Milano, Porta Venezia. Le due di giovedì pomeriggio. Un clochard dorme sul pavimento di un dehors completamente avvolto in una coperta. Ad un certo punto il gestore di un locale esce con la canna dell’acqua e «innaffia» l’uomo, in particolare al volto e alla testa. Indugia più volte, per diversi secondi, per essere certo di «colpirlo» con il getto gelido. Poi il senzatetto si sveglia e cerca di rialzarsi. Un video choc finito in pochi minuti su diverse pagine social. Il titolare del locale, il Mi.Ray di via Lecco 2, rivendica il suo gesto: «Era uno sconvolto, drogato, che stava dormendo alle due del pomeriggio, le sembra normale? Siamo esasperati, escrementi e bottiglie rotte, rapine e aggressioni è impossibile lavorare. Io quando sono aperto sono il primo che aiuta i senzatetto, ma non ne posso più». L’episodio è avvenuto alcune ore prima dell’apertura del locale prevista per le 18.
Quanto alla violenza del gesto, immortalato nel video, il titolare non si scompone: «Nessuna violenza. Violenza sarebbe se lo avessi preso a calci, trascinato. Quello non è un dormitorio, lì non si deve dormire. La mia è solo esasperazione. Non so se lo rifarei, ma così sono sicuro che così non lo rifarà neanche lui». Secondo il racconto del gestore il senzatetto si sarebbe alzato e si sarebbe «scusato» e poi allontanato.
Indignazione e critiche dal consigliere comunale del pd, Alessandro Giungi: «Oltre ad una totale indignazione io vorrei portare questa persona con le unità di strada del terzo settore e del Comune che ogni giorno e notte percorrono le strade di Milano per aiutare, parlare, sostenere le persone che vivono per strada. Penso che forse si renderebbe conto di quanta sofferenza ci sia in quelle donne e in quegli uomini. Ma anche di quanta umanità. Quella che lui ha dimostrato di non avere». Sdegno anche dal presidente della commissione Sicurezza e coesione sociale del Comune, Michele Albiani: «È un gesto ignobile che non può avere alcun tipo di giustificazione. Siamo tutti in apprensione per le sorti della vittima di questa azione – ha detto -. Provvederò a fare un esposto alle forze dell’ordine, allegando il video, sparito dai social dopo le tante reazioni di condanna del gesto».
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845