Lombardia: la sfida della ripresa passa per l’autonomia, ma Sala frena

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Fontana: “Se avessimo avuto più autonomia avremmo potuto dare una risposta migliore all’emergenza sanitaria”. Sala: “Tema divisivo”.

“È l’autonomia uno degli aspetti attraverso i quali la nostra comunità riuscirà a farcela”. Su cosa dovrà puntare la Lombardia per ripartire è molto chiaro al presidente Attilio Fontana, intervenuto nel corso dell’edizione 2020 de “I Discorsi del coraggio”, appuntamento milanese nel quale istituzioni, manager e professionisti si sono confrontati sulle strategie per rilanciare il Paese nel post pandemia.

Il presidente della regione più colpita dall’emergenza sanitaria rilancia il tema dell’autonomia come obiettivo sul quale ingaggiare la battaglia politica del prossimo futuro: “Sono assolutamente convinto, lo ero prima e lo sono di più adesso, che dovremo essere messi nelle condizioni di poter decidere più velocemente, con più determinazione e con scelte che siano più compatibili con le necessità del nostro territorio”. I fatti di questi mesi sono stati la riprova della necessità di alzare l’asticella: “Lo gridavo da due anni, se avessimo avuto più autonomia avremmo avuto più medici, più infermieri, più personale dedicato e probabilmente avremmo potuto dare una risposta migliore rispetto a quella che abbiamo dato – rimarca Fontana – Avremmo saputo organizzarci più tempestivamente e più opportunamente”.

Non è però dello stesso avviso il primo cittadino milanese Beppe Sala, tra i presenti a Palazzo Stelline, che nell’autonomia vede invece un elemento divisivo: “Mi sembra un discorso difficile, ci sarebbero troppe opinioni pro e contro e rischieremmo di dividerci su questo tema”. L’idea di Sala è quella di “ragionare di interesse del Paese” e comprendere su quali elementi ricostruire “una nuova idea di Paese”, pur non trascurando le esigenze dei territori. In questa direzione molto dipenderà dalla capacità della politica di compiere le scelte giuste: “Qui starà il coraggio – sottolinea – nel non ricercare puramente il consenso, nel non guardare i sondaggi elettorali, perché questo bisogna fare se si vuole fare del bene per la comunità e per noi stessi”.

Che la ripartenza debba passare per scelte coraggiose che contemplino un piano di rilancio importante, è il terreno di confronto sul quale entrambi trovano punti di convergenza. Già Regione Lombardia ha stanziato ingenti risorse destinate agli investimenti per far ripartire i territori, 3 miliardi di euro per i prossimi due anni e 400 milioni già quest’anno nelle mani dei Comuni: “Il che vuol dire credere nella ripartenza e nella capacità che hanno i nostri territori di investire subito – ricorda Fontana – che questa liquidità sia immediatamente immessa nel circuito economico”. Formazione, innovazione, ricerca, tanti sono i settori su cui investire per una seria politica di rilancio. Che però necessita di semplificazione, come emerso da tutte le categorie produttive di cui Regione Lombardia si fa portavoce: “Non possiamo essere sommersi dai tempi che la burocrazia ci impone, dobbiamo avere coraggio di andare oltre queste regole che ci stanno strozzando e impediscono all’economia di avere quella ripresa che si meriterebbe – conclude il presidente Fontana – Dobbiamo avere il coraggio di innovare nell’ambito di quelle che sono le nostre competenze e di intervenire anche fino ai limiti consentiti dalla legge e dimostrare che forse ci sono delle strade che dovranno essere percorse con più coraggio anche a livello nazionale”, e assicura: “Il futuro vedrà sicuramente la Lombardia ancora protagonista”.

Micol Mulè

 

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