Un Vigile in pensione racconta i problemi della Polizia Locale di Milano

Milano

Egregi Assessora SCAVUZZO  e Comandante CIACCI,

mi è stata girata via mail la vostra comunicazione indirizzata a tutti i colleghi/e collocati a riposo nel 2020, per il ritiro dell’ attestato di appartenenza al Corpo e della placca di servizio.
Mi pare doveroso rispondere pacatamente, come direbbe Veltroni e premettendo che in quello che dirò non intendo offendere nessuno  (“absit iniuria verbis” ,  ovvero non vi sia offesa nelle parole, Tito Livio, quello del Liceo Classico di Via Circo dove andava a scuola mia figlia….).
Ho tutto il tempo che occorre per articolare un ragionamento sull’attuale  congiuntura nella quale, come P.L., ci stiamo dibattendo.
E soprattutto posso scrivere  al Comandante senza seguire la via gerarchica (che sarà l’unica via di Milano, che conosce…), come mi invitava sempre a fare ogni volta che gli segnalavo un problema, quando non rispondeva proprio,  probabilmente per mancanza di argomenti.
Già, la via gerarchica, questa sconosciuta seguendo la quale, come anche i muri sanno, non  viene risolto nessun problema e ne  ritornano 3, all’insegna dell’efficienza…..
Dal primo ottobre scorso, sono un dipendente I.N.P.S. , quindi un  semplice cittadino milanese che questa primavera voterà e se nella vita non avessi fatto il vigile (perché mi sento tale) già a 20 anni, mi sarebbe piaciuto fare il giornalista e raccontare i fatti della vita.
Sono entrato nel Corpo dei Vigili Urbani, che voi purtroppo non avete avuto la fortuna di  conoscere, nel 1978, anno dell’omicidio Moro e dell’elezione di Papa Wojtyla, che considero della mia nomina perchè avvenuta proprio mentre frequentavo il Corso Allievi, e sono diventato Commissario nel 1999, primo del concorso su 354 partecipanti.
Quindi non sono proprio l’ultimo arrivato, come qualcuno, e so di cosa parlo.
La mia intenzione è criticare il  vostro ruolo, i risultati che avete ottenuto  e non le persone, che non voglio assolutamente giudicare,  memore della famosa parabola della pagliuzza e della trave.
Scrivo per spiegare i motivi per i quali non verrò a ritirare niente, nonostante il vostro cortese  invito,  benché  mi dispiaccia,  dopo aver vissuto  più di 42 anni all’interno della P.L. e sapendo quello che ho fatto e soprattutto quello che ho dato.
Ma me ne sono fatto una ragione, mi basta la stima e l’amicizia dei colleghi coi quali ho lavorato e condiviso il mio lungo percorso, ricco di soddisfazioni.
Il riconoscimento di quello che si è, sia dal punto di vista umano che professionale, viene solo ed esclusivamente dai colleghi che ti conoscono, non certamente dal Comando, men che meno da questo Comando, che ha sempre dimostrato incapacità nel valorizzare le persone e premiarne i meriti, limitandosi a vivacchiare per mantenere lo status quo ed affidandosi in molti casi a veri e propri YES-MAN, definizione eufemistica….
Per chiarire, non dev’essere il Sindaco a dirvi che siete  stati bravi, ma sono i cittadini e i colleghi
La mia carriera ( e qui mi viene in mente l’attestato….) avrebbe potuto e dovuto essere diversa, ma nel 2015 l’allora comandante, decise di denunciare me ed altri 3 colleghi senza che avessimo fatto null’ altro che il nostro dovere. Venimmo trasferiti dalla sera alla mattina come malfattori, fu avvisata la stampa, perché  la vicenda riguardava l’Expo e si condusse  una grandiosa indagine di P.G., degna degli investigatori di Scotland Yard, che portò ad un’ovvia archiviazione da parte della Procura ; il classico fuoco amico, quello che non ti aspetti e ti colpisce alla schiena.
L’Amministrazione, che non ci aveva comminato alcun provvedimento disciplinare e addirittura neanche aperto un fascicolo, dopo l’Ordinanza di archiviazione,  ci ha pure  pagato le spese legali (qualche decina di migliaia di euro di soldi pubblici,  che forse qualcuno dovrebbe chiedere a quel comandante…..), ma quello che abbiamo vissuto, umanamente e professionalmente, lo sappiamo solo noi e non lo auguro a nessuno.
Nel linguaggio mafioso, che mi dispiace usare ma che rende l’idea, si dice che una persona è ” mascariata”, ovvero sporcata, infangata,  anche se non ha fatto nulla. Se ne distrugge l’immagine e questo è  quello che conta.
Chiaramente questo Comando  così efficiente e dei cui risultati parleremo dopo, si è guardato bene dal  chiedere scusa ( sì, proprio scusa)  e di riabilitarci.
Troppo difficile, troppo impegnativo, troppo rischioso e troppo serio.
Guai a prendersi una responsabilità, si comanda solo per le cose comode, le ” rogne ” meglio ignorarle, bisogna mantenere ” l’acqua cheta”……
In realtà il Comandante mi aveva ricevuto e fatto una proposta per rientrare in Comando anche con un ruolo di una certa importanza, dicendomi però, testualmente ” che avrei dovuto sotterrare l’ascia di guerra”, al che ho rinunciato, perché il mio carattere non è da invertebrato e sono abituato a dire quello che penso, anche a costo di pagare di persona.
Purtroppo per me, ho sempre dato più importanza alla sostanza che alla forma, senza capire che nel nostro ambiente, basta  essere bravi a millantare o a  vendersi
A 62 anni, allora ne avevo 60, non potevo sentirmi dire  che dovevo fare il bravo, forse potrei essere io a dirlo ai più giovani,  se è vero che la vita è una ruota….
Anzi, gli avevo lasciato da leggere anche 3 libri scritti nel periodo dell’Illuminismo, il cui argomento erano i  ” lacche’ ” di corte. Uno s’ intitolava ” L’ ARTE DI STRISCIARE”, gli altri 2 non ricordo….Ha detto che li avrebbe letti, non so se l’abbia fatto, ma non me li ha più restituiti…..
Ma questa vicenda, non è il motivo principale che m’ induce a non voler ricevere, anche solo formalmente,  riconoscimenti da Voi, perché quello che davvero mi rattrista, è non riconoscermi più in questa Polizia Locale.
E, vi assicuro, non è un sentimento solo mio, ma comune a tutti i colleghi, giovani e anziani, che assistono impotenti al decadimento del Corpo in atto sotto la vostra gestione, che svilisce il nostro ruolo e distrugge la nostra immagine e la nostra storia.
E mi dispiace tantissimo, perché questo lavoro è stato la mia vita, mi ha formato come uomo  e mi ha fatto crescere, dato sicurezza, insegnato a stare al mondo.
Manca completamente l’organizzazione e si naviga a vista, nello sfascio più totale e Voi mi sembrate i suonatori del Titanic, sorridenti per le loro note mentre l barca affonda….
Partiamo dalla questione badge, paladino delle battaglie dell’Amministrazione e del Comando. Oltre a non essere per niente funzionale, non è neanche possibile da applicare alla P.L., altrimenti sarebbe stato fatto in passato, da chi rivestiva  ruoli di responsabilità e di Comando prima di voi conoscendo IL NOSTRO LAVORO alla perfezione  e che oggi rimpiangiamo.
Ma era un obiettivo, bisognava “segnare il territorio” e quindi è stato fatto.
Si dirà, c’è in tutta Italia, ma a Milano siamo sempre stati avanti, soprattutto dopo il vostro insediamento, quindi la cosa non si spiega.
E funziona talmente bene, che se si rompe un’apparecchiatura per timbrare ( non volevo dire macchinetta..) o qualcuno si dimentica di timbrare, non succede niente, perché si sta andando avanti con le variazioni a mano sul brogliaccio, esattamente come 50 anni fa’…..
Quindi un successone, un grande risultato di questo Comando che ha messo tutti in riga, con perdite di tempo infinite e gente che fa avanti e indietro in  pattuglia, perché ognuno timbra in un posto diverso.
Dovrebbe entrare in funzione il famoso sistema gestionale, ma sono passati 2 ed è ancora tutto fermo, della serie prima o poi ce la faremo.
Complimenti, facendo un analisi costi- benefici un fallimento totale, tanto che  nel privato vi avrebbero licenziati di sicuro.
Ovviamente della qualità del  servizio e degli interventi non interessa a nessuno, della timbratura si, il fumo sempre prima dell’arrosto, anche se il fumo non si mangia.
Un collega del R.R.M., mi ha riferito che nel corso di una riunione sindacale tenutasi qualche tempo fa, un dirigente del Settore Risorse Umane che non ho il piacere di conoscere, ovviamente anch’egli consulente esterno e, mi dicono, ex collaboratore di Renzi quando era Sindaco a Firenze (il che di questi tempi è tutto dire…), avrebbe detto che noi saremmo  impiegati comunali con la Divisa e che quindi utilizzare il badge era cosa normale come per tutti gli altri dipendenti.
Il nocciolo della questione, anzi dello sfascio, sta proprio in affermazioni come questa, fatte da persone arrivate ieri che non sanno niente del nostro lavoro, ma ne parlano e lo denigrano.
I nostri compiti sono precisi e previsti da leggi dello Stato e la nostra attività è ben defìnita; sappiamo bene di non far parte del Comparto delle Forze dell’Ordine,, ma conosciamo le nostre attribuzioni e  il nostro ruolo.
Forse qualcun altro non lo sa, e ci utilizza facendoci fare cose che non ci spettano, snaturando la nostra figura.
Non siamo Polizia di serie B, siamo un’altra cosa, nata ancora prima dello Stato Italiano e dell’Unità d’Italia, tanto per chiarire.
Ma se il politico di turno, attraverso il Comandante di turno (toh,  tutti fanno i turni come noi….) utilizza la P.L. per fare altro, secondo le sue finalità politiche, il discorso cambia.
I nostri compiti sono chiari, dovremmo fare quelli e non  altri, che non ci competono, com’era una volta.
Invece, a seconda della necessità, facciamo i poliziotti, senza averne nè l’addestramento, nè la struttura e, soprattutto, neanche le tutele.
Magari a qualche collega piacerà, ma il problema non è se ci piaccia o meno, ma se ci competa.
Il Comandante dovrebbe saperlo, sottolineo dovrebbe, ma la tendenza è obbedire alla politica e usarci, male e a sproposito, anche a costo di fare figuracce,tralasciando quelli che da sempre sono i nostri compiti e soprattutto quello che i cittadini si aspetterebbero  da noi, a meno di non pensare che i cittadini siano stupidi….
E quindi , ci sono nuclei che manco i  colleghi conoscono o sanno di cosa si occupino,, distaccamenti in Procura che sono più del triplo di quelli che dovrebbero essere e  non c’è un collega in servizio esterno se non in straordinario.
Cioè tutti hanno un ruolo, tutti fanno qualcosa, tutti contribuiscono al funzionamento della macchina, ma in strada non c’è nessuno.
Per vedere qualcuno in strada, bisogna comandarlo  in straordinario, ovvero per fare il nostro lavoro, l’Amministrazione ci paga due volte.
Che spettacolo e che splendida organizzazione!
C’è gente appena assunta o che arriva da fuori comune, quindi da realtà completamente diverse, che viene assegnata ad uffici strategici, che non fa un minimo di gavetta, spesso ai danni di colleghi meritevoli che assistono sgomenti a queste ingiustizie.
Non c’è più personale per coprire i servizi turnati, come detto la gestione funziona solo con gli straordinari, tant’è che pare ci sua una voce appositamente riservata  alla P.L. di Milano per coprire il servizio ai mercati o quando si spegne un semaforo, anche nel ricovery plain…..
Non capisco se questa situazione la vediate, la viviate e  se vi arrivino delle voci o se stando chiusi nelle vostre stanze pensiate che vada  tutto bene.
Forse lo sapete, ma non volete che si dica perché sarebbe come ammettere di aver fallito,  ma non mi sembra corretto, si può anche sbagliare, ma bisogna assumersi le proprie responsabilità, come ruolo e retribuzione richi
In verità, non è facile fare il Comandante se si viene dall’esterno, non si conoscono l’ambiente, il funzionamento della macchina, le peculiarità del lavoro, le persone. Non si sa nemmeno cosa si gestisce, dove sono i Comandi di Zona, i distaccamenti degli uffici, i presidi di periferia.
Per esempio, negli ultimi 3 anni  il Comandante in Via Fiamma non  è mai venuto, forse non sapeva  la strada, ma il suo autista sicuramente  sì,  o forse non aveva tempo e mi dispiace, perché avrebbe visto il gabinetto ( non il suo inteso come ufficio…) dove si cambiano le colleghe, composto unicamente  da water  e/o turca, perché non c’è uno spogliatoio loro riservato (ma che importanza ha, del resto?).
Se fosse venuto, si sarebbe reso conto di com’è fatto quel posto, dove trasferisce gli ” indesiderabili”, la classe dei “paria”
Avrebbe visto che lì non c’e’ nessuno in  giacca e cravatta, perché e’ un ‘autorimessa e sono tutti in tuta da lavoro, ma forse si sarebbe sporcato..
Poi, se fosse sceso al piano -2, avrebbe trovato  più di 400 biciclette sequestrate, nonostante l’ autorimessa non sia un deposito, che stanno lì da 10 anni perché nessuno sapeva dove metterle, men che meno gli scienziati che comandavano allora, e delle quali nessuno anche  sa cosa fare
Magari , se fosse andato in giro per la città, avrebbe visto l’assoluta assenza  da parte nostra nel controllo del territorio e si sarebbe posto qualche domanda,  gli sarebbe venuto qualche dubbio o, meglio ancora,  avrebbe perso qualche certezza.
Non si può fare solo la spola da Via Beccaria a Palazzo Marino, la Polizia Locale è una realtà un po’ più complessa…
E quando si comincia a capire come funziona la macchina, dove si  è capitati e cosa si dovrebbe fare, arriva la fine dell’incarico.
Certo, la colpa non è vostra ma della politica, che ha creato questo mostro delle consulenze esterne, che oltre a divorare centinaia di milioni di euro in tutta Italia, di fatto distrugge gli Enti Pubblici, chiamando  a dirigere gli uffici ed i settori della P.A. persone che non hanno alcuna conoscenza o competenza, ma solo santi in  paradiso.
Si sta in scia di qualcuno di importante e si occupa un  posto, funziona così. Come dipendenti e prima ancora come cittadini, avremmo il diritto di vedere persone capaci nei  ruoli di gestione e di comando,  magari provenienti dall’interno, con esperienza e competenza, perché si hanno grosse responsabilità e ci vogliono attitudini e specializzazioni, oltre che  requisiti minimi, mentre invece chiunque può essere nominato ;  si chiama spoils system, ovvero nominare i propri uomini di fiducia finché si resta in carica ” a prescindere”, come diceva Totò ( attore 1898 – 1967)
 E questo vale ancor di più per ruoli istituzionali,  assessorati e ministeri,  dove occorrerebbero competenze enormi, perché si ha la responsabilità della vita di milioni di persone e invece si suppone che tutti possano fare tutto o che lo imparino alla svelta, cosa che non esiste.
Si spacciano per manager soggetti che di fatto non lo sono, tanto paga Pantalone.
Vorrei vedere chi di voi si affiderebbe a un chirurgo incapace per un’operazione seria  o a un avvocato alle prime armi in un processo importante, piuttosto che a un muratore per progettare un ponte, ma negli Enti Pubblici chiunque può occupare un ruolo dirigenziale, anche se non propriamente esperto.
Non funziona niente ma ci si autocelebra a più non posso, si rilasciano  interviste con dati, numeri, che nessuno dall’esterno può confutare ma che tutti dall’interno sanno non essere reali. Si da un un’immagine del Corpo come se fosse una macchina da guerra, mentre è in caduta libera.
E questo nonostante l’impegno dei colleghi, lasciati soli in questo mare magnum di devastazione e che cercano col loro lavoro, di mettere qualche pezza  sostituendosi ad un’organizzazione che non c’è.
La domanda che uno si pone è:” ma chi dovrebbe organizzare?”
Però guai a lamentarsi, guai a fare presente quello che non va, magari proponendo soluzioni, perché si disturba il conducente,  che non può essere distratto dalla manovra.
Come diceva Dario Fo ( attore, autore,  cantante, 1926 – 2016 ) in quella famosa canzone” ….e  sempre allegri bisogna stare,  che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam “.
E questa mancanza totale  di organizzazione, ormai inesorabilmente sedimentata, è emersa in modo clamoroso con lo scoppio della pandemia lo scorso mese di marzo, quando per carenze dell’Amministrazione, peraltro comprensibilissime vista l’impreparazione generale, si è deciso, col placet dei sindacati, di lasciarci a casa in ferie, con la scusa che tutti ne avevano di  arretrate, come se le avessimo nascoste con qualche sotterfugio e non accumulate per la marea dei servizi richiesti e la pessima organizzazione della struttura Comando.
Cioè, mancavano i dispositivi di protezione individuale, mancavano le mascherine, non sapevate come organizzare il personale, l’unica preoccupazione era che nessuno si ammalasse denunciando il Comandante in qualità di responsabile della sicurezza, e quindi la scelta è stata quella lasciarci a casa, con la scusa della tutela della salute che,  beninteso, è  una cosa importante, ma non dirimente per chi  fa il nostro lavoro o quello del medico e dell’infermiere.
Nell’emergenza ci sono figure indispensabili e noi lo siamo, altrimenti si fa un altro mestiere, non so se vi  è chiaro e se non vi è chiaro è grave, perchè vuol dire che siete fuori strada e non sapete  nè quello che siamo, nè quello che dovreste fare.
Avete creato un pastrocchio, c’era gente che faceva  doppi turni nel pieno della pandemia ed altri forzatamente a casa, proprio nel momento in cui tutti, sottolineo tutti, avremmo dovuto essere impiegati all’esterno, al servizio della città e dei cittadini.
Una vergogna, anzi una farsa, acuita dal turn-over  (falso e mai attuato) e dalla barzelletta degli agenti in panchina pronti a sostituire gli eventuali ammalati, manco stessimo giocando a pallone.
Come se in un ospedale, due terzi dei medici e  degli infermieri stessero a casa nel pieno dell’emergenza.
E pensare che in Regione Lombardia, l’Assessore alla Salute è stato sostituito per aver detto che mai avrebbe richiamato in servizio i medici  in ferie durante le vacanze di Natale, anche se nell’emergenza per la campagna di vaccinazione antiinfluenzale, perché stavano smaltendo ferie arretrate!
Siete riusciti a farmi provare una vergogna tale e come me a tutto il Corpo, da cancellare una vita di lavoro onesto, altro che venire a ritirare l’attestato!
“NOBIS URBEM COMMENDANT”, a noi è affidata la città, questo è il nostro motto, la nostra storia,  da centinaia d’anni prima del vostro avvento, per il quale moltissimi  colleghi hanno dato la vita e voi, figure che nessuno ricorderà se non per queste tristi avvenimenti, avete osato infangare la nostra dignità di uomini e di lavoratori.
Ma chi siete per esservi permessi tutto questo?
Tutta la vostra vita si dovrà portare dietro il macigno della scelleratezza di questa scelta, come noi ci porteremo dietro la vergogna per  quello che ci avete costretto a subire.
La nostra indignazione ha offeso e sorpreso anche il Sindaco, che si è sentito attaccato e, per rimediare al clamore  che questa cosa aveva avuto  sulla stampa, diceva  in TV nei suoi collegamenti quotidiani in streaming, che c’era troppa gente in giro e che aveva chiesto al Comandante di aumentare i controlli.
E come  no,  con la gente a casa in ferie!
Per non parlare dello smart – working, che a parte qualche Ufficio particolare dove è sicuramente legittimo e opportuno, con la stragrande maggioranza della nostra attività è assolutamente incompatibile ed ingiustificato e che abbiamo visto fare a colleghi che mai avremmo immaginato ( anche qui grazie al determinante  apporto dei sindacati, come sempre sul pezzo, ovviamente sbagliato).
Per farvi capire, la Polizia Locale sta allo smart-working , come Inter – Juve sta al Subbuteo…..
In buona sostanza (e stavolta più che l’attestato voglio pensare alla placca, almeno per cambiare…), il combinato disposto tra Amministrazione e Comando ha generato un corto circuito che ha mandato in tilt la macchina, con danni irreparabili.
Che tristezza, la P.L.non ha più un’identità, è semplicemente uno strumento in mano alla Politica con un Comandante che si attiene a tutti i suoi desiderata,  trattandosi del suo datore di lavoro, senza nemmeno porsi il problema se quello che gli viene chiesto sia legittimo o meno.
Cioè noi, che dovremmo operare nell’alveo delle leggi e dei regolamenti, non contiamo più nulla, dobbiamo fare quello che ci chiedono, anche se sbagliato.
Così vediamo nascere piste ciclabili fuori norma, con segnaletica incomprensibile oltre che  sbagliata, pericolose per la sicurezza della circolazione e piuttosto che intervenire ed esercitare il nostro ruolo, segnalando le irregolarità ed eliminando le  situazioni di pericolo, istituiamo un gruppo di agenti in monopattino che le pattugliano per far cosa non si sa, se non un po’ di folklore.
E che dire della sperimentazione proprio della circolazione dei monopattini lo scorso anno, dopo che era stata presentata in pompa magna da Sindaco e Assessore ed immediatamente rientrata per la mancanza delle Ordinanze necessarie dopo una serie di accertamenti della Procura?
Altra gran bella figura, con interviste e dichiarazioni che dicevano prima tutto e poi il contrario di tutto.
E per chiudere in bellezza, fate una riflessione sul pasticcio dei tavolini in carreggiata fuori dai locali pubblici, presentato come provvedimento geniale che doveva ridare fiato alle attività penalizzate dalla pandemia.
Ovviamente provvedimenti fuori norma, fatti in fretta e furia per compiacere qualcuno che li aveva sbandierati e, meraviglia delle meraviglie, veicoli di contagio, perché hanno favorito la movida estiva e gli assembramenti, contribuendo a generare la seconda ondata e i successivi lock-down.
Cioè,  in poche parole abbiamo fatto un danno e ce ne siamo anche vantati…
Però vuoi mettere che spettacolo passare per strada e vedere tutte queste desolanti  occupazioni  deserte e in stato di abbandono, mentre ci sono 10 gradi sotto zero,  che sottraggono spazi per la sosta, per la felicità dei residenti?
Proprio adesso poi, che i bar non possono nemmeno fare asporto dopo le 18.00.  Utilissimi,  Speriamo se ne facciano altri….
Bene, spero di non aver dimenticato niente, tenetevi attestato e placca e grazie lo stesso per il pensiero, magari un giorno ci ripensero’…..
I colleghi che verranno a ritirarli fanno bene e se li meritano, a loro va il mio abbraccio perché gli voglio bene.
Chiudo con un pensiero di Bertand Russel ( filosofo, 1872- 1970),  del quale, essendo in pensione, sto leggendo ” Elogio dell’Ozio” , che in qualche modo chiarisce meglio quello che provo  e quello su cui, forse, dovreste riflettere.
“NON SMETTETE MAI DI PROTESTARE.
NON SMETTETE MAI DI DISSENTIRE, DI PORVI DOMANDE, DI METTERE IN DISCUSSIONE L’AUTORITÀ, I LUOGHI COMUNI, I DOGMI.
NON ESISTE LA VERITA’ ASSOLUTA.
SIATE VOCI FUORI DAL CORO, SIATE IL PESO CHE INCLINA IL PIANO.
SIATE SEMPRE IN DISACCORDO PERCHE’ IL DISSENSO E’ UN’ARMA.
SIATE SEMPRE INFORMATI E NON CHIUDETEVI ALLA CONOSCENZA, PERCHÉ ANCHE IL SAPERE E’ UN’ARMA.
FORSE NON CAMBIERETE IL MONDO, MA AVRETE CONTRIBUITO AD INCLINARE IL PIANO NELLA VOSTRA DIREZIONE E AVRETE RESO LA VOSTRA VITA DEGNA DI ESSERE RACCONTATA
UN UOMO CHE NON DISSENTE È UN SEME CHE NON CRESCERA’ MAI”
Gioacchino CASTIGLIOLA, ex vigile

14 thoughts on “Un Vigile in pensione racconta i problemi della Polizia Locale di Milano

  1. Bravo, anche io non andrò a ritirare l’attestato e la placca di servizio.
    Mi basterà l attestato di stima dei colleghi ogni volta che li incontrerò, mentre la placca di servizio e solo un oggetto perché quella reale risiede in ognuno di noi.
    Vigile Alberti Guido come mi chiamavano i colleghi anni fa.

  2. Gioacchino ciao, sono andato in pensione il 1 luglio 2018, come te non sono andato a ritirare la placca e l’attestato, questo perché disgustato dalla strada percorsa da questo Corpo ormai sfasciato. Chi doveva porgermi quei “”riconoscimenti”” era un Comandante che ai miei occhi era un perfetto sconosciuto, un uomo messo li dal potere … non si sa per cosa.
    Sono stato partorito come Vigile Urbano sotto il Comando del Dott.Stefano Avv. Pastorino il Comandante. Da lui e con lui avrei accettato ogni cosa.. era un signore ed una vera persona di comando.
    A te Gioacchino, i migliori auguri di una buona e serena pensione… Ciao, ti abbraccio!

  3. Gioacchino, collega, hai scritto ciò che condivido pienamente, ed anche qui a Genova, stiamo….sopportando e subendo! Forse siamo fuori dal tempo, ma i danni di questa attualità sono inconfutabili. In bocca al lupo ai….” giovani”….

  4. Essendo stato collega di Gioacchino per decenni, non posso che condividere pienamente tutto ciò che ha scritto.
    Ed ammiro il coraggio di dire la verità. Servirà a niente in questa città. È troppo tempo e precisamente da quando il comandante Pastorino lasciò il Corpo che si sono succedute figure assolutamente non all’altezza. Lo sfascio ormai è insanabile. Poveri Vigili e povera città.

  5. Ho al mio attivo solo 28 anni di servizio, ed effettivamente ogni qual volta che vi era il cambio dell’ amministrazione, il giorno dopo, al Corpo della Polizia Locale, venivano assegnati servizi di lavoro diversi, che noi non capivano a cosa servissero. C’era una logica dopo che riflettevi un po’: in base ai progetti di questi ” Illustri Illuminati”, premio di produzione, promozioni ai livelli superiori. E noi???? Esecutori di questo sistema, nessun riconoscimento. Con gli anni, ho limato il mio carattere, perché il rapporto con il cittadino è molto, ma molto cambiato, in senso negativo, perché tu in un certo qual modo rappresenti lo Stato, le Istituzioni, la Burocrazia, che vuole e non dà. E a questa amministrazione, così come tanti altri Enti non gliene frega nulla del benessere del cittadino che magari l’ha anche votato, vedono solo i loro interessi, altro : ” Che ama il tuo prossimo”, qualsiasi fede religiosa tu segua.

  6. Onore e rispetto ad un uomo ( un collega ) che ha avuto il coraggio di dire la verità.
    Verità che rispecchia non solo la realtà di Milano, ma tutte le Polizie Locali da Nord a Sud

  7. Concordo in toto quello che hai scritto, purtroppo i Vigili Urbani, ora Polizia Locale, sono alla frutta perchè comandati da incapaci. Io mi considero ancora un Vigile Urbano che ha fatto il suo dovere per 40 anni e passa, ma mi fa tanto male vedere come ci hanno conciati. Grazie Gioacchino, ti ho sempre considerato un grande collega e da adesso lo sarai ancora di più.
    Anch’io non sono andato a ritirare attestato e placca perchè quello che considero veramente importante è quello che mi hanno dimostrato i colleghi. Grazie ancora.

  8. Colleghi, come vi capisco.
    Mi sembra che ci sia stata una manovra fatta apposta per allontanare quelli che avevano un certo stile. Per togliermi di torno sono stato denunciato per falso in atto pubblico perché ho scritto che non ero al corrente di un fatto successo in zona mentre ero in ferie in corsica con la mia famiglia. Ovvio che dopo 5 anni di udienze e 17 Milà € di spese parzialmente rimborsate sono stato assolto alla grande. Tutto questo al solo fine di farmene andare disgustato da questa dirigenza incapace e mafiosa. Eh sì me ne sono andato in pensione appena ho potuto. Siamo in buona compagnia, ma ora ho superato tutto questo e mi sono dedicato a dare una mano agli anziani del mio paesello. Vi seguo con piacere e vi invito a lasciare il passato ed a pensare al futuro.
    Un saluto a tutti.

  9. Sono un ex VIGILE URBANO, in pensione da più di tre anni, e concordo pienamente con quanto da te scritto. I vari sindaci/ assessori che si alternano a “governare” guardano sempre più al loro interesse politico che non all’interesse della cittadinanza. Speriamo che col tempo possa cambiare qualche cosa. A te e a tutti i vigili urbani un abbraccio .

  10. Io invece sono un collega ancora in servizio e concordo pienamente con quanto hai scritto. Purtroppo non servono altre parole per descrivere meglio la situazione in cui ci troviamo a lavorare. In futuro…? Chissà…

  11. Condivido tutto, e potrei aggiungerne! Ma sono ancora dentro…a Milano non conta COSA fai, ma CHI sei! E’ in corso l’ANNULLAMENTO della PL

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