Il commento di Luciano: 27a di serie A

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Buon lunedì amici, avanti senza tregua, iniziamo venerdì con due anticipi:Lazio-Crotone e Atalanta-Spezia.
Col brivido, la Lazio riparte a spese del Crotone e si lascia alle spalle un periodo negativo fatto di quattro sconfitte nelle ultime cinque partite. Serve il solito Felipe Caicedo, uno ormai abituato a imprese del genere, per mandare al tappeto un Crotone ostico e regalare a Inzaghi un 3-2 prezioso quanto l’oro. Biancocelesti due volte in vantaggio, prima con un piattone volante di Milinkovic-Savic e quindi con un destro dal limite dLuis Alberto, e due volte raggiunti dal solito Simy, a segno su azione e poi su calcio di rigore, concesso dall’arbitro Rapuano per un intervento falloso in area di Fares su Messias. Decisivo anche Reina, che a 13 minuti dalla fine nega a Rispoli la rete del clamoroso vantaggio pitagorico. E quando Serse Cosmi (sostituito da Michele Tardioli, in panchina per la squalifica del tecnico umbro) si sta illudendo di portare a casa il pareggio, ecco spuntare il guastafeste Caicedo. Lazio a -1 dal Napoli sesto, Crotone sempre ultimo, ma tutt’altro che rassegnato.
A Bergamo, l’Atalanta di Gasperini non intende farsi staccare dalla zona calda europea, e contro lo Spezia cerca di incamerare senza troppa fatica i punti che le servono. Ovviamente tenendo ben presente l’impegno di Champions tra pochi giorni, quando l’attende compito ben più complicato a Madrid. Ma lo Spezia si conferma squadra tignosa assai e, per un’ora, da filo da torcere ai nerazzurri che vengono spesso anticipati dal dinamismo dei ragazzi di Italiano.
Alla lunga però, la maggior determinazione e la qualità dei singoli come Pasalic e Muriel, si è fatta sentire e l’incontro si è concluso con il punteggio di 3-1. Con questo risultato maturato, grazie appunto ai gol di Pasalic (53′ e 73′)  e al sigillo di Muriel con uno dei suoi colpi preferiti, un destro a giro nell’angolino (55′) l’Atalanta torna momentaneamente al 4° posto che vale la Champions League.
Sono 3 invece gli anticipi del sabato, con partite ricche di gol. Parte il Sassuolo di De Zerbi, che contro il Verona opera il sorpasso all’ottavo posto proprio ai veneti di Juric. E’ una vittoria (3-2) di peso quella del Sassuolo, che cancella un momento così così e torna a mettere in cascina 3 punti. I neroverdi infatti avevano raccolto tanti complimenti, ma anche un solo successo nelle precedenti 10 uscite ufficiali prima di oggi. Nella sfida però con l’altra “sorpresa” del campionato, il Verona, gli emiliani trovano la tanto attesa vittoria. Serve però un gol in un finale rocambolesco a marca Traore. Il Verona infatti era riuscito per due volte a rimontare prima il vantaggio iniziale di Locatelli con Lazovic, e poi il 2-1 di Djuricic con DimarcoJuric imbufalito nel finale si fa cacciare dall’arbitro: non sarà in panchina per la sfida degli scaligeri contro l’Atalanta.
Benevento, la “strega” non ce l’ha fatta a stregare la Fiorentina, e chiude l’incontro con 4 gol sul groppone, ben 3 ad opera di uno straripante Vlahovic.
La viola dilaga, staccando in classifica il suo avversario di oggi (che resta a quota 26, mancando la vittoria per l’undicesima volta) portandosi a 29 punti e allontanandosi così dalla zona calda della retrocessione. Grandissimo protagonista del match dello stadio “Ciro Vigorito”,  Vlahovic autore di una tripletta nel giro dei primi 45′ esattamente al 9′, 26′ e 45′ . Nella ripresa, Ionita riapre i conti al 56′ dopo i cambi tattici di mister Inzaghi (con Schiattarella spostato da mezzala a ruolo naturale di regista), ma vengono chiusi definitivamente al 75′ dal gol di Eysseric. Finisce 1-4.
Ultimo incontro in serata tra Genoa e Udinese, e termina in parità, 1-1 dopo 93 minuti piuttosto vivaci, ma in sostanza si fanno poco male. Il risultato allunga la striscia di partite senza successo del Grifone (ora sei) e avvicina i bianconeri alla fatidica quota 40 punti, ora distante sette lunghezze. Primo tempo piacevole, con il gol di Pandev, la rete annullata a Pereyra (migliore in campo) e il rigore trasformato da De Paul; ripresa più tattica, sporca e abbottonata da entrambe le parti, ma in pieno recupero Zajc ha la palla da tre punti e Behrami colpisce clamorosamente il palo. Due punti mancati pesanti per Ballardini, Gotti si tiene stretto un punto che avvicina ancora di più la salvezza.
Turno della domenica, si inizia con un Bologna-Sampdoria, match di metà classifica al Dall’Ara. La Sampdoria domina nel primo tempo, mentre il Bologna, una volta tanto sornione e cinico, colpisce alle prime occasioni utili. Dopo il botta e risposta tra Barrow (27′) e Quagliarella (37′), arriva il 2-1 col piattone di Svanberg nel finale (41′) del primo tempo, il quale poi nella ripresa invita Soriano al gol del definitivo 3-1. I rossoblù emiliani di Mihailovic, dopo le sconfitte contro Cagliari e Napoli, salgono a 31 punti, -1 dai blucerchiati.
Giornata in zona “rossa” invece in quel di Parma per la Roma di Fonseca, che torna a casa con 2 pive nel sacco e vede sfumare, almeno per ora, quel quarto posto che pensava di agguantare a spese dell’Atalanta, pur vincente nell’anticipo con lo Spezia. Festeggia invece il Parma, che dopo ben 104 giorni torna a vincere. E’ una vittoria netta di una squadra che, se giudicata sulla prestazione di oggi, non sembra proprio in lotta per la salvezza. Per la cronaca, buon inizio dei ducali che vanno subito in vantaggio al primo tiro in porta grazie a Mihaila, su cross di Man. Nel corso del primo tempo la Roma esce fuori e attacca, ma Sepe non deve compiere interventi degni di nota. Ripresa, fotocopia del primo tempo: i giallorossi fanno la partita ma è un gioco sterile, privo di spunti offensivi, e in ripartenza il Parma fa male: prima Man da due passi colpisce Pau Lopez, poi Pellé si invola in area di rigore ma viene atterrato da Ibanez. Penalty per i ducali trasformato da Hernani, che fissa il 2-0 finale nonostante gli attacchi della Roma alla ricerca di una rimonta ormai improbabile. La difesa crociata regge e si porta a casa 3 punti preziosi.
Andiamo quindi a Torino, dove l’Inter capoclassifica è impegnata contro un Torino che cerca di non pensare ai 42 punti in più dei nerazzurri. E sembra riuscirci per almeno un’ora, dando filo da torcere ad un’Inter apparsa meno incisiva del solito. Ma è solo un’illusione perché, batti e ribatti, anche in una giornata dove Lukaku Lautaro sono ben controllati, alla fine terminano comunque con l’essere gli uomini decisivi. Una vittoria emblematica (2-1) quella degli uomini di Conte, perché anche senza brillare, soprattutto per merito della difesa del Toro, provoca la domanda: chi può fermare questa Inter? Forse solo l’Inter stessa, ma per ora il campo dice nessuna tra le altre. Anche privi della spinta emotiva di Conte squalificato, e dietro una radiolina in tribuna, l’Inter infila l’ottava vittoria consecutiva in campionato. Una partita sofferta, meno brillante del solito, in qualche modo sporca, ma alla fine vinta dai nerazzurri. Decidono un rigore di Lukaku, su ingenuità di Izzo, ma soprattutto il grandissimo stacco di testa di Lautaro Martinez a 5 dalla fine, che arretrando trova con il collo la forza di prendere Sirigu in controtempo. Inutile la reazione d’orgoglio dei granata con Sanabria, bravo a sfruttare una mischia in area su cui l’Inter piazza anche qualche timida protesta. Insomma, l’Inter fa il suo anche oggi e si conferma la squadra con la miglior mentalità del campionato: anche quando le cose non sembrano girare per il verso giusto, trova la forza di vincere. Caratteristica, questa, tipica delle squadre che poi vincono i campionati. Il successo vale il temporaneo +9 sul Milan, che però stecca clamorosamente a S.Siro contro il Napoli e conferma l’allungo dell’Inter.
Cagliari, la Juventus si appoggia ad un “Ronaldo furioso” per evitare di perdere altro terreno dalla capolista, ed in effetti anche se tardivamente (purtroppo per la Juventus),  CR7 torna prepotentemente in sè dopo l’amnesia costata l’eliminazione europea.  E lo fa a modo suo, da campione indiscutibile qual’é a dispetto delle primavere alle spalle, e a dispetto dei gufi che lo davano sul viale del tramonto, dimostrando che quando viene provocato e criticato, sa ancora rispondere da par suo. Per quanto ancora non è dato sapere, ma intanto quel tramonto è tale a abbagliare il Cagliari che, dopo mezz’ora, si ritrova con 3 gol sul groppone, tutti a cura di quel portoghese arrabbiato e orgoglioso.
Tripletta decisiva nel primo tempo, utile solo ai fini statistici il gol di Simeone nella ripresa, che fissa il risultato sul 3-1 finale. Buona gara della Juventus di Pirlo, che ha reagito all’eliminazione negli ottavi di finale di Champions League. Nella ripresa è cresciuto il Cagliari, che è andato in almeno tre circostanze vicino al secondo gol. Diverse polemiche per un intervento di Ronaldo in ritardo e a gamba tesa su Cragno sul punteggio di 1-0: Calvarese (e quindi il VAR) hanno optato per l’ammonizione, ma potevano esserci estremi per essere più severi. La Juve rimane a 10 punti dall’Inter, in terza posizione.
Ultimo scontro della serata, a S.Siro, proprio quello che determina la fuga, forse decisiva, dell’Inter verso lo scudetto. Un MilanNapoli che già era definita vitale per i rossoneri, finisce nel modo peggiore che potessero immaginare. Adesso sì, forse è davvero finita. Il Milan perde in casa contro il Napoli e scivola a -9 dal primo posto dell’Inter, vincente a Torino nel pomeriggio. A San Siro finisce 1-0 per la formazione dell’ex Gattuso, che si impone grazie a un gol messo a segno da Politano, un ex nerazzurro, al rientro dall’intervallo. Un risultato che, sostanzialmente, riduce al lumicino le speranze di scudetto dei rossoneri. Successo tutto sommato meritato da parte del Napoli, che si fa preferire sul piano del palleggio e delle idee. Milan poco brillante, pericoloso con Leão ma incapace di superare Ospina nelle rare occasioni a disposizione. Espulso nel recupero Rebic, autore di proteste troppo plateali nei confronti dell’arbitro Pasqua. Mentre i rossoneri protestano, probabilmente a ragione, per un rigore non concesso nel finale per un contatto BakayokoTheo Hernandez. Ma devono ingoiare un ko che sa tanto di game over.
E’ tutto per la 27a, arrivederci alla prossima che partirà venerdì 19, con Parma-Genoa alle 20,45.

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