Sala piange miseria, ma va a fare shopping di palazzi

Milano

Stiamo parlando, va riconosciuto, di spese programmate prima del Covid. Ma quanti di noi prima del Covid hanno programmato fior di spese cui hanno dovuto rinunciare? Ecco, noi, che non siamo nessuno, qualche sacrificio possiamo farlo. Lui invece no. Sul punto raccogliamo la testimonianza di un uomo sempre in fila per tutelare le periferie, il consigliere del Municipio 7 Franco Vassallo:

“La Repubblica il 7 gennaio 2020 nella pagina di Milano scrive in grassetto il seguente titolo “ Il Comune di Milano fa shopping in periferia : comprati tre palazzi per gli uffici dei dipendenti comunali “ prezzo d’acquisto 102 milioni di euro. Ebbene si avete capito bene 102 milioni di euro.

Il 21 aprile 2020 il fenomeno Beppone dichiarava preoccupato “ A rischio gli stipendi dei dipendenti comunali”.

Sembra una fake news, ma è tutto vero. E’ riuscito anche in questo.

Prima si preoccupa del benessere dei dipendenti comunali, poi li intimorisce sul rischio di mancati stipendi, per continuare con lo smart working effetto grotta.

Finito con i dipendenti comunali inizia con i genitori, facendogli passare notti insonni per i posti negli asili. Come se in questo clima di crisi, a chi ha perso il posto di lavoro o chi è a rischio, mancassero ulteriori accolli di preoccupazioni da parte del sindaco uscente Sala.

Il tutto chiedendo al governo il permesso di indebitarci ancora di più. Nonostante il periodo, nonostante le difficoltà.

Spendere 102 milioni di euro in questo momento cosi particolare la dice lunga su come viene gestita la città, ma soprattutto come vengono spesi i soldi dei milanesi.

Il sindaco sentiva tanto l’esigenza di fare shopping in periferia?

Bastava intervenire sulla scuola elementare abbandonata di via Zama, tanto cara ai cittadini.

La scuola Manara di via F.lli Zoia, storia di Quarto Cagnino e indispensabile per il quartiere visto la continua espansione.

Il mercatino comunale del Qt8, chiuso da decenni. Edificio utilizzato come promessa di ristrutturazione nella campagna elettorale sia di Pisapia che di Sala, per poi lascialo degradare giorno dopo giorno e farlo diventare rifugio di emigranti, prostitute , attività illegali fino ad arrivare all’ultima incresciosa violenza ai danni di una donna.

Con 102 milioni di euro, di potevano ristrutturare interi palazzi ERP dalle facciate agli ascensori, ridando dignità alle persone che ci vivono, ristrutturare scuole, asili, insomma quegli edifici che oggi tanto servono.

Sala a fine mandato ha deciso di ripartire dalle periferie: ebbene con questa spesa di 102 milioni di euro ha dimostrato ancora una volta di non conoscere le vere problematiche delle periferie ma anche di non conoscere le esigenze chi ci vive”.

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