Il commento di Luciano: 6a giornata di serie A

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Buon lunedì amici lettori, vediamo assieme cosa è successo nel turno degli incontri domenicali.

La prima analisi è dedicata a quell’Atalanta che era appena balzata in testa alla classifica, ma che contro la Cremonese ha fallito l’obiettivo di restarci. Il pranzo della domenica è onorato al meglio dalle due squadre, che al Gewiss Stadium danno vita ad un match di alto livello, giocato al massimo delle proprie possibilità. I bergamaschi agganciano la vetta solitaria della classifica al 74′ grazie alla rete di Demiral, ma vengono ripresi da Valeri, e finisce 1-1.

Il primo tempo scorre veloce, buon ritmo e buone giocate. Ad impressionare maggiormente è però il sostanziale equilibrio, nel gioco e nelle occasioni: l’Atalanta fa bene il suo dovere con i soliti strappi fulminei, ma la Cremonese combatte su ogni pallone e si ritaglia più di una buona chance per far male ai nerazzurri. Di Koopmeiners da una parte ed Escalante dall’altra le chance più nitide di una prima frazione godibilissima.

Nella ripresa la gara si fa più scorbutica e l’Atalanta, pur sbagliando più del solito, prende a poco a poco le redini. Il forcing bergamasco, dopo un paio di chance interessanti e una rete annullata a Koopmeiners per tocco di mano di Okoli, viene premiato al 74′: Demiral, sugli sviluppi di un calcio di punizione, stacca più in alto di tutti e sblocca una partita difficile. La Cremonese però non molla e, solo cinque minuti più tardi, trova il pareggio con Valeri abile a sfruttare una respinta difettosa di Musso. Una doccia fredda per la Dea e un punto strameritato per gli ospiti, organizzati e combattivi. Gasperini mastica amaro, ma aggancia Napoli e Milan in vetta: è il migliore avvio della sua gestione.

Finisce 1-1 Lecce-Monza, match valido per la 6a giornata di Serie A. Primo tempo favorevole ai brianzoli, che vanno in vantaggio grazie alla punizione di Sensi al 34′. Ripresa invece che vede i padroni di casa pareggiare subito con Gonzalez al 3′ della ripresa, per poi provarci a più riprese, ma Di Gregorio è super nel finale a negare il gol. Rimandato l’appuntamento con la prima vittoria per entrambe le squadre, ma primo punto stagionale per il Monza. Dopo sei partite arriva il pareggio, al termine di un match comunque molto complicato. Il Lecce gioca complessivamente meglio, soprattutto dopo aver rimontato il gol di svantaggio, mentre gli ospiti in fin dei conti si accontentano dell’1-1. La banda di Baroni parte un po’ troppo guardinga, mentre nel finale si scatena. Purtroppo però il gol non arriva.
Prima vittoria stagionale del Bologna, a spese della Fiorentina, al termine di una partita infinita (oltre 115 minuti effettivi) e con la prima di Luca Vigiani in panchina. Il tecnico della Primavera, traghettatore in attesa dell’ufficializzazione di Thiago Motta dopo l’esonero di Mihajlovic, si prende la scena col 2-1 in rimonta, al termine di una partita decisa, ancora una volta, dalle giocate di un devastante Arnautović.
L’attaccante rossoblù prima lancia Barrow per il pareggio dopo il gol dello 0-1 firmato da Martínez Quarta al 54’ di gioco, poi è rapace d’area nel farsi trovare solissimo sul secondo palo e concretizzare in rete il grande assist del diciannovenne Denso Kasius, quest’ultimo autore di una grande prova personale. Il Bologna ribalta così in meno di 180 secondi il vantaggio della viola e poi gestisce con calma il 2-1 così acquisito, incamerando il primo successo in questo campionato. Apprensione però per Arnautović, costretto a lasciare il campo per un problema muscolare alla coscia sinistra appena dopo aver siglato il 2-1.
Al Mapei si gioca Sassuolo-Udinese, gara decisa dagli episodi: nella prima frazione l’Udinese mette più spirito ed energia in avanti, ma viene punito da un’ingenuità di Ebosse al 33’. Il difensore friulano sbaglia il passaggio nella propria metà campo e innesca la discesa di Laurienté, che a sua volta serve il taglio puntuale di Frattesi. Il centrocampista azzurro non sbaglia solo davanti a Silvestri. Poco dopo l’insperato vantaggio però, Dionisi e compagni tornano in apnea: Matheus Henrique perde palla, apre alla ripartenza di Success che viene atterrato da ultimo uomo. A prendere il rosso diretto è Tressoldi. Un Sassuolo in inferiorità numerica torna negli spogliatoi in vantaggio, ma senza più certezze. Nella ripresa, Dionisi corre ai ripari con delle sostituzioni difensive, che sembrano riuscire ad addormentare la gara fino alla contromossa di Sottil, dentro Beto  e Samardzic, e la partita svolta. Al 74’ il brasiliano prende il tempo a tutti e insacca l’1-1, che dà il via  all’arrembaggio bianconero. Al 91’ tocca invece a Samardzic, con un tracciante chirurgico a battere Consigli  nell’angolino. Sul 2-1, è tripudio Udinese: Beto ne approfitta per involarsi da solo verso la porta  e firmare la doppietta personale allo scadere, portando a casa un 3-1 che premia i friulani anche oltre i meriti.
Dopo lo stop interno con il Napoli e la vittoria 4-2 in Europa L. con il Feyenoord, la Lazio supera 2-0 un volitivo Hellas Verona, proveniente dal successo per 2-1 contro la Sampdoria. Un risultato che proietta la formazione di Sarri a 11 punti, a -3 dalla vetta occupata da Napoli, Atalanta e Milan. Scaligeri che, invece, restano a quota 5. Gara particolarmente combattuta all’Olimpico, in cui la Lazio non riesce a venirne a capo fino al 68′, quando un cross al bacio di Milinkovic-Savic manda a segno Immobile, di testa sottoporta. Questo dopo il palo colpito da Basic al 27′ e la traversa da Henry a fine primo tempo. Il Verona cerca il pareggio con Yayah Kallon, ma al 95′, in pieno recupero, arriva la rasoiata letale di Luis Alberto.
Juve-Salernitana: gol di Milik annullato per offside di Bonucci
All’Allianz Stadium c’era aria tranquilla fino al fischio d’inizio, per un Juventus-Salernitana che doveva essere una onesta partita tra una provinciale e una big, con risultato non scontato, ma quasi. Invece no…
Gol, gol annullati, rigori, espulsioni, rimonte. Succede semplicemente di tutto. La Salernitana rischia di scrivere la storia, la Juventus si salva in extremis. E, anzi, quasi si porta a casa l’intera posta in palio. Alla fine è 2-2, ed è un risultato che, in qualche modo, scontenta tutti. Scontenta i campani, che vanno all’intervallo su un doppio vantaggio firmato Candreva-Piatek (quest’ultimo a segno su rigore concesso per un mani di Bremer) e danno concretamente la sensazione di approfittare della confusione tecnica e mentale dell’avversario. E scontenta anche la Juve, che in un secondo tempo furioso accorcia con Bremer e pareggia al secondo minuto di recupero con Bonucci, ancora su rigore, dato per uno sgambetto di Vilhena su Alex Sandro, parato da Sepe e ribadito in rete dal capitano bianconero. Finita qui? Ma quando mai. Al 95′ Milik trova il teorico 3-2 e si fa pure espellere per esultanza eccessiva. Solo che la posizione di Bonucci sul suo colpo di testa vincente viene considerata irregolare: gol annullato. Ne nasce un parapiglia in cui anche Cuadrado e Fazio vedono rosso. Un finale di fuoco di una partita assurda. Con considerazioni sparse: la Juve ha più cuore che gioco, la Salernitana pare destinata a togliersi più di una soddisfazione durante la stagione.
E’ tutto o quasi, per le partite della sesta giornata, che si conclude stasera con Empoli-Roma alle 20,45.
Arrivederci quindi al prossimo turno, che partirà il 16 settembre con l’anticipo Salernitana-Lecce alle 20.45.
Grazie e buona settimana ai lettori.

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