7 Dicembre, giornata NO per Sala, considerati i suoi silenzi agli Ambrogini e l’indecisione ideologica nel voler assegnare i posti alla Prima della Scala. Non gli riesce, pare, di pensare a vasto raggio, confrontandosi con la realtà, ancora come per la querelle dello Stadio, indeciso, quasi timoroso. No, non poteva mischiarsi con “gli altri”, nel palco d’onore. Il fatto è che c’era da sistemare il presidente del Senato La Russa, Salvini, Casellati, Sangiuliano…
Scrive Sallusti “Povera Scala, da tempio dell’opera a teatrino dell’operetta messa su dalla compagnia di avanspettacolo che ruota attorno a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.” “Si trova la soluzione: Sala, Segre e la Russa in prima fila, i ministri in seconda. Giustamente Confalonieri osserva “Con la sinistra al governo nulla da dire, con la destra nascono i problemi”.
Come ormai è consuetudine la solita protesta in piazza della Scala: quest’anno è stata la volta dei sostenitori della Palestina, che hanno provato a sfruttare l’eco mediatica dell’evento per qualche secondo di riflettori su di sé.
Liliana Segre, a cui è stato assegnato il posto centrale nel palco reale. “Sono da sempre un’amante della lirica, sono un’abbonata da tanti anni alla Scala e ho cominciato dal loggione. Questo è un punto da ricordare”, ha detto la senatrice, accolta in teatro dal prefetto di Milano e da un lungo applauso
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, arrivando a teatro ha commentato: “Milano è al centro del mondo, spero sarà una grande serata di musica come sempre avviene alla Scala. Poi il Don Carlo non è qualcosa che si può ammirare tutti i giorni, è un grande evento”.
Molti ospiti hanno scelto di indossare un capo d’abbigliamento rosso per simboleggiare la lotta contro la violenza sulle donne.
Anna Ferrari
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