Il commento di Luciano: seconda di serie A

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Buongiorno e buona settimana amici sportivi, il calendario incalza e siamo alla seconda di questo nuovo campionato “virale”, testimonial d’eccezione il nonno Ibra che pianta in asso il Milan per qualche partita, il tempo di affrontare il virus e sottrargli la…corona. Intanto, a Torino iniziano le danze della Dea, ma non quella bendata, quella indiavolata che ci vede benissimo e veste nerazzurro. Il Torino ci prova subito e Zaza se ne incarica personalmente al 7′, si libera sulla sinistra e scarica un bolide che finisce sulla traversa. L’Atalanta sembra cercare la leva del cambio, non la trova subito e Belotti ne approfitta per farle ancora il solletico portando in vantaggio i granata all’11. La banda Gasperini però non si scompone affatto, e ridendo tira due schiaffoni al Toro nel giro di 8 minuti. Prima Gomez e poi Muriel limano le corna granata e ribaltano tutto, andando anche in doppio vantaggio al 42′ con Hateboer. Ma il Toro ferito non si arrende, e un minuto dopo Belotti fa doppietta: liscio di Caldara e zuccata vincente, 2-3 e torna in partita. Almeno fino al 54′, perché a quel punto l’Atalanta aggiorna ancora il tabellino ai suoi standard abituali, con DeRoon su ottimo servizio di Muriel. Granata ormai in affanno, prova ancora ad avvicinarsi ma la spia della riserva è accesa, e i bergamaschi controllano senza problemi la partita fino al termine. Inizia così l’Atalanta, un po’ come ci aveva abituati, con quella disarmante facilità di andare in rete e quel gioco fatto di agilità, tempismo e anche allegria. Vedremo se manterrà le aspettative.

Nel pomeriggio del Sabato, 3 partite per chiudere gli anticipi, ad iniziare da Cagliari-Lazio e Sampdoria- Benevento. Proprio quest’ultima rappresenta la sorpresa della giornata perché non solo la vince, ma lo fa rimontando un doppio svantaggio, per la gioia di Filippo Inzaghi che non poteva immaginarsi un esordio migliore. Dopo 18 minuti infatti la Samp sembrava aver messo una ipoteca più che seria sul risultato, con Quagliarella all’8′ e Colley al 18′ su servizio del “fresco” ex interista Candreva.
Ma il 2-0 non smonta il Benevento, che invece inizia a premere e mette in difficoltà due volte il portiere doriano, fino al meritato pareggio con Caldirola al 33′. Lo stesso si ripete al 72′ e raggiunge il pari in attesa del gol decisivo, che arriva dopo un palo della Samp con Gabbiadini e un gol annullato a Jankto. Scampato il pericolo, è il terzino Letizia all’88’ a mettere la parola fine, con un gol che porta in paradiso il Benevento.
L’altra partita delle 18 tra Cagliari e Lazio indica abbastanza chiaramente che i romani di Simone Inzaghi si candidano nuovamente al ruolo di solido competitor nell’alta classifica, vincendo con un secco 2-0 al Sardegna Arena. Gli artificieri, Lazzari dopo appena 4′, e manco a dirlo la Scarpa d’Oro Immobile al 74′ mettono in cassaforte il risultato ben oltre il punteggio. Al Cagliari di Di Francesco lasciano soltanto il rimpianto di un pareggio fallito clamorosamente da Simeone, ad inizio ripresa, quando l’ex viola spara alto a 2 metri dalla porta vuota su una respinta di Strakosha. Ai sardi, resta solo da serrare le fila e pensare ai prossimi impegni, ad iniziare dal prossimo (da brividi) contro l’Atalanta dal gol facile.
E a concludere la serata, ci pensano Inter e Fiorentina a S.Siro con una gara pirotecnica, un continuo rincorrersi tra vantaggi e svantaggi. Inizia l’Inter subito, ai primi minuti, a manifestare strane incertezze in difesa, lasciando Kouame a ricevere da Bonaventura un pallone che deve soltanto spingere in rete. Reagisce la squadra di Conte e al 18′ ottiene un calcio di rigore, per atterramento di Lautaro ad opera di Caceres. Ma l’arbitro rivede alla VAR e revoca il penalty perché il viola sembra precedere Lautaro nel tocco di palla, prima della caduta dell’attaccante. Al 25′ occasione per la Fiorentina con Milenkovic, palla di poco alta sulla traversa, ma nel finale di tempo è l’Inter a spingere verso il pareggio e l’ottiene al 46′, in pieno recupero, con un gran gol di Lautaro dalla distanza. Nella ripresa, nerazzurri che la ribaltano e vanno in vantaggio al 52′ con un tiro di Lautaro deviato da Ceccherini, autogol che ricorda quello fatale che Lukaku causava, disgraziatamente, nella finale di Europa League. Ma la Fiorentina è sempre pericolosa quando riparte e l’Inter appare scoperta, così passano appena 5 minuti e la squadra di Jachini torna in parità con un gol di Castrovilli, perfettamente imbeccato da un grande Ribery.  Il quale, non perde tempo e approfitta del momento propizio per servire un altro assist d’oro a Chiesa, che supera Handanovic per la clamorosa rimonta viola. Tutto finito? Nemmeno per sogno, l’Inter non vuole saperne di non essere più pazza, e dopo ben 5 cambi (entrano Sensi, Vidal, Nainngolan, Hakimi e Sanchez!) inizia a premere nella metacampo avversaria, Lukaku per due volte nello spazio di 5 minuti si mangia il nuovo pareggio, ma anche rischiando molto sull’ennesima folata dell’attacco viola. Vlahovic in effetti si mangia un gol che forse avrebbe chiuso la partita, e questi errori davanti all’Inter costano cari. Lukaku stavolta non perdona, all’87’ raccoglie al volo un lancio di Hakimi e da un paio di metri batte nuovamente Dragowski. Chi pensa che ormai il pareggio sia definitivo, si sbaglia, l’Inter mette sotto assedio la porta della Fiorentina e all’89’, su cross di Sanchez, ecco D’Ambrosio: una incornata delle sue, e mette definitivamente in ginocchio la squadra di Jachini che a 4 minuti dal termine già pregustava un gran colpaccio a S.Siro. Incredibile, ma nel DNA dell’Inter è scolpita a fuoco una massima: nel bene e nel male, nella follia nulla è impossibile! Primi 3 punti, ma qualcosa da far quadrare per Conte c’è comunque: la difesa va assestata, c’è da ritrovare intese collaudate con il ritorno di DeVrij (oggi squalificato) e ritentare il recupero di un giocatore come Skriniar, rimasto ai margini nel finale dello scorso campionato, ma sempre da considerare punto di forza nel reparto difensivo. Nel frattempo, ottime notizie per Conte dal giovane Bastoni, gran partita la sua, e da rivedere la potenzialità decisamente alta del nuovo arrivato Hakimi, che sulla fascia destra può mettere in crisi qualunque avversario. Mercoledì, nel recupero della prima di campionato col Benevento, l’occasione per gli aggiustamenti.
Domenica, 5 incontri tra cui spicca una classica sempre interessante, Roma-Juventus in chiusura alle 20,45 mentre inizia la sequenza con Spezia-Sassuolo alle 12,30. Gli emiliani ormai esperti in serie A, contro l’esordiente neopromossa si esaltano e mettono a segno un poker sul campo neutro di Cesena (lavori in corso allo stadio spezzino), dopo un primo tempo in parità 1-1 con vantaggio di Djuricic e pareggio di Galabinov per la matricola ligure . Nella ripresa prevale nettamente il maggior tasso tecnico del Sassuolo, che mette sul piatto altri 3 gol con Berardi, Defrel e Caputo (a lui annullati altri 3 gol) e archivia in scioltezza i 3 punti.
 Al Bentegodi, Verona e Udinese si affrontano nel derby del triveneto. E’ l’Hellas Verona a spuntarla grazie a una zampata di Andrea Favilli, entrato a sostituire Di Carmine al 40′. I friulani centrano due traverse con Rodrigo Becão e De Maio, ma sottoporta è mancata la lucidità indispensabile per concretizzare le occasioni. Scaligeri a 6 punti,  anche grazie alla vittoria a tavolino assegnata in settimana contro la Roma dopo il caso Diawara.
Napoli, primo tempo ai partenopei, in vantaggio sul Genoa dopo la rete di Lozano al 10′. Partita abbastanza piacevole su entrambi i fronti, con in evidenza il neoacquisto del Napoli Osimhen che imperversa sul fronte d’attacco con la disinvoltura di un veterano. Genoa che regge però il campo e ribatte con una grossa occasione fallita da Lerager che calcia male, solo, da centro area. In apertura di ripresa, il Napoli raddoppia con una bella azione condotta da Osimhen e Zielinski, che batte Marchetti con un destro rasoterra. E arriva al terzo gol al 12′ con Mertens, partita virtualmente chiusa anche se il punteggio non si ferma, per i gol numero 4, 5, 6 rispettivamente di Elmas, Lozano (doppietta), Politano. Goleada in salsa napoletana, in attesa del prossimo impegno (Juventus) decisamente più appetitoso, con tutto il rispetto per il Genoa. Unica nota stonata, l’uscita per infortunio di Insigne, la cui assenza potrebbe pesare proprio in vista dell’incontro con la Juventus.
Crotone è di scena il Milan di Pioli, orfano di Ibrahimovic ma ugualmente in grado di fronteggiare e aver ragione del volenteroso Crotone. Deve tuttavia attendere il 45′ per passare in vantaggio, grazie ad un rigore procurato da Rebic che, seppure con un tocco sospetto di braccio/spalla, si porta la palla in area e viene atterrato poi da Marrone. VAR, e conferma penalty, dal dischetto realizza Kessie.  In avvio ripresa, al 50′ il Milan raddoppia: ingenuità di Henrique che si fa rubar palla da Calhanoglu, che dà a Saelemaekers, da qui al centro dove ribatte Cigarini ma sui piedi di Diaz, che insacca. Il resto del match è senza storia, ma disturba il Milan l’infortunio subito da Rebic che, causa una caduta scomposta, esce dolorante ad un braccio con sospetta lussazione alla spalla sinistra. Ma il Milan mette in cascina altri 3 punti, e all’inizio di campionato è già un buon viatico in vista dei prossimi impegni, tra cui il derby.
Ultimo della serata il match clou tra Roma e Juventus. La partita si scalda al 12′, quando Mkhitaryan si inventa un assolo e si presenta solitario davanti a Szczesny, ma manca il colpo tirando addosso al portiere! Alla mezz’ora la partita si sblocca grazie ad un colpo di mano plateale in piena area di Rabiot, Veretout realizza dal dischetto nonostante il tiro venga intercettato e leggermente deviato da Szczesny. Juventus che prova a reagire ma con scarsa pericolosità, tranne un rimpallo in area tra  Ramsey e Mancini con carambola del pallone vicino al palo di Mirante. Però riesce a riprendere la parità grazie ad un nuovo rigore, con Pellegrini che la combina anche peggio di Rabiot, e addirittura smanaccia il pallone in area sulla manovra di Ronaldo. CR7 al 44′ ovviamente ringrazia ma non perdona, e insacca. Passa soltanto un minuto e poco più e la Roma torna in vantaggio ancora con Veretout, servito da Mkhitaryan, con la difesa bianconera colta scoperta in contropiede. Non è la Juventus migliore, qualcosa dietro funziona a corrente alternata, ma la Roma se ha il merito di averla frenata con una ottima prestazione, ha anche il difetto di aver mancato ghiotte occasioni per chiudere la partita. Soprattutto quando al 56′ Dzeko fa fuori Cuadrado e Bonucci ma, solo davanti al portiere, coglie il palo, e pochi minuti più tardi si trova in superiorità numerica per l’espulsione di Rabiot, decisamente in giornata no, al secondo giallo. Ancora Dzeko al 64′, a centro area tira di prima trovando ancora il portiere, ma a furia di sbagliare gol già fatti ecco che la legge del calcio entra in scena, e punisce chi sbaglia troppo. Cross di Danilo e CR7 si eleva in area come sa fare lui, palla in rete e 2-2 in 10 uomini. Pareggio che premia oltre i meriti una Juventus sottotono, e castiga una Roma sprecona ma complessivamente meglio disposta in campo.
 A chiudere questa seconda giornata, Lunedi 28 Settembre, ore 20,45 posticipo tra Bologna e Parma.
Buona settimana a tutti e a risentirci alla prossima!

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