Un teschio sulle statue del Manzoni e di Leonardo da Vinci: protesta ambientalista??

Milano

Riceviamo da una lettrice una segnalazione: “Stamattina (ieri ndr) in piazza S. Fedele ho notato una strana maschera sulla statua di Manzoni, sapete dirmi cosa sia? È abbastanza inquietante a vedersi. Ho letto su alcuni gruppi fb che sono apparse le stesse maschere su statue di altre città tipo Torino e Venezia.”

Al momento non è chiaro chi siano gli autori del gesto, né quale significato si celi dietro a questo camuffamento. Per quanto riguarda Milano, la polizia locale sta esaminando le immagini registrate dalle telecamere del centro città per carpire eventuali elementi utili a fare luce sull’accaduto. Secondo Repubblica è una protesta ambientalista e sono stati arrestati 4 attivisti.

Infatti un teschio di cartapesta è stato utilizzato per coprire il volto di chi ha fatto grande l’Italia. Un po’ di rami “spennacchiati” sulla testa a mo’ di capelli. E una “X” a tappare la bocca.  Sempre il 19 ottobre le maschere a forma di teschio, che ricordano un po’ quelle messicane della festività ‘Dia de losMuertos’, sono comparse anche in altre città italiane, come Venezia, dove una copertura identica è stata trovata sulla statua di Carlo Goldoni, Verona, dove ad essere ‘nascoste’ dal grosso ‘casco’ sono state le rappresentazioni di Paolo Veronese e Umberto I, e Napoli, dove le teste delle statue di alcuni re sono state rinvenute sempre con il teschio bianco. A Milano la statua di Alessandro Manzoni in piazza San Fedele di fronte alla chiesa di San Fedele, sui cui gradini il 6 gennaio 1873 il Manzoni cadde uscendo da messa procurandosi una ferita al capo che lo portò alla morte il 22 maggio di quello stesso anno.

Stessa sorte anche per il monumento a Leonardo da Vinci posto nella centralissima piazza della Scala di Milano e inaugurato nel 1872. Sulla sommità è posta una statua di Leonardo da Vinci mentre alla base sono raffigurati quattro suoi allievi a figura intera, Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, Cesare da Sesto e Gian Giacomo Caprotti (con il nome di Andrea Salaino).

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