“Le basi Nato in Italia oggi sono ancora più importanti rispetto a qualche anno fa e si ripropone il tema della spesa militare”

Economia e Politica

Carla Monteleone, docente di Relazioni internazionali all’Università di Palermo, interpellata dall’Agi spiega: “Ora si ripropone il tema della spesa militare, negli ultimi anni molto bassa per i Paesi europei”

 I droni partono, quasi ogni giorno, alla volta del teatro militare ucraino. Sono droni non armati, in missione di sorveglianza sul terreno di una guerra che rischia di diventare “ingestibile”, la prima in Europa dagli anni Novanta, dal conflitto che spappolò la Jugoslavia e che per undici anni tenne con il fiato sospeso l’Europa ma non riuscì a farle capire che essa è militarmente “debole” di fronte alle minacce. Oggi, con la guerra in Ucraina, quelle stesse opinioni pubbliche restie a un aumento della spesa militare “hanno preso consapevolezza che la minaccia esiste”, spiega all’AGI Carla Monteleone, docente di Relazioni internazionali all’Università di Palermo, e “si ripropone il tema della spesa militare, negli ultimi anni molto bassa per i Paesi europei“. Nel marzo del 1991, 31 anni fa, usciva dalla base di Comiso, nel Ragusano, l’ultimo missile Cruise, nel segno di un disgelo tra Usa e Urss avviato con l’accordo sullo smantellamento delle testate nucleari. Nello stesso anno, però, la base di Sigonella fu punto di appoggio dei droni nella guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein, e nel 2011, vent’anni dopo, sarebbe divenuta cruciale nel bombardamento della Libia di Muammar Gheddafi. Oggi è dalla base alle porte di Catania che i droni Global Hawk prendono il volo per sorvegliare le mosse militari di Vladimir Putin in Ucraina in una sfida che ha fatto fare all’Europa un “salto di qualità” nella reazione a Mosca. La basi Nato, sottolinea Monteleone, sono “ancora più importanti” di qualche anno fa. “Sono estremamente importanti in Italia – aggiunge – perché il nostro Paese si trova in una posizione geograficamente rilevante. Osservando le aree di crisi su una mappa, molte di queste sono concentrate intorno a noi, e avere queste basi di appoggio è rilevante”. E se oggi, con il conflitto ucraino, sono cruciali le basi nell’Europa centro-orientale, qui “nel Mediterraneo la sfida resta: tra l’altro, Napoli ha un ruolo importante nella distribuzione militare

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