I parcheggi creativi della giunta green… ovvero l’auto sul marciapiede

Milano

La soluzione in via Biancospini, zona Lorenteggio, per far fronte alia carenza di posti. I commercianti insorgono e i residenti: uno schiaffo ai poveri disabili. Il ristorante pizzeria ha già rimosso i tavolini esterni e chissà se verrà mai rimborsato.

Disabili in carrozzina e bimbi nei passeggini devono sperare di non incontrarsi mai perché non c’è spazio per entrambi. Anche due persone a piedi non riescono a passare nello stesso momento. Per non parlare di chi parcheggia: occhio alla frizione, perché finire nella vetrina di un bar o di un negozio è un attimo.

L’ultima follia viabilistica della giunta green arriva da via dei Biancospini, tra Lorenteggio e Giambellino. Le foto che vedete qui a fianco non sono un fotomontaggio: purtroppo sono la realtà, anche se viene difficile crederci. Per recuperare i posti auto che verranno cancellati dal cantiere di largo Scalabrini (box interrati) ne sono stati creati di nuovi. A lisca di pesce e per metà disegnati sui marciapiedi. Una gettata d’ asfalto per creare lo scivolo necessario a far salire le ruote anteriori delle macchine e tanti saluti a tutti. A fine maggio il Comune aveva organizzato un’assemblea con residenti e commercianti rassicurandoli sul fatto che gli stalli eliminati sarebbero stati compensati lungo la via senza spiegare in che modo. Ed ecco, tra giovedì e venerdì, le nuove strisce bianche. Chi vive e lavora da quelle parti si è messo le mani nei capelli. «Qui ci sono una trentina di attività commerciali e i nuovi parcheggi entrano praticamente nei loro negozi e negli ingressi dei condomini.

I tecnici dicono che per legge deve esserci almeno un metro di distanza e in questa caso siamo a un metro e venti, però…», spiega Enrico Balossi, consigliere di Asselor, l’associazione degli esercenti Lorenteggio, Foppa e vie limitrofe. Negli ultimi anni, tra i cantieri infiniti della M4, della nuova ciclabile di via Vespri Siciliani e degli altri box interrati di largo Brasilia, sono andati ben oltre il limite di sopportazione. «Lunedì usciranno i vigili per controllare. Ma a sto punto non era meglio interrompere i lavori?», si chiede Balossi. Un sopralluogo, in via Biancospini, l’hanno già fatto Piermario Sarina e Sarah Troccolo, rispettivamente capogruppo e consigliere della Lega in Municipio 6. «Questa è l’ennesima dimostrazione di quale sia la sensibilità della giunta Sala nei confronti dei commercianti. Chi ha ottenuto la concessione per l’occupazione di suolo pubblico verrà rimborsato visto che non può più mettere i tavolini all’esterno? E anche una questione di sicurezza: se due persone si incrociano faticano a passarci insieme», spiega Sarina. «I commercianti sono arrabbiati, giustamente, perché tanti di loro non sapevano nulla. Non sono stati coinvolti da Comune e Municipio. Questa zona, piena di cantieri, e nel delirio», aggiunge Troccolo.

La vicenda è giunta anche a Palazzo Marino. Samuele Piscina, consigliere comunale anch’egli leghista, attacca: «In campagna elettorale, per cercare di non scontentare nessuno, la sinistra corre ai ripari. Ma la toppa è peggio del buco. Non esiste una vera pianificazione della mobilità che penalizza anche i disabili in carrozzina e le famiglie coi passeggini. La giunta Sala anziché creare posti auto sui marciapiedi riqualifichi quelli esistenti e ne realizzi di nuovi senza penalizzare i pedoni». L’incredulità e la rabbia serpeggiano soprattutto tra i proprietari delle attività commerciali. II bar “Caffe Mania” che fa angolo tra via Scalabrini e via Biancospini si sfoga sui social postando le foto dei nuovi posti auto.

«Per tutti coloro che, convinti che il problema dei box di Scalabrini riguardasse solo una ristretta cerchia di negozianti e residenti, questi sono i lavori di aumento parcheggi iniziati oggi in Biancospini. Magari ora si riuscirà ad essere un po’ più uniti e compatti, guardando oltre lo steccato dei propri interessi particolari ma cercando soluzioni ragionevoli per l’intera comunità». E ancora: «Noi, come sempre, restiamo disponibili e aperti a chiunque voglia unirsi nella nostra battaglia e nelle nostre interlocuzioni con le istituzioni». E’ un appello a far sì che le cose cambino. A non rassegnarsi di fronte a decisioni oggettivamente incomprensibili. Per non dire senza. «Speriamo che adesso, anche se onestamente sarebbe comunque troppo tardi, tutti comprendano che una comunità o è unita o non è. Senza un territorio con un buon sistema idrico, non esiste neanche il proprio orticello». Chi ha orecchie per intendere, intenda. Ci rifiutiamo di chiedere che questa per il Comune sia una soluzione sensata. (Libero)

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