Le mani di Sala anche su QT8

Milano

Siamo alla periferia Nord Ovest di Milano, qui sorge il “QT8”, Q sta per quartiere, T equivale a Triennale e 8 è l’ottava edizione della manifestazione indetta dal Palazzo dell’Arte e dell’architettura di Milano.

Anno 1947. in una città ancora segnata dalla guerra e dalle macerie, l’architetto Piero Bottoni, in quell’anno commissario straordinario della Triennale di Milano, viene chiamato a progettare questa area sperimentale. In zona S.Siro sta per nascere un quartiere libero dalle codificazioni regolamentari degli altri quartieri della città, “l’unico che a Milano presenti le condizioni urbanistiche ideali per l’architettura moderna e nel quale è possibile realizzare, e per qualche caso si sono realizzate, opere di estremo interesse” scrivono le cronache.

QT8 nasceva per essere l’ottimo esempio di vivibilità urbana e così è stato ed è tuttora, al suo interno anche il Monte Stella, un’altura artificiale costituita con le macerie di tutti gli edifici distrutti a seguito dei bombardamenti subiti dalla città, oggi un bellissimo parco dove già negli anni passati la giunta “green” di Beppe Sala ha provveduto a riversare colate di cemento con la scusa di ristrutturare il Giardino dei Giusti.

QT8 comunque è un quartiere a tutt’oggi ancora perfetto, quindi perché non cominciare a rovinare anche questo si saranno chiesti Granelli e Maran, e così via a lavori inutili e ancora una volta dannosi per la viabilità e la sicurezza di tutti, anche dei ciclisti, quelli che loro amano talmente tanto, da fargli devastare la viabilità cittadina con improbabili per usare un eufemismo e pericolosissime piste ciclabili.

Pur di spendere un po’ di denaro pubblico e di congestionare un po’ il traffico, indovinate un po’, un paio di bei restringimenti, molto pericolosi, sia per automobilisti e motociclisti, ma soprattutto per i ciclisti che quando si troveranno al loro interno le macchine saranno costrette a sfiorarli per passare, sì perché lo sbocco di QT8 in un senso è l’entrata in Milano da Piazza Stuparich e dall’altra è l’uscita dalla città su Via Sant’Elia che porta alle autostrade, quindi nelle ore di punta la zona è trafficata.

 

Come si può vedere chiaramente dalle fotografie ancora una volta un intervento inutile, pericoloso ma soprattutto volto a rallentare ancor di più il traffico e a questo punto visto tutti i disastri compiuti da questa giunta è più che lecito pensare che si cerchi l’incidente a tutti i costi, solo che questa volta caro Granelli e caro Maran, qui chi rischia di più dopo il vostro ennesimo scempio sono proprio i ciclisti che voi dite di voler proteggere e agevolare.

 

Complimenti ancora una volta avete dimostrato che vivete nel vostro mondo di Zona 1, scollati completamente dalla realtà cittadina e queste decisioni sembrano proprio prese da gente che vive sulla Rive Gauche di Brera.

Bruno Carmignani

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