Sequestro di persona a scopo estorsivo, 11 fermi dei Carabinieri

Cronaca

Nella giornata di martedì 10 dicembre, nelle province di Milano, Verona e Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Corsico, insieme al Nucleo Investigativo di Bologna, hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, emesso nei confronti di 6 soggetti e proceduto al fermo di iniziativa nei confronti di ulteriori 5, tutti gravemente indiziati del delitto di tentato sequestro di persona a scopo estorsivo in concorso (artt. 56, 110 e 630 c.p.).

Il provvedimento cautelare trae origine da approfondimenti investigativi, nel mese di febbraio 2019, della Stazione CC di Cornaredo, a seguito di una ingente truffa informatica commessa in danno di una filiale ubicata in quel comune.

In tale ambito, grazie a prolungata attività tecnica ed a servizi dinamici posti in essere in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, è stato appurato che i componenti della compagine criminale stavano pianificando il sequestro di un imprenditore del settore informatico, residente nel centro di Bologna, che nelle intercettazioni veniva chiamato “il Rigido”, uomo con diverse attività nell’Europa dell’est, che pensavano avrebbe potuto garantire un guadagno tra 1,5 e 4,5 milioni di euro depositati su vari conti correnti.  La banda criminale, alla cui testa c’erano due fratelli di Verona – “il Maschio” e “la Femmina”, titolari di una ditta di logistica con pesanti debiti alle spalle – e un autista dipendente del servizio di trasporti pubblici di Reggio Emilia, inizialmente aveva ipotizzato di compiere il rapimento nella stessa città di Bologna avvalendosi di criminali professionisti provenienti dal Napoletano. Il piano, organizzato già dal maggio scorso, era però mutato nel tempo data l’impossibilità di trovare un “rifugio sicuro” nel capoluogo emiliano. I componenti della banda avevano, dunque, deciso di agire nella città di Milano: l’imprenditore sarebbe stato prelevato nella giornata di mercoledì presso il suo ufficio di via Scarlatti e poi trasferito in un appartamento di via Acerenza

Il piano era quello di costringere la vittima, anche mediante violenza fisica, a comunicare i dati di accesso ai propri conti correnti, in modo da trasferire una buona parte parte del suo denaro a favore del sodalizio.

Inoltre, ieri mattina a Napoli e Modena, gli stessi reparti hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Bologna, a carico di 6 individui (2 dei quali anche destinatari del fermo di indiziato di delitto per tentato sequestro di persona) per rapina aggravata in concorso (artt. 628 e 110 c.p.).

L’indagine ha permesso di accertare che 2 soggetti del gruppo criminale monitorato, lo scorso 11 novembre, con la complicità di tre individui partenopei e di un cittadino marocchino, avevano perpetrato una rapina presso la sala slot “Bingo Globo” di Modena.

I delinquenti, nella circostanza, con l’utilizzo di una pistola, avevano obbligato un dipendente a consegnare loro 16.000 euro.

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