Buon lunedì amici sportivi, aprono la sequenza della domenica Udinese e Torino, e ne esce un risultato che forse pochi pronosticavano ma che, prima o poi, doveva accadere. Per i friulani si interrompe la serie positiva e subiscono la prima sconfitta interna stagionale. Grande intensità sul piano fisico, come ci si aspettava da entrambe le squadre, con alto livello agonistico. La prima occasione è di Pereyra al 10’, tiro bloccato in scivolata da Lukic. Il Torino risponde con Pellegri, che calcia alto su una respinta corta di Silvestri, e passa poi con Aina al 14’: Vlasic sfonda sulla sinistra, serve in area Miranchuk, che apre per il mancino dell’esterno. I bianconeri si riversano nella metà campo granata, Deulofeu non trova l’angolino alla sinistra di Milinkovic-Savic, solo per qualche centimetro. La pressione frutta al 26’, quando Udogie intercetta un passaggio di Zima, e serve Deulofeu, che appoggia in rete. Reagisce il Toro, ma un ottimo Silvestri respinge il doppio tentativo di Lazaro da pochi metri.
La ripresa si apre allo stesso modo dell’avvio, con aggressività friulana alla ricerca del successo, ma nonostante i tentativi, a raddoppiare è il Torino al 69’: da Buongiorno a Radonjic, tocco per Pellegri e destro nel sacco. Altre occasioni in pieno recupero per i bianconeri, colpo di testa di Beto fuori di poco, e Nestorovski non riesce a impattare dal cuore dell’area. A pochi istanti dal fischio finale, il Toro con Karamoh spreca una doppia opportunità per chiudere, poi Udinese vicina al pari con Beto, ma Milinkovic-Savic compie un miracolo e salva la porta. Finisce qui, con tanto rammarico per i bianconeri e 3 punti preziosi per i granata di Juric.

Altro incontro di cartello a Bergamo, tra Atalanta e Lazio, e altro crollo di una delle più acclamate “outsider” per il titolo, finora imbattuta. La banda di Gasperini infatti subisce una lezione di calcio dalla squadra di Sarri, e incassa uno 0-2 casalingo che pesa sia sul morale che sulla classifica. Serve però puntualizzare che la partita sottotono dell’Atalanta è molto merito della Lazio, che esibisce la miglior difesa del campionato, un calcio spumeggiante e un’assenza eccellente (Immobile) che non ha scalfito visibilmente l’assetto di squadra. La Lazio di Sarri, alla prima senza il proprio bomber, supera il crash test del Gewiss Stadium e spezza le reni all’Atalanta grazie ai gol di Zaccagni al 10′ e Felipe Anderson al 52′. Una partita in cui, anche senza creare mille occasioni pericolose, i capitolini dominano dal primo al novantesimo, lasciando Provedel praticamente inoperoso. La soluzione con Felipe Anderson centravanti “figurativo” fa impazzire la difesa dei nerazzurri, che non riescono mai a trovare le distanze giuste e attaccano con un po’ troppa confusione. Prima sconfitta stagionale per la truppa di Gasperini.
Il Bologna trova la prima vittoria in campionato nell’era Thiago Motta, dopo il sofferto successo in coppa Italia contro il Cagliari e torna a vincere in campionato a distanza di oltre un mese, battendo il Lecce 2-0. Protagonista ancora una volta il bomber austriaco Marko Arnautovic, che al ritorno dall’infortunio segna su rigore al 14′ e sale nuovamente al primo posto solitario nella classifica marcatori. Il raddoppio di Ferguson al 35′ su calcio d’angolo permette ai rossoblu di superare in classifica proprio il Lecce, fermo invece a 8 punti e soltanto a tre lunghezze dalla zona retrocessione, in attesa che queste tre disputino l’undicesima giornata. Troppo spenti i giallorossi nel primo tempo, inutile il tentativo di reazione nella ripresa.
Roma-Napoli, chi attendeva il primo inciampo di Spalletti rimane ancora deluso, e ancora può attendere.
Osimhen…. Ancora lui, non ci sono spesso aggettivi per questo “animale” d’area, e anche la Roma di Mourinho ne paga dazio. Un gol, anzi un super gol del nigeriano nel finale di partita, spiana la strada del Napoli all’undicesima vittoria consecutiva. La decide lui, che non scendeva in campo dall’inizio da un mese e mezzo. E che, al rientro da titolare, scarica in rete a 10 minuti dalla fine il pallone che vale l’1-0 del Napoli a Roma. Il big match, dunque, va alla formazione dell’ex Spalletti che, non a caso, aveva creato durante il corso della partita le migliori palle gol. Una sfida bloccata, equilibrata, non entusiasmante, ma che di fatto ha attribuito al Napoli il merito del successo, andando più volte vicino al vantaggio con Juan Jesus e con lo stesso nigeriano, oltre a un rigore prima concesso a Ndombele e poi tolto dall’intervento della VAR. Fino al minuto decisivo, l’80’: Osimhen che scatta come una furia su un lancio in profondità di Politano, che passa davanti a un disattento Smalling, che da posizione defilatissima scarica sul secondo palo un pallone che Rui Patricio nemmeno vede partire. È un successo non da 3, ma da 6 punti. Perché il Napoli si conferma solido e capace di giocare con personalità anche gli scontri diretti, rischiando al contempo molto poco. Il primo posto solitario è ancora e sempre di Kvaratskhelia e compagni. Meritatissimo.
E’ tutto per il calcio domenicale, stasera le ultime due partite che completeranno la giornata:
Cremonese-Sampdoria (18.30) e Sassuolo-Verona (20.45)
Sabato 29 Ottobre 3 anticipi per la 12a giornata: Napoli-Sassuolo alle 15, Lecce-Juventus alle 18.30 e Inter-Sampdoria alle 20.45.
Grazie ai lettori e arrivederci alla prossima.
