Nella ricca Milano disuguaglianze record fra i quartieri

Milano

Una mappa, tratteggiata da una ricerca della Uil e del centro studi Eures, dipinge Milano come la città capitale delle disuguaglianze in Italia.

La classifica, con un reddito medio per contribuente di 100.489 euro all’anno, è guidata dalla zona Brera-Castello che supera di ben cinque volte il rione popolare di Quarto Oggiaro (18.926 euro), ultimo in classifica. Fra i due quartieri ve ne sono altri dove vivono “paperoni” come Citylife, Sant’Ambrogio e Duomo, Crocetta e De Angeli e altri dove la gente fatica a tirare fine mese, rioni dove la pandemia ha infierito ancora più duramente.

Come riferisce il Giorno “In termini di reddito medio, Milano è il capoluogo più benestante d’Italia, con un valore pari a 35.585 euro. Seguono – a grande distanza – Bologna (28.435 euro), Roma (in terza posizione con 27.805 euro) e Firenze (27.295 euro), mentre le grandi città del Sud sono ultime in classifica. Ma la situazione si ribalta considerando l’indice di Gini, un indicatore sintetico che misura il grado di concentrazione dei redditi e che assume valori compresi tra zero (che denota una situazione di completa uguaglianza nella distribuzione reddituale) e uno (che indica al contrario una condizione di assoluta disparità). “A Milano, prima per ammontare del reddito medio, si riscontra uno scenario di forte disuguaglianza – si legge nella ricerca – con un indice di Gini pari a 0,54; seguono, a breve distanza, Roma e Napoli, che ottengono entrambe un indice di Gini pari a 0,49, mentre risultati più incoraggianti si segnalano a Genova (0,43) e Venezia (0,42) che registrano valori sostanzialmente analoghi alla media nazionale (0,43)”.
A Milano il reddito medio per contribuente del quartiere Brera-Castello (100.489 euro) spicca anche nel confronto con il quartiere più ricco di Roma, i Parioli, “fermi” a 68.264 euro all’anno. Sotto la Madonnina, seguono Brera a grande distanza Citylife con quasi 80 mila euro e Sant’Ambrogio, in terza posizione con un reddito medio di 76.657 euro. Rispetto ai 18.926 euro di Quarto Oggiaro c’è un gap di oltre 80 mila euro. E la situazione non migliora spostandosi in zona Forze Armate (23.338 euro), Crescenzago (23.881 euro), Villapizzone (23.963 euro), Affori-Comasina (23.991 euro).
L’indice di Gini segnala invece una grande concentrazione dei redditi nel quartiere Duomo-Crocetta, dove si registra un risultato “record” di 0,71 (0,54 la media registrata su scala comunale) e, al contrario, una minore disomogeneità nel quartiere di Quarto Oggiaro (in coda alla classifica sia per ammontare del reddito medio sia per incidenza del lavoro autonomo) e in Forze Armate, con un risultato pari in entrambi i casi a 0,38.
Un segnale d’allarme che va ascoltato, perché all’orizzonte ci sono problemi sociali che potrebbero far esplodere le periferie. Gli appelli arrivano anche da Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana, che nei giorni scorsi ha parlato di “un esercito di oltre 80mila persone ridotte in povertà dal Covid”.

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