In via Reggimento Cavalleria il Comune ha deciso di istituire una nuova ciclabile, trecento metri di pista sul marciapiede dal lato dei numeri civici pari; poi verrà implementata la tratta che dalla fermata della metro di Pagano costeggia i giardini Guido Vergani di via Giorgio Pallavicino per ricollegarsi con la ciclabile di via Vincenzo Monti. «È l’ennesimo tratto di ciclabile accanto ai giardini», commenta Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, «forse il nostro assessore alla Mobilità, Marco Granelli, non sa che i ciclisti preferirebbero viaggiare in mezzo al verde piuttosto che pedalare accanto ai gas di scarico. Inoltre dovremmo cercare di stanziare i soldi che ci sono per riparare le strade e i marciapiedi. Ora, la zona è ormai crivellata di corsie per le due ruote: c’è quella famosissima in viale Monterosa, un cantiere infinito per il rifacimento e il riordino della pista ciclabile fra Pagano e Lotto”.
Osserva Libero “Cinquecento metri di lavori che paralizzano la circolazione nel viale e in via Giotto. Il tratto esisteva già, fatto una decina di anni fa: la giunta ha speso quattro milioni e mezzo per rifarlo, e ora ci sono un centinaio di parcheggi in meno, un sacco di cartelli nuovi e, sull’asfalto, restano un sacco di buche vecchie. I lavori proseguiti dal 2015 tra ricorsi, irregolarità, inadempienze e nuovi ricorsi sono ripresi l’ottobre scorso con il nuovo chiusura lavori previsto per fine estate 2020; ma poi il Covid c’ha messo il suo e si vedrà” . Interviene anche Bestetti Presidente del Municipio 7 “In programma c’è poi la prosecuzione verso via Buonarroti e via Sardegna su modello corso Venezia e corso Buenos Aires, spiega Marco Bestetti, ovvero con «lo spostamento dei posteggi delle auto in sosta in mezzo alla carreggiata e la ciclabile disegnata tra i parcheggi e il marciapiede. Ma è un progetto folle: lì ci passa la linea 67 e già oggi l’incrocio con piazza Piemonte è un delirio Durante una commissione abbiamo provato a spiegare a Granelli che quella è una direttrice importante verso il centro e la nuova viabilità sembra fatta scientificamente per intasare le strade già sature. Sembra non rendersi conto che i mezzi pubblici, a causa della pandemia, saranno scartati dalla maggior parte dei milanesi a favore della macchina, non della bici: il ragionamento invece è “se si intaserà, i cittadini cambieranno strada”». Ma il progetto folle continua e tra ciclabili, zone 30 e pedonalizzazioni, il resto del municipio sarà interessato da via Novara fino a De Angeli; tra Bisceglie e Bande Nere.
L’inquinamento da mezzi a locomozione termica è il 10% in totale (vedi lockdown covid), compresi i mezzi ATM, le auto di PS, le ambulanze, i vigili del fuoco, e non può in ogni caso scomparire del tutto, quindi impedire l’utilizzo parziale dell’auto privata potrà al massimo far calare le polveri sottile del 2.5%? del 3%? del 3.5%? Inoltre, siamo nel mezzo della pianura Padana, piena di campi coltivati, allevamenti di animali e qualche fabrichetta… La sua aria inquinata mica si ferma ai confini del comune di Milano. Vero Sala? Non c’è spazio per tutti, ma la giunta dei talebani chic de Milan, impone a tutti la bicicletta. E se vuoi andare in auto fai al fila o al massimo vai a 30 all’ora!!!!
Allora facciamo così, chiediamo di proibire l’utilizzo dell’auto a tutti i milanesi. Tutti sia ben chiaro, e per sempre. Tanto l’auto a cosa serve se puoi attaccare un carretto alla bicicletta elettrica? Che so, forse ti proteggie dal sole, dalla pioggia o dal freddo? Forse ti consente di raggiungere in poco tempo, senza bisogno di aspettare alle fermate ATM, più mete consecutive e senza fati scoppiare le vene varicose sui pedali del bike sharing? Ma certo, una città a misura dei giovani universitari fuori sede impegnati nella movida perenne. I vecchi ed i malati restino a casa tanto c’è il covid19 e ad ottobre esce il 20… Capitto mi hai?