Fermati 4 ladri specializzati in furti d’appartamenti con kit addestramento

Cronaca

 La Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro georgiani, di età compresa tra i 29 e 34 anni, ritenuti responsabili di cinque furti in appartamento commessi a Milano tra il 7 luglio e il 7 agosto scorsi. Le indagini hanno preso avvio da un tentato furto in zona Bicocca, lo scorso 7 luglio. Quattro uomini erano entrati in uno stabile ed avevano apposto del nastro adesivo sullo spioncino delle porte degli appartamenti del primo piano. L’arrivo improvviso di un condomino, tuttavia, li aveva fatti fuggire. Le analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stabile e delle vie limitrofe e quella del traffico telefonico hanno portato i poliziotti a identificare i quattro cittadini georgiani e le autovetture che avevano utilizzato. I successivi servizi di pedinamento e controllo degli indagati, l’analisi delle conversazioni telefoniche ed ambientali intercettate sulle utenze e sulle autovetture monitorate e in uso ai quattro, hanno evidenziato, sottolineano gli inquirenti, un protocollo operativo ben organizzato e una professionalità singolare nell’apertura delle porte d’ingresso con l’utilizzo di chiavi alterate o grimaldelli. I quattro, infatti, effettuavano dei sopralluoghi mirati sui luoghi dei furti per poi accedere all’interno degli stabili dividendosi i compiti e i ruoli: chi apriva le porte e chi fungeva da palo, sulle scale e all’esterno del palazzo. Una volta scelto con attenzione l’appartamento da svaligiare, i ladri lo marchiavano con dei segni distintivi per essere certi che non vi fosse nessuno all’interno. La tecnica, riscontrata dai poliziotti della Squadra Mobile anche in altre indagini condotte su gruppi di cittadini georgiani, era quella di inserire pezzetti di carta o fili di colla trasparenti tra lo stipite e la porta per accertare l’eventuale passaggio di persone.

L’indagine ha permesso di raccogliere, al momento, gravi indizi di colpevolezza in ordine a cinque furti consumati tra il 7 luglio e il 7 agosto in varie zone della città. Tre dei fermati sono stati individuati nel loro covo in zona Bicocca mentre un quarto uomo è stato rintracciato nei pressi di Rogoredo: alla vista degli agenti della Polizia di Stato hanno tentato di buttare dalla finestra la refurtiva. All’interno dell’appartamento gli agenti hanno rinvenuto numerosissime chiavi alterate, grimaldelli, trapani elettrici, smerigliatrici, strumenti da taglio di precisione, alcuni monili in oro, orologi e personal computer. I quattro georgiani, di cui uno con precedenti penali per reati contro il patrimonio, avevano la disponibilità di veri e propri kit di addestramento: serrature e blocchetti dove esercitarsi all’apertura di porte di qualsiasi tipo. Nel corso dell’attività investigativa, inoltre, è emersa la figura di un egiziano residente in via Padova, ricettatore e terminale ultimo della refurtiva sottratta dai georgiani al termine dei furti: lo stesso è stato sottoposto a perquisizione e deferito all’Autorità Giudiziaria per ricettazione. Anche questo caso vede coinvolto un gruppo di cittadini georgiani specializzati nei furti in abitazione con la tecnica della “chiave bulgara” e da una ridotta permanenza nei luoghi ove mettono a segno i furti, al fine di scongiurare le indagini nei loro confronti. La Questura di Milano, nel periodo estivo, ha intensificato i controlli sul territorio per prevenire e contrastare il fenomeno dei furti in abitazione. Nelle ultime settimane, gli agenti della Polizia di Stato, tramite gli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale, dei Commissariati cittadini e della Squadra Mobile, hanno accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura milanese 15 cittadini georgiani, tutti irregolari sul territorio nazionale, per l’analisi della loro posizione. Nove di questi, con precedenti per reati contro il patrimonio e in particolare furti in abitazione, sono stati accompagnati coattivamente alla frontiera ovvero condotti presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio in attesa di espulsione; a sei, invece, è stato ordinato con provvedimento del Questore di lasciare il territorio nazionale entro il termine di 7 giorni. (mianews)

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