Nonostante il limite agli spostamenti scattati con la zona rossa a Milano e in Lombardia, nella metropoli torna a salire oltre il livello di guardia la concentrazione di polveri sottili. Le centraline Arpa hanno infatti registrato ieri valori di poco sopra la soglia dei 50 mg/mc in tutte i punti di rilevamento: 54 mg/mc in viale Marche, 52 mg/mc a Città Studi, 56 mg/mc in via Senato e 51 mg/mc al Verziere. Raggiunta la soglia di guardia anche nell’area metropolitana dove, a Pioltello, è stato registrato un valore pari a 50 mg/mc. Le concentrazioni di Pm10 avevano superato i limiti di guardia anche alla fine della scorsa settimana con valori in città compresi tra i 54 e i 66 mg/mc venerdì e tra 50 e 63 mg/mc sabato, per poi rientrare nei limiti nella giornata di domenica.
“I dati registrati durante il primo e secondo lockdown certificano che le auto ormai non sono causa dello smog. Quindi si abbia il coraggio di smontare tutte le inutili e costose misure green e si punti sulla libertà di movimento e sul rafforzamento del trasporto pubblico e della logistica”: lo ha affermato Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino commentando i dati Arpa che segnalano un innalzamento delle polveri sottili nonostante la limitazione degli spostamenti data dal lockdown.
“Gli esperti dell’Osservatorio Meteorologico Milano-Duomo confermano quello che sosteniamo da tempo: l’innalzamento delle polveri sottili non è dovuto alla mobilità privata. A incidere in maniera determinante sono altri fattori, come il riscaldamento domestico”: lo afferma Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Questi dati – prosegue l’azzurro – dimostrano che la guerra che la giunta Sala sta facendo alle automobili è puramente ideologica: la tutela dell’ambiente c’entra poco o niente. Anziché creare disagi agli automobilisti con decine di autovelox e tagli selvaggi ai parcheggi – conclude Comazzi – la sinistra rinunci alla sua politica ‘green’, che ha prodotto soltanto incidenti e una viabilità schizofrenica come in corso Buenos Aires”.
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