Il commento di Luciano: Quarta giornata serie A

Sport
Buon giorno amici sportivi,
quarta giornata e altre sorprese in arrivo sulle big della serie A. Gli anticipi del sabato infatti registrano successi fragorosi della Sampdoria a spese della Lazio, del Napoli a spese dell’Atalanta, e del Milan a spese dell’Inter in un derby che poteva finire con più gol e anche in pareggio. Fatica anche la Juventus di fronte alla neopromossa Crotone, che le tiene dignitosamente testa e la inchioda sul pareggio.
Per la cronaca, si gioca ad iniziare da Genova dove i biancocelesti di Inzaghi incappano in una pesante batosta (3-0) , con la non banale scusante di una formazione largamente monca di elementi del calibro di Immobile, Lazzari, L.Felipe, Radu , Bastos e LulicMilinkovic Savic e Luis Alberto non bastano a compensare lo squilibrio e la Sampdoria ne approfitta senza esitazione con Quagliarella (32′), Augello (51′) e Damsgaard (74′), portando a casa 3 punti di lusso dopo quelli conquistati contro la Fiorentina, piazzandosi a quota 6.
Napoli, altro festival del gol  (4-1) ma stavolta la regola del 4 non sorride all’Atalanta, che la quaterna la subisce senza alcuna scusante. Il Napoli ha dominato sul campo, e a tutto campo, invischiando l’Atalanta in una fitta rete di centrocampo e rapidi affondi in attacco. I ragazzi di Gasperini hanno perso ben presto l’orientamento e non sono riusciti a recuperare il bandolo della matassa, apparendo stanchi e mentalmente piuttosto scarichi. Il Napoli ha potuto organizzarsi al meglio godendo di insoliti spazi, e ha piazzato il primo affondo con una doppietta di Lozano nello spazio di 4 minuti, un ko che l’Atalanta ha accusato visibilmente senza raccapezzarsi. A conferma della giornata eccezionalmente negativa, va a fondo del tutto entro la fine del primo tempo con i gol di Politano che firma il 3-0 al 30′ e con Osimhen poco prima dell’intervallo, chiudendo virtualmente i giochi. Anche nella ripresa, le cose non cambiano e l’unica luce (tardiva) per l’Atalanta la accende Lammers, con il gol della bandiera al 69′. Serata da dimenticare per i bergamaschi, che difficilmente riusciranno a disputare un’altra partita tanto anonima da riportarli indietro di 4-5 anni.
E non finiscono qui i risultati a sorpresa, visto che a conclusione degli anticipi si vede la Juventus pareggiare (1-1) a Crotone, costretta alla rimonta e ad accontentarsi di un deludente pari raggiunto da Morata al 21′, dopo il vantaggio dei padroni di casa al 12′ con gol di Simy su rigore. Lo stesso Morata, ha interpretato al meglio il ruolo di vice Ronaldo (assente per contagio Covid) segnando il gol e colpendo un palo, ma sfiorando la doppietta personale annullata per fuorigioco dopo consulto VAR. La fase opaca della Juventus si conferma anche con episodi come quello del 60′, quando rimane in 10 e perde Chiesa. L’ex viola è alla sua prima partita in bianconero e va subito in rosso diretto (forse eccessivo), per un fallo duro ma non cattivo su Cigarini. I tentativi della Juventus di impadronirsi dei 3 punti si arenano quindi sul VAR e su un palo , ma appare evidente lo stato di forma poco brillante anche nel gioco. L’assenza di Ronaldo è comunque una zavorra, con tutto il rispetto per l’ottimo Morata.
L’altra partita di cartello, il derby della Madonnina (primo a S.Siro senza pubblico tranne i “1000 garibaldini” ammessi), termina stavolta con una vittoria dei rossoneri (2-1) che mancava da oltre 4 anni, in cui l’Inter aveva razziato tutto il malloppo per 4 volte consecutive. Incontro che per il Milan si è illuminato grazie al suo faro, il 39enne immortale Ibrahimovic autore della doppietta vincente che permette alla squadra di Pioli di restare al comando a punteggio pieno dopo 4 giornate. Troppo presto per illudersi, ma non per sperare giustamente di poter competere a lungo in alta quota , complici gli inciampi in cui stanno visibilmente cadendo le altre big del nostro calcio. In questo derby, l’Inter ha mostrato quelli che sono i suoi limiti attuali, focalizzati su un modulo difensivo che soffre le ripartenze avversarie, in questa occasione particolarmente anche per le notevoli assenze causate dalla positività al tampone di ben 5 elementi. Mancavano infatti all’appello Skriniar, Bastoni, Nainggolan, Young, Gagliardini, + Sensi (squalifica). E i problemi in difesa sono puntualmente riemersi , ad iniziare dal banale intervento in area di Kolarov su Ibra che ha causato il rigore del vantaggio: batte lo stesso IbrahimovicHandanovic intuisce e respinge ma lo svedese riesce a recuperare e ribadire in rete. Problemi che si evidenziano con maggior chiarezza appena una manciata di minuti più tardi, al 16′, quando Leao supera in corsa D’Ambrosio sulla sinistra e crossa in mezzo dove la pesca Ibra che, lasciato inspiegabilmente tutto solo, di piatto insacca senza difficoltà il 2-0. Il doppio svantaggio comunque non spegne l’Inter, che reagisce rabbiosamente e mette alle corde il Milan in diverse occasioni prima del pareggio. L’1-1 ad opera del solito Lukaku al 28′, su appoggio di Perisic in piena area, grazie anche ad un liscio di Donnarumma sul quale è pronto il belga a battere in rete. Nella ripresa, al 58′ Hakimi manca di un soffio il vantaggio su ottimo cross di Vidal, e al 73′ il secondo grande brivido per il Milan: Lukaku va giù in area su intervento in tuffo di Donnarumma, l’arbitro indica il dischetto ma dopo un lungo consulto VAR torna sui suoi passi e assegna la rimessa dal fondo al Milan. Il centravanti interista è rilevato in lieve ma indiscutibile fuorigioco. Ultima grossa occasione per il pareggio dell’Inter, in pieno recupero, quando Lukaku si divora l’occasione del pareggio, solo davanti a Donnarumma, ma probabilmente disturbato da dietro da Theo. Fine della storia, con l’arbitro che se ne va con 6 nomi sul taccuino, ammoniti 3 per parte, oltre al tecnico rossonero Pioli. E con Lautaro che recrimina, non senza ragione, per alcune trattenute e abbracci fuorilegge (anche per Covid) dei suoi controllori, non rilevate dall’arbitro a cui vorrebbe dire qualcosa, ma saggiamente non lo fa.
Domenica, ancora 5 incontri, che pur non essendo all’apice dell’interesse offrono buoni spunti di cronaca. E difatti, già nella gara delle 12,30 tra Bologna e Sassuolo si conferma la straordinaria tendenza alle sorprese di questa giornata: altra scarica di gol

(3-4) da ambo le parti, ma lo stupore, se ancora è lecito usare il termine, viene dal Sassuolo sotto 3-1 al 63′ e capace, in meno di un quarto d’ora, di ribaltare completamente il risultato e vincere con le reti di DjuricicCaputo e autogol di Tomiyasu. Per il Bologna, illusorie le reti di Soriano (9′) per il primo vantaggio poi annullato da Berardi al (18′) e del raddoppio di Svanberg (39′), a cui si aggiunge il terzo gol di Orsolini (60′). E con questo terzo poker consecutivo, il Sassuolo si porta al secondo posto con 10 punti, mentre il Bologna rimane fermo a 3.

Torino-Cagliari, altra partita ricca di gol e altro pronostico smentito, è il Cagliari che torna a casa con il sacco pieno. 3-2 per i sardi e terza sconfitta di fila per il Toro che resta a secco, zero punti in 4 partite. Partono subito i granata con Belotti su rigore al 4′, pareggia il Cagliari con Joao Pedro al 13′ ma la doppietta di Simeone (al 19′ e al 72′) rende inutile quella di Belotti del provvisorio pareggio al 50′.

Non si placa la sete di gol delle squadre, anche Spezia Fiorentina riservano colpi di scena ai pochi presenti con un pareggio, anche questo poco valutato dai bookmakers: 2-2 , dopo che la Fiorentina aveva raggiunto il doppio vantaggio in appena 4 minuti iniziali, con i gol di Pezzella e Biraghi. Pia illusione, e fatale errore di sottovalutazione quello dei viola, che dopo i 2 gol hanno totalmente cambiato tattica pensando di addormentare la partita, avendo di fronte una neopromossa. Si dice che non si finisce mai di imparare, nella vita, e il detto dovrebbe valere anche nel mondo dello sport. Chissà se la Fiorentina, guardandosi allo specchio, avrà imparato che ormai il calcio professionistico non permette di snobbare alcun avversario, perché è sempre il campo l’ultimo a decidere, mai il blasone. Così, lo Spezia che evidentemente conosce dal basso queste regole, le sfrutta con abilità e accorcia prima le distanze con Verde al 38′ poi, constatata la dabbenaggine viola, ci prova e ci crede, avendo ragione con Farias che al 75′, dopo essersi divorato il gol pochi minuti prima, lo mette a segno davvero, e il viola diventa il colore del “re nudo”. Non solo, ma lo Spezia tenta di andare oltre e per un nulla non le riesce: 84′, Acampora parte in azione personale e viene bloccato sul limite dell’area con un intervento molto dubbio, ma l’arbitro grazia la Fiorentina. E in pieno recupero, ancora lo Spezia che mette i brividi a Dragowski con un gran sinistro al volo di Nzola, che fa la barba al palo, e si dispera per quei pochi centimetri che lo separavano dalla gloria.

Non si dissociano nemmeno Udinese e Parma dalla sagra del gol, che alla fine premia l’Udinese 3-2, prima vittoria in campionato.  I padroni di casa giocano una buona gara, con ottimi spunti in attacco e diverse occasioni create, ma rimangono ancora diverse amnesie difensive, come quella del gol del 2-2. Alla fine, grazie al gol capolavoro di Pussetto nel finale, l’Udinese può festeggiare la vittoria. I gol, nell’ordine, Hernani (U, 26′) , pareggio immediato del Parma con Samir (29′), Iacoponi (P, 52′ aut.), Karamoh (P,69′), Pussetto (U, 88′).

Ultima partita, Domenica sera a chiudere la serie ci pensa la Roma che confeziona l’ennesima goleada (5-2), stavolta a spese del Benevento di Pippo Inzaghi. Partita che rimane in equilibrio almeno nel risultato fin quasi alla mezz’ora della ripresa sulla parità, 2-2 con scatti e sorpassi che si sono alternati tra le due squadre. Vantaggio dopo 5′ del Benevento con Caprari e complicità del polpaccio di Ibanez, pareggio di Pedro per la Roma al 31′, vantaggio romanista 4 minuti dopo con Dzeko e nuovo pareggio del Benevento con rigore “simil-Ibra” (respinta del portiere e gol sulla ribattuta).  Ma dal 70′ la Roma dilaga, grazie ad un rigore che realizza al 66′ Veretout per atterramento di Pedro, e ad altri 2 gol di Dzeko (77′) e Perez (89′) nel finale di partita. I giallorossi hanno impiegato tempo e fatica, rischiando ancora il nuovo pareggio sul 3-2, ma alla fine è emerso il divario tecnico a fare una differenza tangibile, nonostante la dignitosa opposizione del Benevento.
La quarta giornata si conclude Lunedi alle 20,45 con l’incontro tra Verona e Genoa, arrivederci al prossimo turno!

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