Che direbbe il Manzoni di fronte alla recrudescenza del graffitismo vandalico a Milano?

Milano

Quante volte? Dal 2014, la casa natale del Manzoni viene imbrattata, violentata nella sua sacralità storica e e non si capisce il perché. L’ultima data risale al febbraio scorso e la vergogna di chi ama il grande Maestro è rabbia, sdegno profondo. E cito l’offesa più significativa per osservare quanto sia forte la recrudescenza del graffitismo vandalico a Milano. Un degrado che purtroppo indica il ventre molle del lassismo, dell’indifferenza di molti. Giocando, ma non troppo, ho immaginato il Manzoni…

 Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci in via Visconti di Modrone,  un uomo il cui aspetto annunziava una dignità offesa, ma non sconfitta, e vi traspariva una intelligenza antica e generosa,  una intelligenza grave e maestosa, fiera e passionale, per quella consapevolezza di avere tanto amato Milano e la terra lombarda, per quel canto che il tempo ha reso inimitabile e immortale. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante; c’era in quel dolore un non so che di pacata rassegnazione  e di profondo disgusto che attestavano  un’anima ferita  Si fermò a guardare lo scempio. Ancora, nel silenzio di un dolore che non trova giustificazioni: la sua casa insultata, violata, ferita.  Con la volontà di ferire un’intera città. Ancora. Con quella domanda che non trova risposte, che rifiuta l’irrazionalità del gesto: perché? Perché insultare, violare, ferire la sacralità di un simbolo, di un Grande che ha reso universale Milano e l’Italia?

Portava in mano un libro, con la dignità regale di chi è immortale. Lentamente sfogliò le pagine, con un sorriso sfiorato dall’orgoglio. Ma c’erano altre domande: perché tanta stupidità? Perché una società non rispetta la Storia, la Cultura? Perché lo sfregio, il disprezzo? Perché lo scarabocchio insensato come affermazione di sé?

Era ora di rientrare e ripensare a quella storia che “se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta.”

E scusate se indegnamente ho parafrasato il Manzoni.

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