Digitale e infrastrutture ‘green’ alla base della strategia regionale 2030/2050 per lo sviluppo sostenibile

Lombardia

Promuovere l’applicazione del principio dello sviluppo sostenibile in ambito economico, sociale e ambientale attraverso una serie di azioni concrete che vanno, solo per citarne alcune, dallo sviluppo del benessere dei cittadini e delle competenze digitali a un ripensamento delle infrastrutture e delle città in un’ottica sempre più ‘green’ senza dimenticare l’obiettivo di azzerare le emissioni climalteranti.

Ha questo obiettivo la ‘Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile’ approvata dalla Giunta regionale su proposta del presidente, Attilio Fontana e dell’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo.

PRESIDENTE FONTANA: PROSPETTIVA NON È ‘GREENWASHING’, MA PROFONDO CAMBIAMENTO CULTURALE – “Ci siamo dati il compito – spiega Fontana – a nostra Regione si è data il compito di identificare una vision a lungo termine, immaginando scenari di sviluppo in una logica quanto più possibile integrata. La nostra prospettiva infatti non può e non vuole essere quella del ‘greenwashing’: non ci interessa allocare risorse nei più diversi comparti in modo da potere apparire ‘verdi’. Ci interessa invece fare da apripista sulla strada di un profondo cambiamento culturale. Lo sviluppo sostenibile è il nuovo mainstreaming di Regione Lombardia: innerva ogni politica, come testimonia il Documento di Economia e Finanza Regionale a sua volta appena approvato dalla Giunta e ora all’attenzione del Consiglio regionale”.

ASSESSORE CATTANEO: DOCUMENTO ARRIVA DOPO PERCORSO CONDIVISO DURATO DUE ANNI – “Questo documento – prosegue Cattaneo – arriva dopo un percorso di lavoro condiviso durato oltre due anni che ha raccolto il contributo dei tanti soggetti impegnati sul fronte della sostenibilità in Lombardia. Gia nel 2018, infatti,  a partire dall’impulso dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, la Lombardia ha attivato un confronto sui temi della sostenibilità con la società civile, le istituzioni, le associazioni di categoria, le parti sociali, le istituzioni e il mondo universitario che ha portato al  ‘Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile’ già sottoscritto da diversi Enti e istituzioni che ne hanno condiviso lo spirito. Primo step di un percorso confluito poi nel 1° Forum regionale che abbiamo ospitato lo scorso novembre”.

“Oggi – aggiunge Cattaneo – facciamo un altro passo avanti disegnando una strategia di lungo periodo e provando a favorire un cambio di mentalità. Riteniamo che questo documento possa rappresentare il riconoscimento politico e culturale della centralità della sostenibilità come perno di tutta l’attività regionale”.

LE CINQUE MACROAREEE STRATEGICHE – Cinque macroaree strategiche riassumono l’impegno della Regione per lo Sviluppo sostenibile con precisi traguardi da raggiungere al 2030 e poi al 2050.

– Salute, uguaglianza e inclusione. La mission è  quella di dimezzare il numero di individui a rischio povertà ed esclusione sociale, il numero di donne vittime di violenza e raggiungere target europei in termini di assistenza domiciliare integrata e di personale sanitario a disposizione sul territorio.

–  Educazione, formazione, lavoro. La Lombardia mira a diventare leader in Europa per diffusione e qualità dell’apprendimento digitale e dello smart-working.

–  Infrastrutture, innovazione e città. La sfida per uno sviluppo sostenibile inclusivo e innovativo si gioca nelle città. E quindi l’obiettivo è quello di ridurre di 1/3 le persone che vivono in abitazione inadeguate. Contemporaneamente saranno ulteriormente incentivate la sharing mobility, l’intermodalità, il rinnovamento del parco veicoli e delle relative infrastrutture.

–  Mitigazione dei cambiamenti climatici, energia, produzione e consumo. Tema centrale è quello della riduzione delle emissioni climalteranti così da arrivare a zero emissioni di carbonio entro il 2050

–  Sistema eco-paesistico, adattamento ai cambiamenti climatici, agricoltura. In questo contesto le azioni saranno finalizzate a   ripristinare o conservare le risorse naturali come suolo (con previsione di azzeramento del consumo entro il 2050), biodiversità, foreste e acque, favorendo così un sensibile aumento delle aree protette, degli habitat e delle specie con stato di conservazione soddisfacente. Anche il sistema produttivo dovrà cambiare attraverso l’evoluzione tecnologica e digitale, lo sviluppo della ricerca e del capitale umano.

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