Il mio canto libero per non morire con l’inettitudine di un governo senza idee

Politica

Eppure sono qui, con quella musica in testa, per resistere alle contraddizioni, alla politica umiliata, a persone dilaniate dal potere. Il grande teatro di un Paese allo sbando è servito ogni giorno, ogni ora, con cinismo e spesso faziosità dai media quasi preludesse a qualcosa di costruttivo, ma non succede. E quella voce in testa canta “Il mio canto libero…In un mondo che /Prigioniero è /Respiriamo liberi /Io e te /E la verità /Si offre nuda a noi..” Un’invocazione alla libertà di pensiero e di critica, di fronte a un governo imbambolato, impantanato, senza visione, legato ai piccoli egoismi di partito. E allora può succedere che Conte usi mezzucci per farsi accreditare in Europa, che non sappia che pesci scegliere nell’affaire pesantissimo dell’Ilva e che la procura di Milano abbia preso in mano la situazione. I commissari: “Hanno accettato il contratto senza garanzie”. Il giudice civile: “Non spegnete i forni” E cito i titoli dei quotidiani. “Mentre cresce la povertà tra le famiglie italiane il governo Conte pensa ad aumentare le tasse: vergognoso” E “Elisabetta Trenta tenta invano di spiegarsi. Dopo la polemica sulla casa da ministro assegnata (come un escamotage) al marito, il maggiore dell’Esercito Claudio Passarelli, la grillina rilascia al Corriere giustificazioni a dir poco ridicole. Prima tra tutte? “La casa grande mi serve, ho una vita di relazioni, non posso andarmene”. D’altronde la poltronite dei grillini è un virus contagioso. E la presa in giro delle sardine, che ha riempito gli occhi a Cuperlo di speranza, naufraga nelle parole della nuova leader Samar “”Avremmo bisogno di un giustiziere sociale, di quelli che compaiono nella storia, che dopo aver ucciso vengono marchiati come anarchici”.

 Ma la priorità dello stratega PD Zingaretti è lo ius soli, il resto è secondario, a dimostrazione della loro vicinanza alla realtà. E Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, lancia l’allarme. “Un disastro per Lampedusa. I barconi perdono gasolio”  E chi ama Venezia e non sopporta il non fare di questo governo canta la sua bellezza “perché Venezia è la città più bellaE come ci riesce? Come uno dei suoi maestri vetrai, soffiando mare e cielo tra palazzi di marmo e case di mattoni, tra tortuose calli e piazze inattese, tra ponti merlettati e moli incrostati d’alghe, fino a modellarli in una brocca di luce e colori, che versa l’infinito nell’anima – bicchiere o pozzo che sia – di chi la percorre. Chi cammina a Venezia non visita Venezia, ma diventa Venezia. La sua bellezza non si può meritare, non si deve esser all’altezza perché è lei a darci l’altezza”

Ma da chi siamo governati?

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