Che fine fanno le piazze di urbanistica tattica? Bivacchi dei migranti e alberelli rinsecchiti

Milano

A Sala, come si suol dire, hanno rovinato le uova nel paniere, con il virus. Con il suo fanatismo per il green, aveva lanciato “Piazze aperte”, un tocco, mille tocchi di arlecchinate che realizzavano la cosiddetta “Urbanistica tattica” con  lo scopo di migliorare gli spazi pubblici per renderli più utili e piacevoli per chi li usa. Un luogo di socialità, di svago, con alberi, fioriere, panchine, tavoli da pingpong là nel via vai dei pedoni, se c’è spazio e degli autisti che spesso imprecano per una viabilità irrazionale. Luoghi deserti, naturalmente in questo periodo e senza manutenzione: gli alberelli nei vasi piangono per la sete, i fiori anche e l’unico elemento che spicca è la vernice. Quintali di vernice…insomma piazze disegnate da un pittore bizzarro che si è divertito. Ma Sala per Milano collabora con Bloomberg Philanthropies: una società no profit guidata dall’imprenditore ed ex sindaco di New York Michael Bloomberg: un tocco di internazionalizzazione che rende attrattiva la città.

Ma ora il pedone, quando finirà la fase uno, sarà sempre più in balia della vernice che segnerà le distanze tra utenti nei negozi e nei luoghi pubblici. I giochi di socialità? Esclusivamente per migranti a cui il divieto di assembramento non fa né caldo né freddo. Tollerati benevolmente. Insomma la genialata sembra realizzata  per i bivacchi dei migranti, per la tristezza del green rinsecchito e per il trionfo della vernice.

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