Il Centrodestra insieme e compatto propone tre nomi di assoluta garanzia e di altissimo profilo e sono tre nomi che dimostrano una specchiata coerenza di pensiero e una indubbia capacità di saper fare. In ordine alfabetico: Letizia Moratti, Carlo Nordio, Marcello Pera. Tre giganti di qualità, tre liberali indiscutibilmente. Il PD, cioè Letta, sempre per quel suo temporeggiare, essere ambivalente, non esporsi troppo, si è limitato a commentare “nomi di qualità”.
Ma sorvoliamo sulla loro politica di questi giorni svolta soprattutto nelle segrete stanze e alla buvette, nel nome di pregiudizi pretestuosi e torniamo a Milano dove il nome Moratti ha immediatamente fatto scattare le riserve. “Per me Letizia Moratti era, è, sarà una pessima candidatura alla Presidenza della Repubblica, ma non solo, mi porto avanti”. Un giudizio di Majorino tranchant e, se mi è concesso, cattivo che non ammette un’analisi, una verifica. Ma “l’Ipse dixit” Majorino ha come sempre la verità in tasca. Ha bollato la persona senza se e senza ma, ma chi sarebbe Sala se non fosse stato scelto appunto dalla Moratti per l’EXPO?
Salvini ne ripercorre il curriculum “è stata ministro, presidente della Rai, è stata sindaco della mia Milano, portando a Milano l’Expo, creando rapporti internazionali che a Milano e all’Italia servono e valgono ancora oggi e, attualmente, senza appartenenza di partito, è vice governatrice e soprattutto assessore alla Sanità di una Regione che più di altre ha combattuto il covid e meglio di altre ne sta uscendo”. E, non illudiamoci, il giudizio di Majorino è di tutta la sinistra soprattutto ora che già si prepara alle future elezioni regionali con quel gioco infame e vigliacco di spargere badilate di fango sugli avversari.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano