Ridiamo energia alle case popolari
Mentre i numeri disastrosi degli incidenti dei monopattini illustrano con drammatica chiarezza i danni dei bonus a caso del governo, il lockdown morde all’osso i più poveri. La situazione, per i tanti che vivono di economia informale, sta rapidamente deteriorandosi. Ecco, quindi, che in questo contesto è certamente puntuale la proposta del Consigliere di Municipio 7 Franco Vassallo, vista soprattutto la sua delega per le case popolari: 
“Chi vive nelle case del Comune, in questi giorni, ha sempre più problemi. La gran parte causata dalla gestione del patrimonio immobiliare, ma non possiamo ignorare anche il costo delle utenze. In effetti, la bolletta bimestrale, è composta soprattutto da queste spese. Il fenomeno va inquadrato: il sistema energetico, soprattutto il riscaldamento ed in parte l’elettricità, è vecchio e poco controllato. Nel caso del riscaldamento questo si traduce immediatamente in costi più alti della media.
Nel caso dell’elettricità non possiamo dimenticare i molti casi di abusivismo, con intere famiglie attaccate ai contatori degli inquilini regolari. A questo si deve aggiungere il metodo di calcolo: non ovunque, anzi potremmo dire sporadicamente, i costi sono legati ai consumi, spesso si usa ancora il sistema dei metri quadri. Un metodo antiquato, che sottovaluta le case piccole, ma stipate, e sopravvaluta le case più grandi, magari abitate solo da una coppia di anziani.
E sopra tutto questo aleggia da sempre il fatto che per far quadrare i conti, gli onesti pagano doppio: per sé e per chi onesto non è. Fin qui la situazione attuale. La proposta che faccio al Comune è di pensare ad una moratoria per i costi energetici. La gente, chiusa in casa, non può restare al buio ed al freddo. E non è nemmeno realistico pensare di seppellirla sotto montagne di debito che non potrà mai ripagare.
Concentriamo, quindi, i fondi sulle priorità. Che non sono le piste ciclabili, l’urbanistica tattica o la flotta di Bikemi, ma il riscaldamento e la luce dei poveri. Un tempo alla sinistra una banalità del genere non avremmo mai dovuto spiegarla. Ma, d’altronde, un tempo Beppe Sala a sinistra sarebbe andato solo dopo aver messo la freccia per superare in autostrada”.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.