Agente eroe della penitenziaria salva figlia di detenuta che sta soffocando

Cronaca

È accaduto a Milano, dove  Rinaldo Rugiano, assistente capo della polizia penitenziaria, è stato velocissimo ed ha agito d’impulso: quando ha visto che la bimba era diventata cianotica e non riusciva più a respirare ha deciso di  intervenire. L’ha presa tra le braccia, l’ha portata fuori dall’istituto dove la madre è detenuta ed è arrivato a piedi in ospedale, dove la piccola è stata subito soccorsa dai medici che le hanno salvato la vita. Il fatto che si è saputo solo ieri è in effetti accaduto qualche settimana fa.

L’agente, che  lavora a Milano all’Istituto a custodia attenuata per detenute madri, una volta accortosi che la piccola stava male, ha raggiunto di corsa l’ospedale Macedonio Melloni, affidando la bimba ai sanitari che l’hanno salvata grazie all’immediata iperventilazione.

Come ha riportato il Giornale “Rugiano, un 46enne originario di Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento, ha ricostruito i momenti più difficili di quel pomeriggio. L’uomo ha raccontato che durante il suo turno, circa alle 21, una detenuta aveva segnalato che la sua bambina, nata da poche settimane, aveva sempre più febbre. A quel punto, l’agente, come da procedura, avrebbe iniziato a telefonare per chiedere aiuto, considerando però anche che nell’Icam non esiste un presidio medico fisso. A quel punto, la madre della bambina avrebbe iniziato a urlare, dicendo che la figlia aveva smesso di respirare. La neonata, diventata in breve cianotica, aveva bisogno di cure immediate. Così, il 46enne, compreso che l’unica ipotesi da prendere in considerazione era quella di salvare la piccola, l’aveva presa e portata fuori, dai medici. Aveva chiesto di farsi sostituire dal collega, che controllasse le altre detenute, e si era diretto verso la struttura ospedaliera vicina.”

A Rugiano sono arrivati i ringraziamenti anche del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che con una telefonata si sarebbe complimentato con lui per la sua prontezza e il suo coraggio. “Sono molto onorato di aver ricevuto la chiamata dal ministro, non me lo aspettavo“, ha commentato l’agente “Sotto le nostre divise, c’è sempre il cuore di un essere umano. Prima di essere agenti di polizia penitenziaria siamo uomini“.

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