Il commento di Luciano: 23a giornata di serie A

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Si parte Venerdì 7 Febbraio con un RomaBologna in prima serata, e si arriva con un “freccia giallorossa” che deraglia vistosamente per la seconda volta consecutiva. Almeno qui, fortunatamente, le conseguenze non sono mortali come purtroppo nel ben più tragico incidente del Lodigiano, ma nel contesto calcistico lasciano ferite profonde in casa romanista. Un bel Bologna, organizzato in difesa e centrocampo. In più, un Barrow appena prestato dall’Atalanta che diventa goleador, con tanto di doppietta dopo il vantaggio iniziale di Orsolini, e la Roma è di nuovo a leccarsi le ferite, nonostante un autogol e un gol (Denswil e Mkhitarian) segnati inutilmente, e tardivamente l’ultimo. Non basta, a 10 dal termine rimane anche in 10 per l’espulsione di Cristante, e con un riassunto della partita tutt’altro che incoraggiante, dominati a lunghi tratti da un Bologna piacevole e più che meritevole di un successo che va oltre il punteggio.
Secondo anticipo, Sabato al Franchi di Firenze si ritrovano nuovamente faccia a faccia Fiorentina e Atalanta, dopo l’incontro di Coppa Italia vinto dai viola e le polemiche che ne erano scaturite. Fase iniziale di studio prolungata, con lieve prevalenza territoriale in attacco da parte dell’Atalanta che però non porta a concrete occasioni da gol. Risponde la Fiorentina con ripartenze imperiose, ma che non trovano sbocco in area finchè al 32′ è Chiesa a raccogliere un pallone dal limite, controllo e tiro immediato che sorprende Gollini, viola in vantaggio. I bergamaschi accusano il colpo e la Fiorentina accelera i ritmi sull’onda dell’entusiasmo, mettendo più volte in apprensione la difesa nerazzurra. Primo tempo in vantaggio per i viola, tutto sommato con merito.
Nella ripresa, Atalanta subito alla ricerca del pareggio, che arriva dopo circa 6 minuti con Zapata che raccoglie una ribattuta su mischia in area e, apparentemente in posizione di offside, mette in rete da pochi metri. La Fiorentina accenna una reazione ma non sembra avere la determinazione necessaria per attuare un pressing efficace, determinazione che invece dimostra l’Atalanta nel possesso e nella riconquista del pallone. E’ Malinovski, entrato da pochi minuti, che al 72′ riesce a bucare nuovamente la difesa viola con un diagonale dalla sinistra, sul quale Dragowski arriva con leggero ritardo. Intercetta ma non trattiene, ed è il gol del definitivo vantaggio atalantino, che riprende così il quarto posto solitario, staccando la Roma sconfitta ieri dal Bologna.
Secondo anticipo Sabato, tra Torino e Sampdoria, con una nuova imbarcata di gol dei granata che, nonostante il cambio di allenatore, non cambiano l’andazzo soprattutto nel settore arretrato. Eppure il Toro inizia con piglio promettente, va anche in vantaggio con Verdi a inizio ripresa, ma cala progressivamente e in sintonia con la rimonta della Samp, che capisce di avere al proprio arco le frecce giuste per andare a bersaglio. Infatti ci va, e pareggia al 75′ con Ramirez che calcia in modo magistrale una punizione dal limite, per ripetersi 4 minuti più tardi con un destro al volo, su sponda di Quagliarella. Altri 5 minuti, e siamo al 79′ quando la Samp sistema i conti definitivamente: Quagliarella davanti a Sirigu viene atterrato da Izzo, rigore e rosso per il granata, batte lo stesso Quagliarella ed è 3-1. Buonanotte Toro, il colabrodo aumenta i fori…
Ultimo ma scopiettante anticipo, un Sabato che fa saltellare chi juventino non è. E’ il caso di Inter e Lazio, che si leccano i baffi perchè il Verona alla fine riesce a fare lo sgambetto alla Juventus al Bentegodi, dopo aver rischiato di passare in vantaggio nei minuti iniziali, quando una gran paratona di Szczesny ha salvato la rete. E dopo aver rischiato a sua volta per un paio di prodezze di quei due alieni bianconeri, che sono D.Costa e Ronaldo, e palo e traversa hanno dato una provvidenziale mano alla porta gialloblu, ecco di nuovo CR7 che toglie le castagne dal fuoco e si inventa letteralmente un gol dei suoi. Prende palla sulla metacampo, forse prima, scambia con Bentancur e mette fuori causa Rahmani, se la porta sul destro e incrocia di precisione nell’angolo a destra di Silvestri, che non può arrivarci anche se di poco. Il vantaggio però dura una decina di minuti, il tempo di vedere un grossolano malinteso tra Bonucci e Bentancur ai limiti dell’area: sul pallone “abbandonato” dai due si avventa Borini, che fa secco Szczesny sul secondo palo. La Juventus sembra scuotersi, ma nonostante l’ingresso di Dybala (fuori Higuain) non riesce a creare sostanziali pericoli alla porta veronese. Quando la partita sembra avviarsi verso un risultato di parità, già sorprendente secondo buona parte dei pronostici, ecco la svolta clamorosa con l’arbitro che, richiamato dal VAR, esamina gli sviluppi di un calcio d’angolo in area bianconera e vede una manina che incontra il pallone. E’ quella di Bonucci, e stavolta sono le proteste della Juventus ad andare a vuoto. Dal dischetto si presenta il buon Pazzini, e il suo piede esperto non perdona. E’ il minuto 86′, arriva e passa il 90′, 5 minuti di recupero. Non bastano alla Juventus per evitare la terza sconfitta stagionale (sempre in trasferta), e le critiche che già aleggiano nel dopopartita. Lazio e Inter scaldano i motori, aggancio o solo avvicinamento? La risposta poco sotto…
Domenica, la prima è Spal-Sassuolo. La partita era iniziata anche bene per la Spal che aveva chiuso il primo tempo avanti 1-0, gol di Bonifazi. Poi, per la squadra ferrarese va tutto male e, tra disattenzioni difensive e imprecisioni a centrocampo, incassa la quarta sconfitta di fila in casa e rimane tristemente ultima in classifica. In casa la Spal non vince da parecchie partite e continua a prendere gol. Il match di settimana prossima contro il Lecce rischia di essere l’ultima spiaggia. Tutto ok quindi per il Sassuolo che, dopo aver subito il gol nel primo tempo, si scuote nella ripresa. De Zerbi rischia, schierando quattro punte, ma la mossa alla fine si rivela vincente. Boga si guadagna un rigore e segna il gol decisivo, bene Berardi solito trascinatore, Caputo segna, bene anche Consigli dietro. La classifica ora sorride, e si può tornare a guardare al seguito della stagione con maggior serenità.
Altra rovinosa caduta casalinga per il Napoli, che incassa 3 gol dal Lecce e non bastano i gol di Milik e Callejon, che per 2 volte accorciano le distanze dopo la doppietta di Lapadula e la gran punizione di Mancosu all’incrocio dei pali. Gli azzurri di Gattuso sembra abbiano dimenticato anche un passato recente, quello di un campionato scorso in cui rispetto ad oggi apparivano come una delle squadre in grado di esibire un grande calcio anche se un gradino sotto la Juventus quanto a rendimento. La classifica attuale del Napoli risulta incredibilmente deficitaria a dispetto di ogni pronostico, e ormai l’abisso che lo separa la zona Europa è tale da non lasciare alcuna speranza di recupero. Meglio pensare al prossimo campionato, guardandosi anche le spalle.
Al Ferraris di Genova, si rialzano i rossoblu locali, e restano al palo ancora una volta i rossoblu sardi del Cagliari. Il Genoa si affida al veterano Pandev, che con i suoi 37 anni riesce a risultare ancora decisivo entrando a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Sufficienti i minuti restanti prima del fischio, al macedone, per caricare il piede e inventarsi un tiro-cross che beffa il portiere cagliaritano, regalando al Genoa 3 punti preziosi e lasciando ai sardi soltanto la stizza per un punto sfuggito sulla traversa, quando Naiggolan riesce a creare l’unica vera occasione. Ma troppo tardi, nel finale che sigilla il successo genoano.
Brescia Udinese si dividono la posta alla fine di una partita in gran parte dominata dai friulani, che però possono recriminare su due traverse colpite da Lasagna e De Paul prima di arrivare soltanto al 92′ a centrare la porta, raggiungendo al fotofinish un pareggio che sembrava ormai sfumato. Il Brescia infatti aveva trovato il gol del vantaggio pochi minuti prima, con Bisoli all’81’ grazie, anche ad un pasticcio difensivo di De Maio che rinvia male di testa un pallone vagante in area. Pareggio che premia ovviamente il Brescia, e castiga l’Udinese che aveva espresso miglior gioco e occasioni.
Parma, di scena la Lazio che, come l’Inter, scatena fuoco e fiamme per approfittare dello scivolone della Juventus a Verona. E alla fine ci riesce, raggiungendo il -1 dalla Juventus dopo una partita parecchio sofferta e combattuta. Il Parma sbuffa e fatica, orfano di Gervinho in attacco, e tuttavia riesce in qualche occasione a mettere in apprensione la Lazio, in particolare al 91′ quando Acerbi trattiere per la maglia Cornelius in piena area e l’arbitro non ritiene di fischiare nemmeno una punizione. La Lazio quindi mette in cassaforte il gol di Caicedo al 40′, e sopratutto incassa 3 punti che la piazzano immediatamente sotto la coppia di testa, “riallineata” dopo la vittoria nel derby dell’Inter.
E siamo alla serata di gala con il derby della Madonnina, InterMilan, una girandola di gol con una sequenza di emozioni che alla fine pendono abbondantemente dalla parte nerazzurra. Un primo tempo a cui ben pochi credevano, con il Milan in cattedra e addirittura in vantaggio in doppia cifra con gol di Rebic al 40′ e Ibrahimovic al 46′, con Padelli un po’ incerto che almeno in questa occasione fa rimpiangere Handanovic. Chiude il primo tempo la squadra di Pioli meritatamente in vantaggio, l’Inter sembra accusare il colpo e non riesce a riallacciare le fila dei reparti. Ma durante l’intervallo ci dev’essere stata una energica scossa di Conte ai suoi, perchè l’Inter rientra in campo con altro piglio. Infatti, passano appena 5 minuti e Brozovic raccolglie al volo una respinta di Hernandez su tiro di Candreva, e spara una bordata che si insacca sulla destra di Donnarumma.  Il tempo di riprendere il gioco, e arriva a strettissimo giro di posta il colpo da ko dell’Inter, con Vecino servito da Sanchez che pareggia i conti. Da qui in poi, il Milan cala il ritmo, forse intimorito dalla reazione dell’Inter che inizia a prendere campo e arriva al 70′ al vantaggio, ribaltando totalmente il risultato con un gran gol di De Vrji che insacca in tuffo di testa, su corner di Candreva. Nel frattempo, entra in campo Eriksen al 72′, e qualche minuto dopo mette in mostra un primo saggio delle sue qualità con una punizione magistrale dai 30 metri, cogliendo in pieno l’incrocio dei pali alla destra di Donnarumma, che non ci sarebbe mai arrivato. Al 93′, in pieno recupero, arriva anche il 4-2 con l’ormai puntuale inzuccata di Lukaku, che sovrasta Kiaer e batte nuovamente Donnarumma. Un  rammarico per il Milan il palo colto da Calhanoglu al 90′, che poteva significare un pareggio non immeritato, per quanto ha fatto vedere nel primo tempo. Ma al conto finale, l’Inter presenta un maggior numero di tiri e occasioni da gol, che le danno merito per una vittoria prestigiosa e importante.

Nel prossimo turno, altra sfida ai massimi livelli tra Inter e Lazio all’Olimpico. Arrivederci a tutti, la vita continua e il campionato pure.

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