Assolombarda, osservatorio: Pil Milano cressce il doppio di quello italiano

Milano

Milano, come fulcro dell’ecosistema regionale lombardo, conferma, spiega ancora il rapporto, anche secondo i dati più aggiornati, la propria leadership innovativa su base nazionale. Un notevole dinamismo emerge sia nell’ambito della ricerca scientifica accademica, sia nella diffusa capacità innovativa delle imprese: qui vengono registrati il 32% dei brevetti italiani e si effettua il 27% della ricerca scientifica più citata a livello globale. Tra i fattori di competitività anche il modello economico-produttivo polisettoriale e multidimensionale. L’integrazione sinergica è tra industria, commercio, servizi innovativi e finanza, ma anche tra piccole imprese familiari (l’ossatura del sistema), multinazionali estere (4.600 delle 14.000 localizzate in Italia), grandi imprese (91 con fatturato annuo oltre il miliardo di euro), medie imprese a elevata vocazione internazionale, startup innovative. Milano ha basato la propria crescita lungo alcune traiettorie, radicando cultura, competenze, lavoro e capitalizzando le proprie molteplici vocazioni in un insieme di attività ad alto valore aggiunto e a elevato moltiplicatore economico e sociale. Tra le vocazioni più consolidate e a più elevato potenziale di sviluppo, emergono la filiera delle scienze della vita e l’ecosistema che integra arte, cultura e industrie creative. Nelle scienze della vita la quantità e qualità dei diversi attori economici (industria farmaceutica, ospedali, centri di ricerca, fornitori di tecnologie…), insieme alla costante interazione con i soggetti che gravitano intorno al paziente e ai familiari (dai servizi alla persona alle associazioni di volontariato), sta contribuendo a confermare questo territorio tra i centri di eccellenza socio-sanitaria in grado di rispondere al crescente bisogno di salute della popolazione, e alle sfide sociali legate ai cambiamenti demografici e alla sostenibilità e accessibilità delle cure. In questa prospettiva si inseriscono, per esempio, lo Human Technopole e la Città della Salute e della Ricerca.
Per quanto riguarda l’ecosistema culturale e creativo, i dati registrati in questa edizione 2019 ribadiscono che Milano è una delle grandi mete internazionali del turismo culturale. Milano è infatti l’unica fra le città campione a mostrare numeri paragonabili tra i visitatori dei musei (8,2 milioni) e gli spettatori dei teatri (7,2 milioni su base regionale). Un numero di poco superiore a quello dell’anno precedente, a conferma di una attrattività ad alto livello. È nella capacità di integrare offerta stabile e offerta temporanea di cultura che si gioca la scommessa della città di essere attrattiva per i turisti e per chi la abita. Per essere realmente attrattiva, una città deve dimostrarsi inclusiva e per il prossimo futuro Milano è chiamata a costruire uno sviluppo sostenibile che coniughi la dimensione ambientale ed economica con quella sociale e umana. Oggi il tema è ancora più urgente se si considerano i rischi di scollamento interno alla città e della città con il resto del Paese. Da una parte, il primo rischio accomuna tutte le grandi aree urbane, dove si generano opportunità ma si amplificano anche le polarizzazioni sociali e le marginalità. Dall’altra, le interdipendenze di Milano con le altre province della Lombardia e con l’Italia intera sono molto elevate. Gli elementi di divergenza sono evidenti: Milano ha un PIL pro capite in costante crescita e che supera i 49mila euro rispetto alla media italiana di 26mila; tuttavia, negli ultimi anni è cresciuta anche la polarizzazione dei redditi e la distribuzione diseguale tra le diverse fasce di reddito, con il 9% della popolazione milanese che detiene oggi oltre un terzo della ricchezza complessiva. La ripresa del mercato del lavoro negli ultimi quattro anni si è riflessa in una progressiva discesa della disoccupazione totale, al 6,4% a Milano nel 2018, contro una media nazionale ancora a doppia cifra (10,8%); ma anche a Milano è evidente la difficile integrazione soprattutto dei giovani, il cui tasso di disoccupazione è ancora al 24,4%. Nel confronto internazionale, anche l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro a Milano è un ambito su cui migliorare la performance, sia in relazione al tasso di attività femminile (69%) sia al divario di genere (11 punti percentuali nella partecipazione al mercato del lavoro tra uomini e donne, nonostante il recupero di oltre due punti negli ultimi due anni). (mianews)

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