“La condizione economica femminile in epoca di Covid-19”, l’indagine IPSOS per WeWorld

Economia e Diritto
1 donna su 2 ha visto peggiorare la propria situazione economica nell’ultimo anno

“LA CONDIZIONE ECONOMICA FEMMINILE IN EPOCA DI COVID-19” Indagine IPSOS per WeWorld   Madri disoccupate: le principali “vittime economiche” della pandemia 1 donna su 2 ha visto peggiorare la propria situazione economica e 1 lavoratrice su 2 ha paura di perdere il proprio posto di lavoro  

Sono le donne, senza distinzioni di età e area geografica, le principali vittime economiche e sociali della pandemia: 1 su 2 ha visto peggiorare la propria situazione economica negli ultimi 12 mesi; tra le occupate, 1 su 2 teme per il futuro di perdere il lavoro; tra le disoccupate, 1 donna su 4 dichiara che a causa del Covid ha rinunciato a cercare un’occupazione. Il dato sul peggioramento della condizione economica, inoltre, supera il 60% se si prende in considerazione la fascia di età 25-34 anni (6 donne su 10). Lo rivela l’indagine “La condizione economica femminile in epoca di Covid-19” realizzata da Ipsos per WeWorld, organizzazione italiana che difende da 50 anni i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo inclusa l’Italia. L’indagine – che sarà presentata il 4 marzo nel corso dell’Edizione Speciale di WeWorld Festival – la due giorni di incontri e talk online per parlare di diritti delle donne – è parte della campagna di WeWorld #maipiùinvisibili contro la violenza sulle donne, con cui è possibile donare mandando un sms o chiamando da rete fissa il 45590 dal 1 al 21 marzo. Durante l’incontro dal titolo “ShePoverty: la povertà è donna? L’inclusione economica delle donne italiane ai tempi del Covid-19”parteciperanno Marco ChiesaraPresidente di WeWorldElena Caneva, Coordinatrice del Centro Studi di WeWorld, Chiara Ferrari di Ipsos, Beatrice Uguccioni, Vice Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Gabriele Rabaiotti, Assessore Politiche sociali e abitative Comune di Milano, Azzurra Rinaldi (economista, Università La Sapienza di Roma), e Gaia Sole, attivista. “La ricerca fotografa una situazione di esclusione delle donne con radici profonde, ma che si è amplificata nell’ultimo anno” commenta il Presidente di WeWorldMarco Chiesara“Questa stessa percezione arriva dai nostri operatori e operatrici sul campo, che lavorano in diverse città italiane a supporto di donne e bambini, e dalle tante richieste di aiuto arrivate: donne lasciate sole, a far fronte a un carico enorme dal punto di vista familiare, professionale e psicologico. Questa situazione ha accomunato tutte le donne italiane, ma diventa drammatica se si guarda alle aree più marginali e alle periferie, da Nord a Sud: è da qui che bisogna partire, con urgenza, per invertire la rotta”.  

LA RICERCA: HIGHLIGHTS

I dati rilevano una situazione allarmante: chi ha dovuto rinunciare al lavoro e all’indipendenza economica, infatti, sono state soprattutto le donne.

  • Principali vittime economiche della pandemia sono le donne, soprattutto se con figli e senza lavoro, che si sono trovate a far fronte a un enorme carico economico, psicologico e di cura. Secondo l’indagine Ipsos per WeWorld, 1 donna su 2 ha visto peggiorare la propria situazione economica, sia al Nord che al Centro e Sud; la quota sale al 63% tra le 25-34enni e al 60% tra le 45-54enni. 1 donna su 2 si dice più instabile economicamente e teme di perdere il lavoro. 
  • Il 60% delle donne non occupate con figli dichiara di aver avuto durante la pandemia una riduzione di almeno del 20% delle proprie entrate economiche, che implica spesso un’aumentata e preoccupante dipendenza: il 51% (1 su 2) sostiene infatti di dipendere maggiormente da famiglia e partner rispetto al passato. “La pandemia, inoltre, ha avuto un forte impatto anche sul lavoro sommerso, soprattutto di cura/assistenza domestica”-  commenta Elena Caneva.
  • 3 donne su 10 non occupate con figli a causa del Covid rinunciano a cercare lavoro.
  • Il 38% delle donne dichiara di non poter sostenere una spesa imprevista, quota che sale al 46% tra le madri con figli.
  • Per quanto riguarda il carico famigliare, il lavoro di cura è quasi interamente sulle spalle delle donne: nonostante gli aiuti familiari, ripartiti dopo il primo lockdown, ancora il 38% delle donne (2 su 5) dichiara di farsi carico da sole di persone non autonome (anziani o bambini): dato che sale al 47% tra le donne tra i 25-34 anni, concentrate sui figli minori, e al 42% nella fascia 45-54 anni, che curano soprattutto gli anziani.
  • Passando alle conseguenze psicologiche della pandemial’80% delle donne dichiara un impatto devastante sulle proprie relazioni sociali e il 46% (1 donna su 2) sulla propria voglia di vivere. Il 76% delle donne ha visto un impatto negativo sulla voglia di fare progetti per la propria vita. Sono le giovani donne (18-24 anni; 25-34 anni) a segnalare un maggior impatto della pandemia sul loro umore, mentre l’83% delle meno giovani (55-65 anni) soffrono maggiormente sul fronte relazionale. Per il 64% delle più giovani (18-24 anni) la pandemia ha avuto un impatto fortemente negativo sulla propria autostima.  

Un dato che accende diverse spie di allarme è quello per cui il 60% delle donne non occupate con figli dichiara di aver avuto nella pandemia una significativa riduzione del proprio reddito” aggiunge Elena Caneva, Coordinatrice del Centro Studi di WeWorld – “Il che ci segnala da un lato una preoccupante dipendenza economica dal partner di una parte di loro, dall’altra un forte impatto della pandemia sul lavoro sommerso, soprattutto quello di cura e assistenza domestica tra chi oggi non ha un’occupazione. Oltre alle implicazioni pratiche, i dati raccontano un impatto devastante sulle relazioni sociali e sull’autopercezione delle donne: perdere l’autostima e la voglia di vivere mina tutti i pilastri fondamentali per costruire una vita sana e dignitosa per sé e per i propri figli. Bisogna agire subito, affinché l’esclusione economica e sociale e l’assenza di prospettive non diventi condizione permanente per migliaia di donne nel nostro Paese”.

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