La Pace del Canova a Kiev

Cultura e spettacolo
La Pace di Canova rappresenta un’opera dal forte valore simbolico, che racchiude i segni delle travagliate vicende politiche dell’Europa di quegli anni. È la seconda volta che la scultura esce dall’Ucraina dove era giunta dalla Russia solo nel 1953.
La storia di quest’opera è rimasta ignota al pubblico fino al ritrovamento avvenuto una quindicina di anni fa da parte di Irina Artemieva (Conservatrice dell’Arte veneta, Museo Statale Ermitage) – di una lettera di Antonio Canova all’ambasciatore russo a Vienna, che aveva fatto da mediatore nella commissione. Un carteggio conservato nella Sezione Manoscritti della Biblioteca Nazionale di Russia a San Pietroburgo.
Grazie a questa scoperta è stato possibile ricostruire genesi e vicende della scultura, a partire dalla committenza, legata al principe Nicolaj Rumianzev, figura cruciale nel panorama diplomatico europeo e nella storia russa di quegli anni, conosciuto all’estero anche grazie alle ricorrenti menzioni di Tolstoj nelle pagine di Guerra e Pace.
Venne commissionata mentre fervevano i preparativi della Campagna di Russia, scatenata da Napoleone nel 1812. L’invasione da parte dell’armata napoleonica fece tuttavia vacillare la possibilità di realizzare un’opera commemorativa della pace, proprio nel momento in cui la frattura tra Francia e Russia appariva inevitabile.
“La statua della Pace si farà: vengane la guerra; essa non potrà impedirla. Ma io temo bene che alla pace generale non si farà statua per ora. Così si potesse farla, come io l’alzerei a mie spese!” scriveva Canova l’11 febbraio 1812 a Quatremère de Quincy. Il 27 febbraio 1812 avvenne la rottura tra Francia e Russia, mentre il modello della statua reca la data del settembre 1812, a campagna militare conclusa, poco dopo con la sconfitta dell’esercito francese. (Rai Cultura)

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