Scene di “ordinario” degrado…Ma è Milano?

Milano
Tra i graffiti che imperversano ormai senza più limiti né controlli, tra la spazzatura e i rifiuti ingombranti di ogni genere che creano discariche abusive anche in pieno centro abitato, tra le risse quotidiane che animano le notti milanesi grazie ai bollenti spiriti di giovani in gran parte “di seconda generazione” pur di definirli italiani che non sono, se non sull’atto di nascita, e tra mille altre insolenze che è costretta a subire la città, troviamo le cose più strampalate e degne di repulsione da parte di ogni persona con un minimo di senso civico e di appartenenza residua.
Questa mattina, una tranquilla e assolata domenica di fine agosto, decido di fare la mia pedalata lungo la Martesana. All’altezza più o meno del sottopasso di viale Monza, vedo un ragazzo di colore, in piedi nell’acqua al centro del naviglio, intento a farsi uno shampoo-doccia, tra lo stupore dei numerosi passanti in quel tratto. Ora dico, va bene aver voglia di una lavata, ma al limite ci sono le vedovelle che già comunque usano (impropriamente) e sono in funzione, al contrario delle fontane attorno alle aiuole di palazzo Lombardia e dello specchio d’acqua di piazza Aulenti, desolatamente asciutte e deserte. Perché andare ad oltraggiare anche i navigli milanesi?  Mi spiace non aver avuto la prontezza di fermarmi e scattare una foto…
Altro esempio di degrado mentale, perché di questo deve trattarsi se non di una strana dimenticanza, l’oggetto che ho fotografato nelle immediate vicinanze di un bancone macelleria di un supermercato, e qui allego l’immagine: un pannolino per neonati, debitamente “compilato” con gli usuali ingredienti, abbandonato a terra. Segnalo immediatamente ad un addetto che, abbastanza perplesso, provvede alla rimozione. Ora non voglio e non posso addossare responsabilità del gesto ad alcuno, ma mi risulta che per un neonato sia abbastanza difficile liberarsi di un pannolino in autonomia. Che possa essere stato cambiato dalla madre, e successivamente caduto a terra da un passeggino senza che nessuno abbia notato nulla? Difficile, può anche essere. Ma non avevo mai visto nulla di simile nemmeno nei supermercati meno decenti.
Terzo caso: qui siamo nel recinto del famigerato ex residence Cavezzali, e anche qui allego immagine (foto di apertura). Pare che con molta naturalezza alcuni occupanti dell’edificio abbiano deciso di rendere più comoda la “siesta” pomeridiana (se non mattutina o notturna) approntando un divano recuperato dalle frequenti discariche abusive, provenienti dagli appartamenti del fabbricato, accanto al cancello di ingresso parcheggio. Ok, nulla di criminoso o malvagio, in questo, anche se ci sarebbe ben altro in merito. Ma non mi risulta immagine confortante come usanza, poco consona alle abitudini di questo paese, anche perché le persone comodamente “stravaccate” sul prodotto ci rimangono per ore in calzoncini, t-shirt  e infradito, per poi alzarsi e dirigersi verso auto di grossa cilindrata, parcheggiate all’interno del recinto. Avendo dubbi sulla eventualità che si tratti di abili “traders” che stando sul divano traggono lauti guadagni attraverso software sui mercati finanziari, mi sento autorizzato ad ipotizzare altre motivazioni. Ma certo, posso sbagliarmi…

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