Ero giovedì sera 29 giugno, 2023 tra i telespettatori della rubrica d’attualità “Otto e Mezzo” su “La 7”, ove è stato ospite l’attuale Ministro degli Esteri dell’Ucraina, le cui ripetute affermazioni di sue, assolute certezze esistenziali, in merito alla guerra in corso nel suo paese, mi han lasciato, a dir poco, attonito … una sorta di intemerata!
Secondo il Ministro, l’unico valido modo per risolvere le conflittualità esistenti tra Russia ed Ucraina è con il ricorso alle armi e “vincendo la guerra contro la Federazione Russa da parte della Repubblica Ucraina”. Non esistono a suo avviso altre concepibili alternative. Suo, come guida del suo paese, il compito di condurlo a tale “vittoria”!
Ripetutamente paragonando la guerra in corso ad una partita di calcio di un massimo torneo internazionale, “non ci si deve distrarre dalla massima concentrazione” per ottenere un punteggio di gioco, tale da sancire la vittoria sul campo. Così ha sostenuto strenuamente il Ministro, facendo palese sfoggio di un’ostentata, superiore fierezza.
Va parimenti osservato che anche la preponderante narrazione di tale guerra, quale viene correntemente proposta in modo per lo più totalmente acritico, dai media occidentali, ha contribuito via via a creare un’opinione pubblica di tipo da stadio con una sorta di tifoserie contrapposte, che di certo non giova a un’autentica comprensione dei fatti.
E no, Signor Ministro, mentre una partita di calcio implica solamente a monte la pratica di una disciplina agonistica, la guerra implica a monte la scelta sciente del “ricorso all’uso delle armi”, quale mezzo per la risoluzione di conflitto e con tutte le devastanti implicazioni sulla vita di innocenti esseri umani che esso comporta in ogni caso, sempre!
No, Signor Ministro, la guerra – e cioè il ricorso all’uso delle armi – non è affatto come una partita di calcio, se non in una visione nichilista e blasfema del contesto umano, al di fuori degli odierni valori acquisiti dalla più evoluta civiltà europea, cui Lei sostiene peraltro di appartenere. Ma, da quanto ci dice, la “vittoria bellica” a lei sta benone!
Nel corso della suddetta sorta di intemerata, il Ministro degli Esteri dell’Ucraina è addirittura arrivato a negare la storicamente accertata situazione di guerra civile che ha insanguinato la Repubblica Ucraina da oltre otto anni per gli insorti conflitti regionali conseguenti alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, di cui quelle terre erano parte!
Va inoltre ricordato che, nell’occasione di cui qui sopra, Il Ministro degli Esteri non ha mancato di reiterare, con una nota di sufficienza, il rigetto da parte della Chiesa Ucraina della possibilità di mediazione offerta da Papa Francesco, in quanto definita ”inutile”, nel mentre l’inviato del Vaticano avviava nei fatti un inizio di dialogo a Mosca.
Che dire?
Antonio Belloni
(autore di : “L’”Italia” La Guerra! La Paura Un Futuro? https://youtu.be/eBg1tg1Bsls”)
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Ma è stato Travaglio a iniziare con l’infelice idea di una battuta sul calcio, parlando col ditino alzato al legittimo ministro di una nazione invasa e insanguinata ogni giorno da un criminale di guerra. Chi la fa l’aspetti. E bravo il ministro a rimbeccarlo con un’altra battuta calcistica. Trash in, Trash out.