Milano: anche i giovani comunisti protestano: «Classi pollaio e pochi docenti, altro che rientro in sicurezza» 

Milano

Carissimi Sala e Limonta, anche gli studenti vostri “amici” protestano. Sono i giovani comunisti che squadernano una realtà sconcertante. E’ giusto ascoltare la loro voce 

“Per migliaia di studenti del capoluogo lombardo, oggi (ieri ndr) suona la prima campanella dell’anno scolastico. Dopo mesi di didattica a distanza, si rientra a scuola, con la mascherina e talvolta banchi monoposto, e con scuole divise a metà che lasceranno gli studenti a casa tre giorni a settimana. Gli studenti sono sul piede di guerra: troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori. Per questo in diverse scuole sono già andate in scena proteste agli ingressi, per chiedere un rientro in sicurezza. 

«Mancano spazi e docenti, nessuna sicurezza in queste condizioni» dichiara Riccardo Sala, responsabile locale del FGC «Classi pollaio con oltre 30 studenti, migliaia di cattedre scoperte rispetto al normale anche oggi che serviva un piano di assunzione straordinario e mezzi scarsi e affollatissimi. Questo è lo scenario che fa da sfondo alla prima giornata di scuola post Covid! In 6 mesi nulla è stato fatto per preparare veramente un rientro in sicurezza forse perché a nessuno, governo e opposizione, interessa veramente investire sulla scuola.» 

«Non staremo a guardare, non permetteremo che la scuola resti aperta a danno della salute nostra e dei professori, ma non permetteremo nemmeno un ritorno della disattiva a distanza che ha acuito ancor di più il divario tra scuole di serie A e scuole di serie B, a tutto discapito degli studenti delle classi popolari che spesso non hanno nemmeno potuto seguire le lezioni perché privi di un computer. Servono soldi per un rientro in sicurezza, e questo governo ha deciso di regalarli a banche e multinazionali, come FCA. A questo punto è chiaro, il rientro in sicurezza ce lo dovremo conquistare da soli, e lo faremo con la lotta!»

FGC Milano 

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