Il commento di Luciano: 24a giornata serie A

Sport
Buon Lunedi amici sportivi, eccoci alla 24a di un campionato avvincente e incerto come  mai da parecchi anni lo era stato. In attesa degli attesissimi incontri della Domenica, si svolgono alcuni anticipi con due risultati in risalto rispetto al primo (Lecce – Spal 2-1).
Parliamo di  Bologna – Genoa, con i liguri che scattano inaspettatamente in avanti con un perentorio 3-0, in parte favorito anche da un’espulsione (Schouten) al 34′ del primo tempo. Il Bologna rimane quindi in inferiorità numerica per il resto della partita, quando già ha incassato il primo gol del Genoa ad opera di Soumaoro al 28′. Il raddoppio arriva poco prima dell’intervallo, al 44′ con Sanabria che imbastisce un’azione personale dalla propria metacampo, saltando tutti gli avversari e volando verso la porta di Skorupski che non  riesce a opporsi, anche se tocca il pallone che poi finisce in rete. Gol strepitoso, un punteggio già robusto al quale Criscito mette il sigillo personale su rigore, al 90′, portando a Genova con la squadra questi 3 punti per la seconda volta di fila. Il Bologna interrompe così, per ora,  la sua rincorsa alla zona Europa L., che sembrava ormai alla portata.
Il terzo incontro del Sabato vede la Roma affrontare a Bergamo gli “alfieri” di Gasperini, quell’Atalanta che spesso lascia un vantaggio all’avversario di turno, per poi sottragli il boccone nel finale. E così infatti si può sintetizzare una partita in cui la Roma si batte con vigore, ma ne incontra altrettanto e subisce un discreto numero di tiri in porta, nonostante il regalino avuto dai ragazzi di Gasperini a fine primo tempo. E’ infatti un errore di Palomino a innescare Dzeko, lesto a sottrarre il pallone al nerazzurro che tenta uno stop con il corpo sbilanciato all’indietro, e non riesce a recuperare la posizione. Il centravanti romanista  sfrutta al massimo l’occasione, tenendo a bada il ritorno dei difensori e accentrandosi per un tiro che Gollini non può intercettare nell’angolo sulla sua sinistra. La legge del calcio ha nuovamente ribadito che chi troppo sbaglia, spesso paga, perchè l ‘Atalanta ha avuto fino a pochi minuti prima ben 3 occasioni favorevoli per passare con Gomez, Ilicic e Toloi, quest’ultima con spettacolare rovesciata fuori di un soffio. Ma nella ripresa torna subito fuori l’Atalanta e dopo 5′ è proprio Palomino, che dopo aver causato il vantaggio romanista si fa perdonare toccando in rete in scivolata una sponda di Djimsiti, su azione da corner di Gomez. La Dea insiste, mette fuori un Zapata poco lucido e butta dentro Pasalic al 59’. Il croato stabilisce quasi un record, in appena 19 secondi dall’ingresso in campo, mettendo a segno il vantaggio atalantino con un gran gol. Un tiro a giro che si insacca sulla sinistra a fil di traversa, sotto gli occhi di un’esterrefatto Lopez. L’Atalanta rafforza così la sua quarta posizione, staccando la Roma quinta, a 6 punti.
Nei 6 incontri domenicali, non stupisce certamente la vittoria (2-0) della Juventus su un Brescia capace di dar fastidio per un tempo, rimanendo anche in 10 per l’espulsione di Ayè al 35′. La squadra di Sarri rumina a lungo una sorta di tiki-taka,  senza riuscire però a trovare verticalizzazioni che avrebbero favorito Higuain e Dybala, in assenza di CR7. Il gol arriva, casualmente, immediatamente dopo l’inferiorità numerica del Brescia e a provocarlo è la punizione conseguente al fallo di Ayè al limite dell’area, che seppur punibile non appariva meritevole del cartellino rosso. Calcia Dybala, e come spesso gli capita fa centro nel sette alla destra del portiere  Andrenacci, entrato in sostituzione di Alfonso che subisce un colpo in testa, ed esce dolorante per accertamenti. Nel secondo tempo, ovviamente, la Juventus accentua la pressione su un Brescia rimaneggiato in partenza, in inferiorità numerica (anche per la latitanza di Balotelli)  e sotto di un gol. Arriva il raddoppio con pregevole azione tra Cuadrado e Matuidi al 75′, gol del colombiano che chiude la partita, ma da segnalare prima del fischio finale c’è un palo di Bentancur, una traversa di Dybala, il rientro di Chiellini dopo oltre 5 mesi di assenza, e l’infortunio di Pjanic che deve abbandonare per un problema muscolare, poco dopo l’ingresso in campo. Juventus che torna solitaria in testa, almeno fino all’esito della sfida tra Lazio e Inter.
Dietro in classifica, altro risultato a sorpresa la vittoria squillante (5-1) della Fiorentina in casa della Sampdoria, con doppiette di Vlahovic e Chiesa prima dell’autogol iniziale di Thorsby. Nel finale il gol della bandiera di Gabbiadini,  ma squadre comunque in 10 per tutto il secondo tempo dopo le espulsioni di Murru (39′) e Badelj (44′). Fiorentina che torna a respirare sopra la zona retrocessione, stacca i blucerchiati di 5 punti lasciandoli in piena zona rossa.
Anche il Parma ritrova la vittoria a Reggio Emilia contro il Sassuolo, e ritrova anche Gervinho, che rientra dopo un mese e sistema la pratica con un gol al 25′, per un Parma che rivede la zona Europa League.
Reti inviolate invece nella sfida tra Udinese Verona al Dacia Arena.
Un tempo a testa a Udine con la squadra di Juric che crea delle palle gol nella prima frazione, ma trova un grande Musso. Nella ripresa rete annullata per fuorigioco ai friulani di Lasagna, ancora con la porta inviolata e alla quinta gara esterna senza sconfitte dal 2000.  Nono risultato utile consecutivo in trasferta.
Al Sardegna Arena si gioca una partita che, in ogni caso, può non essere determinante sulla classifica nè dell’una nè dell’altra. Cagliari e Napoli si affrontano sul campo dei sardi che non vincono da più di 2 mesi e oggi, orfani di Naiggolan squalificato, non reggono la superiorità tecnica del Napoli che fa sua l’intera posta all 66′, grazie al folletto Mertens ed al suo colpo a giro, che si insacca dopo aver colpito il palo. Gattuso si gode il suo Napoli che gradatamente si riprende da un lungo periodo di imprevedibile magra, anche se è ormai tardi per iniziare una rincorsa che avrebbe il solo sapore del miracolo.
Conclude la serata l’incontro più atteso tra Lazio ed Inter, partita che si combatte in teoria col coltello tra i denti per una seconda posizione, o per restare allineata alla Juventus nel caso dell’Inter. Lazio che parte forte e colpisce una traversa con una gran cannonata da fuori di Milinkovic, ma è l’Inter a chiudere in vantaggio il primo tempo con un gol di Young al 44′. Ripresa, e al 5′ l’arbitro fischia un calcio di rigore contro l’Inter per un fallo (non proprio limpido) di De Vrji su Immobile. Batte lo stesso centravanti e la Lazio pareggia, prendendo coraggio e controllando la partita con un centrocampo più vigoroso e reattivo. Arriva al vantaggio al 69′ in seguito ad una mischia con tiro di Marusic ribattuto da Brozovic, che Milinkovic riprende e insacca. Padelli che non vede partire il tiro, e non arriva nella deviazione.  L’Inter cerca di reagire, ma con un giro palla troppo macchinoso non riesce a creare veri pericoli alla difesa laziale, tranne al 78′ quando Lautaro servito da Young mette in rete di testa, ma la sua posizione è irregolare, gol non valido. L’Inter si sbilancia alla ricerca del pareggio e rischia il terzo gol quando Immobile sguscia solo davanti a Padelli, che miracolosamente intercetta il tiro e devia in angolo. Ultima occasione per l’Inter al 90′, con Lukaku che, servito da Eriksen (entrato al 76′ per Brozovic) spara forte in porta ma centra Acerbi in scivolata che salva il risultato per la Lazio. L’Inter è stata poco incisiva rispetto a partite precedenti, tuttavia pur con una Lazio meglio determinata sarebbe potuto essere un pareggio, anche per una decisione dell’arbitro Rocchi che non vede (e nemmeno consulta il VAR) un possibile rigore per atterramento in piena area di Young in procinto di tirare in porta. Lazio in seconda posizione da stasera, con l’Inter a due punti e la Juventus appena sopra. Campionato sempre avvincente e, salvo imprevedibili crolli, con lotta per il titolo ormai circoscritta alle 3 di testa, considerato il distacco di 9 punti dell’Inter sull’Atalanta, quarta a quota 45.
Il 24° turno si chiude Lunedì 17, con l’incontro Milan-Torino alle 20,45.

Arrivederci alla prossima!

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