buttarano dalle finster.
    Purtroppo penso che anche oggi esistono le “SWEATSHOPS” come venivano chiamate quei anni, dove le donne nelle fattorie venivano trattate da schiavi.

  10. Caro Phil, la tua testimonianza è una pagina di storia. La donna è stata sempre sfruttata e sottovalutata. L’ 8 marzo, però, deve rappresentare una data di omaggio alla donna proiettata nel futuro e non limitata alla sola commemorazione di fatti atroci del passato. La donna è sempre stata un passo avanti all’uomo, perché ogni uomo, in ogni caso, nasce con un debito verso la donna: è lei che gli dona la vita, lo protegge e lo aiuta a crescere. Quindi l’8 marzo deve soprattutto rappresentare un atto di riconoscenza, poi entrambi i sessi si muoveranno con diritti uguali senza bisogno di creare alibi etichettanti e frenanti: la donna di adesso alla apparente debolezza fisica contrappone capacità e forza di carattere come minimo simili, se non superiori.

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