Nella sera del 27 marzo, parlando ad alcuni giornalisti russi, il presidente ucraino ha ribadito la disponibilità a un compromesso sulla neutralità di Kiev. Ossia, rinuncia definitiva all’ingresso nella Nato e rinuncia definitiva anche alle velleità di ospitare sul suolo ucraino basi straniere. Un modo per soddisfare una delle condizioni principali poste dalla Russia per giungere a un accordo.
In cambio però della neutralità, l’Ucraina vuole chiedere delle garanzie sulla propria sicurezza. Se Kiev non potrà avere l’ombrello della Nato, allora serve, secondo il ragionamento del governo ucraino, che qualcuno garantisca in futuro per l’incolumità dei propri confini. Da qui l’idea dell’iniziativa di creare un gruppo di Paesi chiamati a garantire l’Ucraina. L’obiettivo è la creazione di una forza di supporto in grado di essere operativa e rispondere ad eventuali attacchi nel giro di 24 ore. L’Itali tra i paesi garanti (fonte Il Giornale)
E’ accaduto ieri “Le forze russe hanno lasciato la città di Slavutych, appena fuori dalla centrale nucleare di Chernobyl. Lo riportano i media internazionali, citando fonti locali.
In un video postato online, il sindaco Yuri Fomichev ha dichiarato che le truppe di Mosca hanno completato il lavoro “che si erano prefissate di fare” e hanno lasciato Slavutych.
Sabato le forze russe avevano preso il controllo della città e arrestato brevemente il sindaco. I cittadini erano scesi in piazza contro gli occupanti.
Slavutych ospita principalmente i lavoratori necessari per mantenere operativa la centrale di Chernobyl, luogo del disastro nucleare del 1986” (ANSA).
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