Anche durante il Covid Sala pretende 1,37 miliardi di tasse comunali

Fabrizio c'è Milano
Sala chiede ai milanesi, ed in particolare a imprese e commercio, la stessa mole di tasse comunali che versavano prima del Covid.  E’ questo il succo del Bilancio 2021 che ha cominciato il suo iter che vedrà  l’approvazione entro il 30 Aprile.
L’Assessore Roberto Tasca ha spiegato che ci saranno minori entrate per 300 milioni a causa del Covid: sono ancora in calo rispetto al pre Covid le entrate del Trasporto Pubblico, quelle da multe, da Tassa di Soggiorno e da dividendi Sea. Per ripianare queste minori entrate vengono in soccorso 200 milioni di ristori dal Governo, 50 milioni di tagli di spesa e 50 milioni dalla vendita di immobili (Via San Tomaso, Via Edolo, Largo Treves e via Porpora).
Il pareggio di Bilancio richiesto dalla legge è così assicurato, ma non una buona politica per la ripartenza. Oggi la priorità è salvare le imprese e il lavoro e per quest’obiettivo si devono tagliare le tasse che incidono sulle imprese, sul commercio, proprio mentre questi ultimi sono chiusi o in grave difficoltà: dalla Tari all’Imu sugli immobili commerciali al CUP. Sarebbe stato possibile farlo aggiungendo la vendita di altri immobili inutilizzati dal Comune, ad esempio quelli occupati dai centri sociali come Macao, Torchiera o Via Zama.
C’è poi il rischio che alcune entrate siano state sovrastimate (tassa soggiorno, TPL, Oneri Urbanizzazione, Tari), e che la prossima Giunta si trovi dei buchi da tappare dopo le elezioni di ottobre.
L’ unico taglio vero di spesa riguarda,  tanto per cambiare, la sicurezza, dove si è tagliato il bilancio del 10%. Confermatissimi invece i tanti milioni di euro impegnati per ciclabili e piazze tattiche, così come i capitoli legati all’accoglienza.

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