Giorgio Goggi: “Quanto traffico c’è a Milano?”

Milano

Un articolo chiaro, illuminante, di Giorgio Goggi, già assessore con la Giunta Albertini e già docente di Urbanistica al Politecnico-Facoltà Architettura, apparso sulla rivista Arcipelago. Un “esperto” di assoluto valore, riconosciuto e stimato.

“Questa è l’unica riposta che si può dare a chi chieda lumi sul traffico di Milano. Il Comune di Milano, con ATM, ha una lunga tradizione di indagini sul traffico, l’indagine Origine/Destinazione veniva periodicamente eseguita fin dagli anni ’60 e generalmente rinnovata ad ogni decennio. Ma anche senza un’approfondita indagine O/D il Comune, che ha strade dotate di spire conta-traffico, comunicava le statistiche delle auto in ingresso in città alle varie cerchie.

Tuttavia l’ultimo documento del Comune che dà conto di questi valori di traffico è il “Rapporto sulla mobilità urbana 2003-2006” del 2006, a cura dell’AMAT. Dopo di questo sono stati eseguiti degli studi di monitoraggio dell’area C, limitati al centro storico, e dell’area B, e poi nulla più. Anzi, la sezione “Pubblicazioni” è recentemente sparita dal rinnovato sito dell’AMAT, insieme ai contenuti precedenti il 2006, sostituita dalle notizie, o, meglio “News”, in fondo alla pagina principale.

Nel 2006 è stata eseguita un’altra indagine Origine/Destinazione della mobilità a Milano, completata l’anno successivo: il fascicolo dei risultati è stato stampato, ma mai diffuso. Non posso sapere perché, ma temo che contenesse qualche errore di rilevamento, poiché mostrava un calo della mobilità in ingresso a Milano. Se poi il calo fosse effettivo, la cosa sarebbe ancor più inquietante. 

Ora l’AMAT, come risulta dal suo sito, ha in corso, dal 2019, un aggiornamento dell’indagine O/D, di cui però non si conoscono ancora i risultati. E’ ragionevole che la pandemia abbia indotto a procrastinare i rilevamenti fino al raggiungimento di una nuova normalità negli spostamenti. Peraltro, fino a poco fa, tutte le pubblicazioni dell’AMAT successive al 2006, fatta eccezione per il monitoraggio dell’area C, riguardavano esclusivamente il tema dell’inquinamento. Mi ero fatta l’idea che casi fossero due: o i tecnici del Comune consultano i dati dei conta-traffico, si regolano per le necessità di gestione dei flussi, ma non li pubblicano; oppure il Comune ha smesso di compilare ed interpretare la statistiche del traffico.

Invece è intervenuto un fatto nuovo: in fondo alla pagina principale dell’AMAT compare, tra i progetti in evidenza: “Monitoraggio mobilità Coronavirus”. Si tratta di un monitoraggio dei dati giornalieri di: metropolitana, area C, area B, sistema della sosta, sharingmobility, indice di congestione (elaborato su dati Tom Tom), per settimana, dal 22.2.20 al 27.6.21. Purtroppo i dati sono tutti riportati in percentuale rispetto al “traffico standard”. A lato delle tabelle compare un grafico giornaliero, diviso per ora, con una linea gialla che rappresenta il traffico rilevato e una azzurra che rappresenta il traffico standard. La dimensione del grafico non consente di fare la somma di tutte le ore e ricavare il traffico standard.

Cosicché i cittadini possono sapere di quanto è diminuito in percentuale il traffico durante il Covid, ma non quanto sia il suo volume in condizioni normali e se sia aumentato o diminuito. Quindi i dati esistono e vengono rilevati, ma, a meno che non mi sia sfuggito un documento che pure ho molto e più volte cercato nel sito, non vengono pubblicati.

La domanda è una sola: perché il Comune non dice la verità ai cittadini? Perché è venuto meno all’onere di informazione sempre onorato fin dagli anni ’60?

Recentemente si sono sentite dichiarazioni di membri dell’Amministrazione che valutavano in un milione di auto al giorno quelle in ingresso a Milano. Cifra assolutamente inverosimile se, già dal 2006, il traffico rilevato in ingresso a Milano, che dagli anni ’90 è in continuo calo, era di circa 450.000 veicoli. Da allora è stata messa in servizio una nuova metropolitana, la linea 5, che ha decisamente diminuito il traffico in ingresso da Viale Zara, e poi l’area B, è quindi normale aspettarsi un’ulteriore diminuzione degli ingressi in auto, non certo un aumento.

Ora i milanesi, ed i lombardi in generale, non sono mai stati fanatici dell’automobile; se ci rifacciamo al periodo precedente la pandemia, i treni pendolari erano sempre pieni, così pure le metropolitane e il trasporto di superficie. Ogni nuova metropolitana veniva subito saturata di traffico (è sintomatico quello che è avvenuto con la M5, già saturata in ora di punta appena aperta, anche per la mancanza del deposito che non consente di raggiungere la frequenza massima prevista di 70 secondi).

Non è quindi il caso di drammatizzare proponendo cifre a caso sul traffico: occorre invece conoscere e fare i conti seriamente. Anche perché ogni amministratore sa che non è tanto significativa la quantità di traffico, ma la sua gestione. Ma per fare questo ci vuole conoscenza: dati affidabili che consentano politiche efficaci. E, soprattutto, dati resi doverosamente pubblici, perché i cittadini sappiano e perché siano in grado di giudicare l’operato dell’Amministrazione.

Giorgio Goggi (Arcipelago)

2 thoughts on “Giorgio Goggi: “Quanto traffico c’è a Milano?”

  1. Lo stesso sondaggio può valere anche per l’inquinamento ??? Io penso proprio di si, visto che da Pisapia a Sala si è continuato a dire che le “centraline” rilevavano aumenti di inquinamento.e si prendevano misure contro le auto. Le auto si sono fermate durante il Covid ma i livelli del cosi detto inquinamento non sono scesi ! Quindi ci hanno raccontato fandonie? Credo proprio di si. Ora vengono ristrette le carreggiate di circolazione, vengono rese pedonali intere aree per impedire il flusso automobilistico; ci viene quasi obbligato l’uso della bici e del monopattino, ma i dati sullo smog non cambiano. Forse è il caso di farli gestire da persone più competenti e qualificate, non da maniaci anti automobili !!!

    1. le corsie si stringono, i limiti di velocità si abbassano, ma lo smog aumenta.
      Perchè? A mio parere perchè
      1) le auto compongono meno della metà dell’inquinamento totale della città
      2) l’abbassamento della velocità e l’installazione di dossi artificiali (et similia) provoca più inquinamento:
      questo perchè se a 70 km/h posso mettere la 7a marcia, percorrendo il tratto da A a B con (cifre a caso) 900mila cicli motore, per fare lo stesso tratto a 30 km/h devo mantenere la 3a marcia, con 3 milioni di cicli di motore.
      in più tutti i dossi artificiali e dissuasori vari obbligano a frenare (polveri sottili dalle pastiglie dei freni) e riaccelerare (maggior consumo di carburante). Per non parlare dei semafori (Viale Monza) sincronizzati apposta per farti fermare ad ogni semaforo, invece di creare un’onda verde.
      Il traffico veicolare non va ostacolato, va analizzato e fluidificato! Lo dico da 10 anni, ma gli esperti sono loro, mica io…

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