Claudio Martelli “D’Alema, giù la maschera e anche la mascherina”

Politica
Appena ha un momento libero dalla professione di facilitatore di incauti acquisti di prodotti cinesi, Massimo D’Alema si dedica a rifondare la sinistra. Il modo è quello noto e sperimentato. Nel ’98 volendo “spostare a sinistra l’asse del governo” (quello di Prodi) aprendo alla partecipazione diretta di Bertinotti riuscì a farlo cadere e in perfetta coerenza lo sostituì assumendo lui la guida di un governo spostato più a destra dalla rottura con Rifondazione. Vent’anni dopo sprona “l’importantissimo lavoro di Goffredo Bettini di cui abbiamo un grande bisogno” sempre per promuovere “la rifondazione della sinistra”.
Primo passo: allargare le difficoltà e sottolineare le divisioni del governo Draghi il cui “vero problema” sarebbe “la campagna di opinione contro i partiti e contro il Parlamento che ha esaltato la funzione salvifica del grande tecnico, anche con l’obiettivo di denigrare il governo precedente e il presidente Conte”. Dunque, Draghi – che per D’Alema non merita il titolo di presidente riservato solo a Conte – sarebbe frutto della stessa campagna di delegittimazione dei partiti che già aveva denigrato Conte. Ma guarda un po’: l’ex presidente del consiglio e attuale capo di quel movimento nato e cresciuto a suon di vaffa e sputtanamento dei partiti avrebbe tramato contro se stesso.
La spiegazione senza capo né coda è solo la premessa di un’infausta profezia che ha tutta l’aria di un malaugurio: su Draghi si sono “create aspettative che non potevano non essere deluse” (di già?) ma ciò malgrado “ha la mia viva solidarietà per il compito gravoso che gli è toccato”. Praticamente un necrologio. Gettata la maschera politica a D’Alema tocca ancora di liberarsi delle mascherine anzi, dei ventilatori cinesi per il cui acquisto “un’associazione internazionale di cui faccio parte anticipò i soldi per conto del governo italiano”.
Pare però che i ventilatori fossero difettosi gli domanda il giornalista e che lei avesse interessi diretti o indiretti. In effetti le cronache riferiscono di indagini in corso – Arcuri compreso – e di un via vai di venditori e compratori di prodotti cinesi nella dalemiana Fondazione Italiani/Europei. “Nel momento più drammatico della pandemia mi è stato chiesto (da chi?) di dare una mano … ritengo che chi si è attivato per il nostro Paese vada ringraziato”. Che volete l’uomo è fatto così: se gli chiedono una mano lui la dà. Per un solo anno presidente del consiglio diede una mano a fare di Palazzo Chigi l’unica merchant bank in cui non si parla inglese (copyright Guido Rossi).
Adesso che presiede la Fondazione Italiani-Europei dà una mano a commerciare ventilatori cinesi.
Che la via della sinistra sia quella della seta?
Ps: anche se ce lo siamo chiesto già da tempo.
Claudio Martelli Facebook

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