Loreto si rialza e chiede…

Milano

Richieste sacrosante, quelle espresse dai residenti di via Andrea Costa/piazzale Loreto: SICUREZZA, IGIENE, RISPETTO DELLE PERSONE e DELLE COSE, della LEGALITA’ e delle REGOLE.

Già, le REGOLE! Quelle di cui molti parlano e che pochi osservano o, per meglio dire, quelle che andrebbero fatte rispettare da chi ne dovrebbe essere il tutore nel caso di eventuali trasgressioni. Quanto uso del “condizionale” in questa mia frase!!!

Richieste da parte di persone comuni, per bene, donne (tante!) e uomini, INSIEME per manifestare il proprio dissenso rispetto al degrado, in cui il proprio quartiere è purtroppo caduto. Richieste fatte in modo assertivo, ma pacato e oltremodo propositivo.

Sono richieste infatti che intendono “COSTRUIRE” o, sarebbe giusto dire, RI-COSTRUIRE la vita quotidiana “normale”, fatta di rapporti civili di educazione, solidarietà e supporto fra le persone che vivono l’una accanto all’altra, private ormai  da tempo del piacere di sostare in panchina per scambiare una chiacchiera, per leggere il giornale, per digitare in pace l’ennesimo messaggio o per provare il semplice gusto di una sosta in relax prima di rientrare a casa, dopo una giornata vissuta di corsa.

Richieste che mirano a TUTELARE il tessuto sano di una città internazionale, orgoglio italiano e non solo lombardo del III° Millennio, di una metropoli che “svetta” attraverso i suoi nuovi grattacieli, ma che vuol farlo anche restituendo ai  cittadini di ogni suo municipio, di ogni sua zona, una meritata dignità.

La manifestazione pomeridiana dei residenti di via Costa/piazzale Loreto di giovedi 2 luglio è stata la testimonianza di una richiesta collettiva, sentita (c’è stato anche qualche applauso dai balconi ), un segno concreto di partecipazione civile. Ed ha espresso un messaggio composto e non urlato alle Autorità competenti, per dire che Milano si può rialzare dalle sue ferite, dalle emergenze, persino dalla pandemia che così duramente ha provato l’intera cittadinanza, solo se “si presidieranno” i suoi quartieri, nessuno escluso e con la collaborazione di tutti.

E’ ormai sera: gli striscioni si ripongono, tacciono i fischietti, le panchine sono ancora “vestite” di slogan contro il degrado. Chissà per quanto tempo? Torna l’incubo degli sbandati e di chi profana ogni notte, magari senza saperlo, la sacrosanta quiete del quartiere. Ma prima di tornare a casa. chi ha partecipato alla manifestazione, scostando la mascherina di ordinanza ( le regole del distanziamento e delle mascherine sono state sempre osservate) abbozza un sorriso, scambia un numero telefonico o un biglietto da visita, saluta l’altro per nome … ,. “Ciao Simone, Valentina, Marco, Roberta, Andrea, Gabriella, Matteo …”

Che bello questo congedo semplice fra vicini di casa. Per un attimo non ci si sente più così soli. Piazzale Loreto si rialza…come la nostra anima!

Elena Federici Ballini

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