Divieto accesso Area B: l’odissea infinita di chi non può rottamare

Milano

Da pensionati a lavoratori e forze dell’ordine. Non si contano i cittadini che subiranno forti disagi dal prossimo primo ottobre, quando anche per i veicoli benzina Euro 2 e diesel Euro 4 e 5 scatterà il divieto di accesso in Area B dalle 7.30 alle 19.30. Sono oltre 5mila, infatti, gli automobilisti che hanno aderito a MoVe-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti), il servizio a pagamento di Regione Lombardia che concede in deroga un numero fisso di chilometri per circolare dentro il perimetro dell’Area B. Si va dai 600 chilom etri concessi ai veicoli Euro 2 benzina ai 2mila per i veicoli Euro 5 diesel, da monitorare con una “scatola nera” installabile sull’auto. Una misura che sicuramente fa tirare un piccolo sospiro di sollievo a coloro che non si possono permettere di acquistare un nuovo veicolo ma che, di certo, non cancella i disagi per chi dell’auto ha assoluta e costante necessità.

«Io e mio marito abbiamo 78 e 81 anni e per noi l’auto è fondamentale per poterci muovere liberamente senza dover pagare taxi costosissimi -racconta a Libero Claudia -. La nostra auto è di categoria Euro 2 e i 600 chilometri a nostra disposizione sono comunque pochi. Ma non abbiamo altra scelta se non sottoscrivere questo servizio. Una macchina nuova non ce la possiamo permettere, anche utilizzando gli incentivi messi a disposizione dal Comune: sono cifre basse confrontate ai prezzi delle auto in vendita e io e  mio marito prendiamo una sola pensione che ammonta a poco più di mille euro. Anche mediante un pagamento a rate per noi sarebbe impossibile un nuovo acquisto: significherebbe sottrarre circa 200 euro alla nostra pensione e a Milano non si vive dignitosamente con 800 euro in due. Per un anno andrà così ma non ci sono notizie certe riguardo l’anno prossimo. Se le regole cambieranno saremo costretti ad acquistare una macchina che non ci possiamo permettere».

Non solo la questione dei chilometri percorribili a cui prestare attenzione: a preoccupare Claudia sono anche le modalità di iscrizione al servizio e le tempistiche di ottenimento della scatola nera. tra ritardi, ostacoli burocratici e informazioni errate non è facile districarsi, soprattutto per chi ha difficoltà con la tecnologia. «Per iscriversi a Move-In bisogna accedere al sito dedicato inserendo lo Spid, ma io non sono pratica di computer, quindi dal servizio telefonico mi hanno consigliato di rivolgermi a un Caf, pagando fino a 20 euro. Poi, a detta loro, avrei dovuto andare in una delle officine in partnership con questo progetto per farmi installare la scatola nera, pagando direttamente a loro 50 euro, di cui 30 per l’installazione e 20 per la tassa annuale. Ma, da quanto mi hanno detto, non ci sono posti liberi fino a novembre perchè le officine in partnership con il progetto sono poche e ogni giorno ricevono decine di telefonate da gente disperata. Quindi non credo proprio che riusciremo a installare la scatola nera entro il primo ottobre. Va bene fare attenzione all’ambiente e alle emissioni, ma potevano agire in altri modi, ad esempio imponendo l’acquisto di una nuova auto meno inquinante una volta estinta quella vecchia. Questo è l’ennesimo divieto che agevola solo i benestanti e chi ha la salute e la possibilità di utilizzare mezzi pubblici, biciclette e monopattini».

In difficoltà anche gli agenti delle forze dell’ordine, per i quali esiste l’esenzione ai divieti di Area B solo nel caso in cui eseguano un servizio continuativo con turnazione sulle 24 ore o siano reperibili nell’arco dell’intera giornata. Non è così, invece, per tutto il rimanente organico, la maggior parte. «Il problema è che il nostro mestiere è imprevedibile -spiega a Libera Massimiliano Pirola, segretario di Sap Milano -. Anche se non lavoriamo su turnazione o non abbiamo la reperibilità, dobbiamo spesso rispondere a emergenze o a richieste che prolungano gli orari. Un agente all’ufficio denunce, ad esempio, può finire anche alle 2 di notte, quando le metropolitane non passano più. Per questa l’altro giorno ho scritto una lettera aperta al questore, Giuseppe Petronzi, per esporre le nostre difficoltà e per chiedere di allargare la platea dei beneficiari. Sto aspettando una risposta da lui, dato che dal Comune non veniamo considerati ». Sul tema l’eurodeputata e consigliere comunale della Lega Silvia Sardone ha presentato un’interrogazione.

(Libero Quotidiano)

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