Se il Comune guarda altrove, davanti alla mobilitazione dei cittadini

Milano

Con 26 voti favorevoli e 12 contrari, il Consiglio comunale di Milano ha approvato il Pgt (Piano di governo del territorio) il 14 ottobre. L’urbanista Giuseppe Boatti, già docente del Politecnico di Milano, esprime perplessità e scrive osservazioni con riferimento alle normative, sulla rivista specializzata Arcipelago. Propone anche, sempre su Arcipelago, modifiche ed eventuali soluzioni, per ovviare ad alcune problematiche. Di seguito la sintesi con le osservazioni più significative

“Forse prima dei commenti dovrebbero venire i documenti. Per questo ritengo utile pubblicare l’osservazione firmata e presentata da 974 cittadini e sostanzialmente respinta a maggioranza dal Consiglio comunale, tranne che per i parziali miglioramenti su Piazza D’armi. In compenso Bovisa Goccia è stata gravemente peggiorata in accoglimento, si noti, di una opposta osservazione del Politecnico.

Osservazioni

1) Il PGT prevede interventi pesanti su tre aree oggi prevalentemente verdi: Bovisa Goccia, Piazza d’Armi ed ex Paolo Pini ed adiacenze. Si propone invece di salvaguardare in tali ambiti tutto il verde, limitando l’edificazione a quella già esistente e dunque modificando il piano come di seguito indicato.

2) Il PGT prevede di attuare le più grandi trasformazione urbane, le cosiddette nuove Grandi Funzioni urbane, senza utilizzare la procedura obbligatoria per legge nazionale: la pianificazione urbanistica attuativa, che, sola garantisce, nell’interesse pubblico, la qualità e la stabilità del disegno urbanistico. Trattandosi di trasformazioni urbanistiche di grande momento e per nulla precisate dal PGT, la competenza viene riportata al Consiglio Comunale.

3) Il PGT prevede che i nuovi servizi, pubblici e privati, siano edificabili senza che ne venga computata la relativa superficie lorda di pavimento ai fini della verifica degli indici urbanistici. Tale norma inusitata comporta gravi rischi di abnorme addensamento delle funzioni più congestionanti e alimenta, sul versante pubblico, la spinta alla rilocalizzazione più decentrata e spesso meno accessibile dei servizi pubblici.

4) Il PGT consente l’edificazione di preziose aree verdi ancora esistenti come l’ex Cava Lucchini, le aree del Ronchetto sul Naviglio ed altre ancora.

5) Nell’area di Piazza d’Armi viene fatto salvo lo speculativo piano attuativo presentato dalla proprietà (pubblica!). Tale possibilità viene soppressa.

6) L’idea di accumulare altro cemento nelle piazze più congestionate della città appare del tutto irresponsabile.

7) La possibilità di superare gli indici urbanistici nelle zone di interscambio può determinare gravi effetti di congestione. Per scongiurare questo rischio si propone di istituire un preventivo specifico approfondimento sulle condizioni del traffico in tali zone.

8) La prevenzione dei rischi idraulici, anche mediante l’introduzione dell’invarianza idraulica dei processi urbanizzativi devono essere elementi caratterizzanti del PGT come prescritto dalla legislazione regionale. Tali aspetti sono totalmente carenti nel PGT adottato, che dovrebbe perciò non essere approvato. In alternativa è almeno necessario introdurre nel PGT termini temporali tassativi entro i quali adempiere a tali obblighi.

9) Le vasche di laminazione delle piene di fiumi inquinatissimi come il Seveso sono una potenziale grave minaccia per l’ambiente e a maggior ragione per i Parchi.

10) Le cosiddette aree di rigenerazione ambientale sono spesso caratterizzate da un ammasso di funzioni eterogenee spesso scarsamente compatibili. Esse devono essere guidate una per una verso un miglioramento ambientale mediante progetti pubblici specifici.

11) L’area di Porto di mare è di fatto e pienamente un’area da sottoporre ad un robusto processo di rigenerazione ambientale. Il PGT prevede invece la grande funzione urbana, che può essere anche attuata a pezzi e bocconi, col rischio di aggravarne le criticità.

12) Milano, che è di gran lunga la più grande realtà metropolitana d’Italia, non si è ancora dotata del Piano Territoriale Metropolitano (PTM), strumento essenziale per garantire uno sviluppo razionale, equilibrato e sostenibile del territorio. Per accelerare questo adempimento fondamentale viene introdotta una limitazione temporale alla validità del PGT, scaduta la quale senza che sia stato approvato il PTM vengono limitate le trasformazioni edilizie ed urbanistiche consentite.

Giuseppe Boatti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.