La criminalità sale, i cittadini sono timorosi e il Comune sembra non fare nulla
Negli ultimi mesi, la città di Milano è stata pervasa da un’atmosfera inquietante, alimentata da un aumento preoccupante del senso di paura nei cittadini.
Milano fa paura ultimamente, l’angoscia attanaglia i suoi abitanti mentre si sforzano di andare avanti in un contesto urbano che sembra sempre più instabile. Si tratta di terrorismo psicologico amplificato dalla televisione o è realtà? Facciamo chiarezza.
Rapine in aumento: un ritorno al 2007
Le statistiche parlano chiaro: il capoluogo lombardo ha visto un incremento significativo delle rapine in pubblica via, riportando i livelli allarmanti del 2007. Nel corso degli ultimi dodici mesi, sono state denunciate oltre 2.700 rapine, un dato che mette in evidenza una situazione di emergenza.
Restando sul tema di furti, aggressioni, scippi risse e rapine, si registrano 5.985 reati all’anno ogni 100.000 abitanti. Milano detiene il primo posto nella classifica delle città d’Italia più pericolose.
Ciò che preoccupa, poi, sono i dati sulle aggressioni, anche a sfondo sessuale. Nel 2022, in tutto l’anno, si sono contati ben 600 stupri denunciati, in città e in provincia.
Basta guardarsi intorno
Basterebbe fare un giro nei quartieri cittadini per comprendere la portata del problema. La Stazione Centrale, nota per essere un punto nevralgico della città, è diventata un luogo in cui l’insicurezza sembra regnare sovrana. Zone come Via Padova, Via Giambellino e Corvetto, una volta tranquille, sono diventate palcoscenici di risse e borseggi, mentre persino luoghi più frequentati, come Corso Como, la Darsena e il centro storico, si sono visti colpiti da aggressioni ai danni dei passanti.
La droga viene venduta alla luce del sole. I mercatini del weekend abusivi rivendono merce rubata o di dubbia provenienza. Il degrado dilaga nelle strade e nei parchi. Le volanti della polizia locale non si vedono.
Non è neanche una novità il numero di scippi che avvengono ogni giorno in metropolitana e in punti turistici della città, a danno di visitatori e lavoratori. Questo scoraggia i cittadini a visitare luoghi di interesse, ma anche a usufruire dei mezzi pubblici, fondamentali per la lotta all’inquinamento della città.
A maggio, il quotidiano “Il Giornale” ha pubblicato una toccante lettera di Veronica, una giovane cittadina di Milano, preoccupata per la sua sicurezza e quella dei suoi concittadini. Nel suo messaggio, Veronica denuncia l’escalation della criminalità nella città, mentre la giunta del Comune sembra concentrarsi su altre questioni. La ragazza racconta episodi di violenza e aggressioni a cui ha assistito, esprimendo la paura che molte persone vivono quotidianamente. La sua speranza è che le segnalazioni possano portare a un cambiamento, affinché nessuno debba più temere di uscire in una città che un tempo era un esempio di virtuosità e sicurezza.
L’atmosfera nelle strade di Milano è cambiata radicalmente. Passanti spaventati camminano con circospezione, mentre alcuni volti tradiscono un senso di insicurezza palpabile. I cittadini si sentono vulnerabili e il Comune sembra incapace di porre freno a questa ondata di criminalità crescente.
L’immigrazione fuori controllo
Spesso si dà la colpa agli immigrati per questi atti. Non bisogna cadere nel pregiudizio, ma attenersi ai dati. Negli ultimi tre anni, più del 60% degli arrestati sono clandestini. Sono colpevoli di rapine, scippi, aggressioni e abusi sessuali. Ma anche vittime di un sistema che non offre loro un’accoglienza adeguata.
Le principali stazioni d’Italia sono diventate territori pericolosi, frequentati da bande di irregolari che spesso hanno precedenti penali. Dati del Ministero della Giustizia evidenziano che un terzo dei reati commessi in Italia è attribuibile agli extracomunitari.
Negli ultimi decenni, l’Italia è diventata un punto di arrivo per migliaia di immigranti, provenienti da diverse parti del mondo. Nel 2022, oltre 13.000 minori non accompagnati sono giunti in Italia, senza che la loro età sia stata verificata accuratamente. La popolazione di immigrati in Italia è aumentata notevolmente, ma la percentuale di irregolari tra di loro è significativa, costituendo la maggioranza degli stranieri arrestati per reati gravi.
I dati mostrano che il 31% dei detenuti nelle carceri italiane è straniero, e molti di loro sono condannati per reati contro il patrimonio, reati contro la persona o reati legati alla droga.
Non è corretto additare tutti gli immigrati. Tuttavia, il legame tra immigrazione e criminalità è innegabile. Anche se si parla molto di accoglienza, la realtà è che molte persone che arrivano in Italia scompaiono nell’anonimato, creando un’atmosfera di incertezza. I giovani immigrati, spesso abbandonati a se stessi, si ritrovano nelle stazioni centrali delle città italiane, che sono diventate luoghi di delinquenza e disperazione. La sicurezza di tutti dovrebbe essere una priorità, ma l’assenza di controlli adeguati crea un ambiente dove la tutela al cittadino diventa un miraggio.
Il Sindaco Sala reputa Milano sicura. Non parla di emergenza, non sostiene che la criminalità sia aumentata. Quindi, se non si vede il problema è difficile trovare una soluzione. E intanto, i cittadini tremano.