Il Centrodestra ha conquistato 13 Regioni su 20. L’Emilia rossa resiste

Economia e Politica Fabrizio c'è

Le elezioni Regionali hanno detto che l’Italia è di nuovo bipolare. Da una parte il centrodestra e dall’altra il PD. Spariti i 5 stelle i cui voti sono in parte risucchiati in prima battuta dalla Lega (europee 2019) e in maniera  maggiore sono tornati a sinistra (Regionali 2020).

Dentro questi 2 poli la situazione cambia un po’ a seconda delle regioni e della politicizzazione del voto. Lega fortissima in Emilia, un po’ in calo in Calabria. Forza Italia prosciugata in Emilia, dove il voto è stato politico cioè su Salvini si/Salvini no e dove il grosso dei dirigenti era da poco traslocato in FDI. Forza Italia però forte in Calabria, dove ha preso non solo il 12% ma soprattutto ha presentato 2 liste civiche che hanno preso un altro 13 %.

Il risultato dell’Emilia è stato determinato da una alta affluenza che testimonia la mobilitazione del PD in una regione che ha governato a tutti i livelli da 70 anni: Comuni, Regioni, Banche, Coop e tanta altra roba. La tattica scelta dal PD è stata intelligente: Bonaccini si è presentato come l’amministratore concreto e riformista mentre le sardine si incaricavano di richiamare alle urne la nuova e vecchia sinistra barricadera, movimentista e piazzaiola. Il risultato del centrodestra e dell’impegno massiccio di Salvini non è da buttar via, alla luce dei risultati storici.

Certo però che dove il PD è forte e organizzato, in Emilia come a Milano, conviene presentare candidati Governatori e Sindaci in grado di piacere a indecisi ed elettorato di mezzo, a borghesi impauriti come a giovani più preoccupati dal lavoro che manca che da immigrati ed Europa. In sostanza per Milano sarebbe meglio individuare anche fuori dai partiti una figura che dia garanzia di saper fare funzionare un Comune con 15.000 dipendenti e 3.000.000 milioni di clienti. Un manager o una persona che ha dimostrato di saper gestire  e fare amministrazione.

In ogni caso il voto di Milano sarà amministrativo, in contemporanea ad altre grandi città, è quindi subirà l’influsso dei leader nazionali in maniera minore. Più importante sarà il peso svolto dai singoli candidati, dagli amministratori locali  e anche dalle liste civiche. Milano in  ogni caso appare più contendibile dell’Emilia da un centrodestra unito.

Ultima considerazione: visto che l’Italia torna bipolare sarebbe meglio avere un sistema elettorale maggioritario dove la sera delle elezioni si sa chi governerà. Speriamo che il PD la smetta di prendere decisioni solo con l’ossessione di Salvini e faccia marcia indietro sulla assurda pretesa dei 5stelle di riportare l’Italia all’epoca del proporzionale. Sarebbe un suicidio per loro e per la speranza degli italiani di avere governi che governano

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