Sala si allea con i rapper per capire le “cosiddette” periferie

Milano

Ma guarda…nessuno fino ad oggi ci aveva pensato e, non c’è che dire, la genialata di Sala era sotto gli occhi di tutti: il modernissimo rap si siede tra i famosi tavoli consultivi di Palazzo Marino e magari per creare l’atmosfera, qualcuno balla l’hip hop e i rapper, assurti ad esperti del disagio in periferia, illustrano le problematiche dei quartieri periferici.

“Il nostro sforzo sulle cosiddette periferie deve essere quello di non cadere nella polemica sterile ma cercare di capire di cosa c’è bisogno. Se San Siro è un problema, la prima responsabilità di chi è? Nostra, perché è una zona dove ad esempio non ci sono luoghi di aggregazione, quindi questo sforzo deve andare avanti”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala, intervenendo in collegamento alla presentazione del libro ‘Ero un bullo. La vera storia di Daniel Zaccaro’.
Le zone periferiche non sono solo cosiddette, ma reali e il male non si identifica con la mancanza di luoghi di aggregazione, ma con la presenza esponenziale delle case occupate abusivamente, con il degrado imperante, l’incuria, l’abbandono senza controlli sufficienti, il prosperare dei bivacchi e dello spaccio.

“La musica è fondamentale in questo processo di integrazione e aggregazione, perché è un sistema unificante in tanti quartieri. A me interessa il rap perché quando ero ragazzino ascoltavo l’hip hop, una musica che arrivava da New York o Miami. Oggi questo tipo di nuovo hip hop (che sarebbe il rap, ndr) arriva dai nostri quartieri e quindi è fondamentale”, ha aggiunto Sala. “Cerco di stare vicino a chi fa questo tipo di musica a Milano è perché ho capito che se voglio parlare a chi vive nei quartieri e ha quell’età, avendo loro (i rapper, ndr) come alleati divento più credibile anche io.”

Semplice no? Secondo Sala è la nota “partecipazione” e disponibilità ad ascoltare, naturalmente seduto in poltrona, cestinando le segnalazioni dei cittadini residenti, ignorando i fatti di cronaca nera. Non vorrei che pensasse alla soluzione rigenerando i luoghi con piazze tattiche ad hoc e aggiungesse svariati tavoli da pingpong aggregativi.

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