Dibattito pubblico Stadio: Sala “Solo polemiche” PD “Quasi clandestino” De Chirico ”Consiglio è solo passacarte”

Milano

“Mi pare che ci sia una gran voglia di polemica, certo che se qualcuno si mettesse ogni tanto nei nostri panni, e capisse anche un po’ la fatica di dover gestire tutti questi processi… ripeto lo stadio non è l’unico problema di Milano”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala, a margine dell’esposizione dei fascicoli della Cittadella degli Archivi relativi al censimento degli ebrei del 1938, in merito alle polemiche sulla conferenza stampa di fine Dibattito Pubblico convocata per domani.

“Non voglio fare cadere delle verità dall’alto, non lo faccio mai. Posso dire la mia di verità, la mia verità è che il Dibattito Pubblico è un obbligo in carico al Comune. – ha aggiunto Sala – Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, ossia attivare il dibattito e scegliere un coordinatore. Mi pare che rispetto al tema stadio ci sia stata una partecipazione significativa, non è l’unico tema cittadino. C’è polemica sul fatto di come avviene l’istituzione ma proprio perché noi siamo il committente da un lato penso che sia giusto, che prima di tutto venga restituita a noi. Del dibatto ad oggi non so ancora nulla. C’è una conferenza stampa, come c’è n’è stata una quando è stato aperto il dibattito online e poi Pillon che è il coordinatore andrà in commissione”.

“Il dibattito pubblico sullo stadio di San Siro è stato caratterizzato da una quasi totale clandestinità: nessuna affissione pubblica lo ha pubblicizzato e neppure durante le partite di Milan e Inter è stato ricordato con annunci o tramite il maxischermo. Addirittura alcuni incontri del dibattito pubblico sono stati calendarizzati in contemporanea con sedute del Consiglio comunale, così impedendo la partecipazione di consigliere e consiglieri. Ovviamente date queste premesse il dibattito pubblico è stato seguito da pochissime cittadine e cittadini, tra l’altro con una estrema povertà di strumenti comunicativi (neppure un plastico dell’area in cui è previsto l’intervento immobiliare è stato predisposto). Ci si aspettava che almeno per la presentazione delle conclusioni si fosse scelto uno spazio che potesse contenere centinaia di persone. Invece, in perfetta coerenza con tutto il percorso, la scelta è caduta su una sala di Palazzo Marino da soli 49 posti. Sempre in coerenza con tutto ciò, la presentazione è fissata alle 12 di un giorno lavorativo. Chiediamo che in extremis almeno il luogo venga cambiato, permettendo di esserci a chi volesse ascoltare di persona le conclusioni del dibattito pubblico”. Lo dichiarano i consiglieri e le consigliere comunali del Pd Alessandro Giungi, Simonetta D’Amico, Rosario Pantaleo, Angelica Vasile e Daniele Nahum.

“Sorrido nel leggere i commenti di alcuni colleghi di maggioranza in merito alla decisione di relazionare sul dibattito pubblico del progetto stadio in una conferenza stampa anziché in un luogo istituzionale. Perché hanno taciuto quando in campagna elettorale l’allora candidato Sala non ha mai pronunciato la parola stadio? Forse andava a tutti bene così. E come mai nessuno ha detto nulla quando dopo le elezioni il sindaco Sala ha iniziato a esprimersi favorevolmente? Mi sorprendo poi che la presidente del Consiglio, Elena Buscemi, si sorprenda nell’essere stata totalmente esclusa dalla questione. Da quando siamo stati eletti, un anno fa, il Consiglio comunale è considerato meno di zero ed evidentemente la presidente non è in grado di farsi rispettare dal sindaco e dalla sua giunta. Lo dimostra il fatto che, ad esempio, oggi (ieri ndr) è previsto un dibattito sulle misure di risparmio energetico che furono prese dal sindaco oltre un mese fa. Quindi un dibattito totalmente superfluo, utile solo per perder tempo. L’Ente che rappresenta il voto democratico viene costantemente bistrattato dagli assessori che considerano il venire in Consiglio una vera e propria seccatura. Figuriamoci se qualcuno ha voglia di ascoltare quei bastiancontrari di Giungi e Monguzzi. Ma poi perché stupirsi del fatto che la relazione conclusiva non si tenga in aula quando le commissioni consiliari non sono state minimamente coinvolte nei lavori? I documenti che ho potuto consultare me li sono cercati da solo. Forse sarebbe il caso che qualcuno sollevi la questione politica sui rapporti istituzionali all’interno del Comune di Milano, e non solo per il dossier stadio. Serve però qualcuno con un po’ più di polso perché forse all’attuale presidenza va bene così”. Lo dichiara Alessandro De Chirico, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino.

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