Beppe Sala incontra le sardine ma evita di affrontare la Realtà

Fabrizio c'è Milano

Giovedi pomeriggio il Sindaco di Milano ha trovato 1 ora e mezzo del suo tempo per incontrare una delegazione di sardine.

Un incontro tra due realtà virtuali, gonfiate dai media e concentrate sempre su temi assai astratti.

Sala ha aggiunto al suo album di figurine politically correct le sardine dopo i ” fridays for future” e il gay pride.

Le sardine hanno dimostrato  anche a Milano di essere uno strano movimento di piazza che contesta l’opposizione e liscia il pelo al palazzo.

Alla fine dell’incontro grandi complimenti reciproci e foto opportunity, anche se rimane buio fitto sulle idee portate avanti dalle sardine. Un po’ si esprimono con deficit scolastici, un po’ non si capisce cosa propongono oltre ad avercela con Salvini.

Quello che più mi infastidisce però è la perenne concentrazione di Sala dell’effimero. Vive di immagini e simboli social, tutto Instagram e video sul  Milanese Imbruttito, manco fosse un ragazzino smanettone!

Che bello sarebbe un Sindaco che spende un pomeriggio nei tanti cantieri fermi o in ritardo, che si fa un giro in metrò alle 8 del mattino. Che convoca le ditte della manutenzione scolastica e delle case popolari. Che, dopo aver letto proprio Giovedì mattina una spaventosa indagine del Corriere sulle baby gang e sui pusher cresciuti nelle comunità per minori o nei casermoni della periferia, decide di incontrare scuole, oratori e società sportive per capire come affrontare il disagio giovanile..

Un Sindaco come quelli del passato con Milano nel cuore e la voglia di fare che è il marchio di questa città.

Invece ci tocca almeno per un anno ancora un uomo che ambisce a Roma e che parla di sfide planetarie e che, rispetto a certo degrado in periferia, sembra vivere sulla luna.

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